Kawasaki KLE 500 SE - Adventure 400-500: chi si accontenta gode
Dieci adventure A2 tra 400 e 500 cc messe alla prova in pista e in off-road: BMW, KTM, CFMOTO, Honda, Kawasaki, Mondial, Morbidelli, Moto Morini, QJ e Royal Enfield a confronto.
PISTA: 1’31”60
Dietro la lepre di Monaco ci sono ben cinque moto raccolte nello spazio di due decimi di secondo. La Kawa è una di loro. In puro stile MotoGP la frazione di un istante è la differenza che passa tra la prima e la quarta fila, ma se in un contesto ultracompetitivo come il campionato prototipi è giusto che un gap minimo abbia un certo peso, qui possiamo tranquillamente dire valga un pari merito. La twin di Akashi è insomma una adventurina tra le più efficaci, ed è interessante lo sia in modo tutto suo. È per esempio inconfondibilmente “jap”. Consistenza della sella, finiture, qualità del suono, accoppiamenti, dettagli: ogni cosa trasmette l’idea di cura e affidabilità che caratterizza le moto del Sol Levante. Ma sul suo passaporto potresti scommettere anche solo mettendo la prima (innesto corto, preciso; meccanicamente accurato) e mollando una frizione morbida e modulabile come poche. Tra le curve la KLE va da sola: tu pensi e lei fa. Da buona 21” conquista per precisione sul veloce ed è allo stesso tempo piacevolmente guizzante nei cambi di direzione. Ha un bellissimo motore: non il più vispo ai bassi ma deciso in mezzo e con un allungo che non ci si crede. Ok freni e ABS al netto di quanto già detto, mentre le sospensioni sono tra tutte le più confortevoli ovvero le meno controllate nei cambi di carico repentini.
OFF-ROAD: 1’23”90
Della KLE ti colpisce immediatamente la posizione di guida in piedi: triangolazione ottima, manubrio largo che sembra una vera moto da fuoristrada. Pronti via ti accorgi che il motore preferisce girare alto, ok per andar forte su asfalto, meno quando si cerca una mano fuori dai curvini o per superare ostacoli. Ciclisticamente parlando fuoristrada ci va, ma non è di quelle che ti invogliano a correre o a giocare. Le ruote hanno escursione di 200 mm circa, sufficiente ma non abbondante, e non aiutano nemmeno la ruota posteriore da 17” e lo scarico basso. La luce a terra è limitata, tanto che quando si spinge sugli avvallamenti più pronunciati o all’atterraggio da qualche saltino non è raro sentire il paracoppa che gratta a terra. In tutto ciò, gli pneumatici IRC semitassellati di primo equipaggiamento fanno il loro, ma onestamente non rispecchiano la reale vocazione, prevalentemente stradale, della KLE.
ufficiali di Dueruote
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