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QJ SRT 450 - Adventure 400-500: chi si accontenta gode

Redazione
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Dieci adventure A2 tra 400 e 500 cc messe alla prova in pista e in off-road: BMW, KTM, CFMOTO, Honda, Kawasaki, Mondial, Morbidelli, Moto Morini, QJ e Royal Enfield a confronto.

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PISTA: 1’31”40

“Quella col trench grigio?”, “Lei!”, “Che ha un po’ le ginocchia a punta”, “Allora non è lei”. Nell’iconica scena del film Tre Uomini e Una Gamba, Aldo e Giovanni parlano della CFMOTO 450MT e della QJ Motor SRT 450 RX, due adventurine simili tanto da poterle confondere: è lei o non è lei? Tra infiniti punti di contatto e sottili differenze tecniche, le due twin cinesi sono ora gemelle e ora diverse a seconda che le si confronti per look, prezzo, dotazione, numeri. Se l’argomento è quello della guida, la parentela è monozigote. Il tempo identico al decimo è frutto di una resa dinamica pressoché sovrapponibile. Anche la QJ mette a proprio agio da subito. Complici buone gomme e una ciclistica sana, equilibrata e bilanciata, viaggi ginocchio a terra dopo poche curve. Da buona 21” è stabile e rassicurante sul veloce e più fluida che reattiva nello stretto, dove la 450MT è forse appena più maneggevole. Una differenza minima pareggiata dalla SRT in frenata con un impianto poco più potente a parità di forza applicata alla leva. Efficaci le sospensioni nonostante il contesto “alieno”, indovinata la triangolazione. Il twin ricorda moltissimo quello della CFMOTO, con una messa punto focalizzata sulla miglior resa ai medi regimi e rapporti tendenzialmente corti per una bella sensazione di accelerazione.

OFF-ROAD: 1’18”70

Tra le più confortevoli del gruppo, la SRT 450 RX punta tutto su una ciclistica morbida e permissiva. Le sospensioni assorbono bene le piccole asperità e anche qualche saltino, sebbene nelle compressioni più accentuate mostrino un assetto piuttosto cedevole che porta la moto a "spanciare". La posizione di guida in piedi è piacevole, nonostante una certa larghezza nella zona del serbatoio, mentre la sella bassa rende un po' meno immediato il passaggio dalla guida seduta a quella in piedi. Il motore convince per prontezza di risposta, con un attacco del gas diretto che aiuta a gestire la trazione in uscita di curva. Peccato per gli pneumatici CST di primo equipaggiamento, poco efficaci sul fondo smosso. Rimane comunque una vera crossover polivalente: non ama essere strapazzata, ma affronta senza problemi un po' di tutto, privilegiando comfort e facilità di guida.

Adventure 400-500: comparativa pista e off-road

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