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Morbidelli T502X - Adventure 400-500: chi si accontenta gode

Redazione
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Dieci adventure A2 tra 400 e 500 cc messe alla prova in pista e in off-road: BMW, KTM, CFMOTO, Honda, Kawasaki, Mondial, Morbidelli, Moto Morini, QJ e Royal Enfield a confronto.

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PISTA: 1’32”70

Per andare più forte, ci sono due opzioni. C’è la via a stelle e strisce secondo la quale there’s no replacement for displacement, un modo per dire che occorre aumentare la potenza. E c’è quella inglese simplify, then add lightness attribuita al fondatore della Lotus Colin Chapman, che invita a ridurre il peso. Quando la cavalleria è limitata per forza di cose, resta la sola opzione della bilancia. Opzione sulla quale le altre Case hanno lavorato più di Morbidelli. Il tempo sul giro della T502X, nello specifico, non descrive una adventure poco a punto bensì una moto che se l’è dovuta giocare con avversarie più leggere a parità di “birra” nel propulsore. Guidandola, funziona (quasi) tutto come deve. La posizione di guida è accogliente e di stampo stradale, e la triangolazione è azzeccata. I freni convincono per potenza (entrambi) e modulabilità (l’anteriore; il posteriore è incline al bloccaggio); le sospensioni gestiscono correttamente le variazioni di carico. Piacciono le gomme, che danno confidenza da subito. Veloce o lento che sia il tratto che affronti, la Morbidelli è rassicurante e a suo agio. Come Moto Morini e Honda, paga i kg in più con una reattività nei cambi di direzione inferiore alla media e con una certa pigrizia in accelerazione.

OFF-ROAD: 1’25”00

La più pesante del gruppo non riesce a nascondere i suoi chili quando il ritmo aumenta o nelle inversioni più strette, dove richiede inevitabilmente un po' più di fisico rispetto alle rivali. La posizione di guida, però, è ben studiata: in piedi il manubrio alto permette di controllarla con naturalezza, mentre da seduti si rimane piuttosto "dentro" la moto. Proprio il passaggio dalla posizione seduta a quella in piedi non è dei più immediati, complice una seduta bassa che limita un po' i movimenti. Il bicilindrico privilegia la fluidità rispetto al carattere e accompagna la guida senza mettere mai in difficoltà. Anche le sospensioni, pur limitate a 180 mm di escursione, lavorano discretamente sulle asperità e permettono di affrontare senza problemi il classico sterrato turistico. Il DNA resta chiaramente più stradale che off-road, ma la T502X si difende meglio di quanto il peso possa far immaginare.

Adventure 400-500: comparativa pista e off-road

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