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KTM 390 Adventure R - Adventure 400-500: chi si accontenta gode

Redazione
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Dieci adventure A2 tra 400 e 500 cc messe alla prova in pista e in off-road: BMW, KTM, CFMOTO, Honda, Kawasaki, Mondial, Morbidelli, Moto Morini, QJ e Royal Enfield a confronto.

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PISTA: 1’31”50

Ora che ho guidato la 390 R in pista mi sono persuaso di dover dare una chance alla pizza con l’ananas. Prima, mi capirete, pensavo le cose avessero un proprio posto, una collocazione naturale: la frutta a fine pasto, le “mono” da enduro sulla terra. Si queste ultime mi sono dovuto ricredere, per cui stai a vedere che la pineapple pizza… Lì per lì, la Kappa pare del tutto fuori luogo. Piccola, alta, col manubrio vicino. Freni e la forcella sembra avere un metro di corsa, inserisci e scommetti di cadere con quelle gommine strette e artigliate. Eppure, eppure. Nel giro di poco cambia tutto. Quella che hai tra le mani è una motina leggera e svelta che reagisce ai tuoi input rapida come nessuna – BMW esclusa. Guardi la corda, ci sei; arriva la variante, fatta. Curva dopo curva capisci che aderenza ce n’è tanta da poter accarezzare l’asfalto col ginocchio, e che il beccheggio da portacontainer sulle onde del Pacifico è, comunque, ben gestito lungo tutta l’escursione. Strana è strana ma si guida. E se è andata forte nel tempo sul giro è perché ha (anche) un motore brillantissimo. Bassi poco incisivi sono seguiti ai medi da un’entrata in coppia decisa e da un allungo nevrile, in un crescendo che non ti aspetti – e che non si scorda.

OFF-ROAD: 1’17”00

In mezzo alle avversarie, quando sali a bordo lei sembra quasi una moto da enduro tecnico. Il manubrio è un po’ basso, ma tra le gambe è la più stretta del lotto e ti ci puoi muovere sopra anche da seduto – oltre a essere la più leggera, che non è poco. Certo, c’è un cilindro in meno, ma tant’è. Molto belle anche le pedane da fuoristrada vero. Quando parti, però, ti accorgi che il motore, anzi tutto il pacchetto, è di derivazione stradale: il propulsore paga qualche cc rispetto alle altre e preferisce girare a metà e in alto. Dinamicamente, il fatto di essere snella in vita e di poterla guidare attivamente anche da seduto è un bel plus, ma se inizi a spingere come se fossi su una mono specialistica (cosa che con le altre nemmeno ti sogni) escono i limiti delle sospensioni, che hanno sì un buon valore di escursione – 230 mm – ma che come idraulica sono più a punto per un ritmo rilassato. Sull’infido ghiaino del nostro percorso hanno fatto una bella differenza le gomme Mitas, nettamente le più aggressive. Somma di tutto, un bel 1° tempo con quasi 2” di margine.

Adventure 400-500: comparativa pista e off-road

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