Royal Enfield Himalayan Mana Black - Adventure 400-500: chi si accontenta gode
Dieci adventure A2 tra 400 e 500 cc messe alla prova in pista e in off-road: BMW, KTM, CFMOTO, Honda, Kawasaki, Mondial, Morbidelli, Moto Morini, QJ e Royal Enfield a confronto.
PISTA: 1’33”00
C’è quella che ricorda una naked (BMW), ci sono le fuoristrada vere (Mondial, KTM), quelle spiccatamente crossover (Honda, Morbidelli), le adventure classiche (tutte le altre). E poi c’è lei, la Hima. Uguale a nessuna. Faro tondo, plexi minimal, look mi vien da dire modern classic e il solo motore monocilindrico del gruppo insieme a quello KTM. Cosa sei, esattamente? Sulla carta nasce per le strade impegnative e scassate della catena Himalayana, dove vuole essere facile, affidabile, inarrestabile. In un gruppo in cui la sportività è un target progettuale secondario, lei è la prima a declinare l’invito a una bella sgambata. Capirete quindi il mio stupore quando ha infilato la prima curva precisa come un fuso, salda sulle sue sospensioni e invitandomi a una bella piega con una confortante sensazione di grip. Fermi tutti! Altro che freak del gruppo, Hima. Sei una bella motina! E le sorprese sono continuate. Tra tanti motori incisivi chi ai medi, chi agli alti, il suo “mono” è pieno a ogni regime. La potenza massima dei migliori non l'ha, però è vispo in basso, brillante in mezzo, deciso in alto. Assai più rigorosa che maneggevole, l’insolita adventurina made in India avrebbe realizzato un tempo migliore con freni, soprattutto l’anteriore, più potenti e un ABS meno invasivo.
OFF-ROAD: 1’23”80
Anche in questa versione appena più tecnica – sella in pezzo unico e 25 mm più alta – la Himalayan conferma la filosofia che l'ha resa celebre: più che cercare la prestazione, invita a godersi il viaggio anche quando finisce l'asfalto. Il peso si avverte nelle manovre da fermo, ma una volta in movimento la moto risulta sincera e facile da gestire. Il motore, rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare, offre un buon allungo. Il manubrio, però, è leggermente basso per la guida in piedi. Le sospensioni lavorano bene sullo sconnesso di media entità, ma aumentando il ritmo il mono tende ad andare a pacco nelle compressioni più violente. A limitare maggiormente le prestazioni in fuoristrada sono soprattutto le gomme CEAT di primo equipaggiamento, decisamente orientate all'utilizzo stradale e poco efficaci quando il terreno diventa smosso. Nonostante questo, la Himalayan rimane una compagna intuitiva, soprattutto per chi vive il fuoristrada come naturale prosecuzione della strada e non come un terreno su cui cercare la prestazione.
ufficiali di Dueruote
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