Moto Morini Allthrike 450 - Adventure 400-500: chi si accontenta gode
Dieci adventure A2 tra 400 e 500 cc messe alla prova in pista e in off-road: BMW, KTM, CFMOTO, Honda, Kawasaki, Mondial, Morbidelli, Moto Morini, QJ e Royal Enfield a confronto.
PISTA: 1’32”00
Quello della Morini è uno dei rari casi in cui riscontro del cronometro e sensazioni di guida sono parzialmente disallineati. Avrei scommesso con lei di aver girato come con le varie 450MT, KLE 500, 390 Adventure R e via dicendo, perché il feeling è simile ovvero buono. Ha anche lei un bell’avantreno rigoroso e rassicurante e non spicca per guizzo ma, casomai, per fluidità e precisione. Piacciono le gomme, e così si può filare nel veloce ed essere grintosi il giusto nello stretto. Assetto e freni, inoltre, sono nella media: trasferimenti marcati ma controllati, potenza decelerante sufficiente a patto di usare entrambi gli impianti, ABS invasivo che richiede un’azione sui comandi progressiva e anticipata. Ha anche un’ergonomia convincente, con un manubrio assai vicino che pare quasi quello di una naked. Invece, alla fine, è stata un pelo più lenta. Sul momento ho faticato a mettere a fuoco il motivo, mentre ora sono convinto di averlo individuato. Un piccolissimo svantaggio arriva dal riparo ridotto: si prende un sacco d’aria a discapito dell’accelerazione a velocità sostenuta. E soprattutto, il motore ha una messa a punto che privilegia la spinta ai medi a discapito della grinta agli alti, ancor più di altri twin paralleli simili nel carattere. La conseguenza è che nella guida “full gas” risulta appena meno brillante perché quando “tiri” le marce non fai strada. Dati alla mano, poi, la Alltrhike è tutt’altro che una piuma. Vale così per lei quanto detto per la Morbidelli.
OFF-ROAD: 1’21”20
La seconda moto più pesante del confronto sorprende per il motore, pronto fin dalla prima apertura del gas e capace di offrire quella risposta immediata che sullo sterrato aiuta sia nei rilanci sia nei passaggi più lenti. Meno convincente l'ergonomia: la sella molto bassa e le pedane avanzate limitano la libertà di movimento e rendono meno naturale la guida in piedi rispetto alle migliori della categoria. Le sospensioni mostrano un comportamento equilibrato, con una forcella che copia bene il terreno e trasmette sicurezza anche aumentando il ritmo, mentre il mono posteriore rimane leggermente più sfrenato e tampona sulle asperità più marcate. Nel complesso la Alltrhike affronta il fuoristrada con disinvoltura, ma lascia la sensazione di essere stata progettata pensando prima alla strada e solo successivamente agli sterrati.
ufficiali di Dueruote
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