Costa meno dei rivali, ma convince davvero? La prova del Rieju X-OVER 357
Lanciato ad EICMA 2025, il Rieju X-OVER 357 è uno scooter ispirato al mondo dell’adventure, e va a collocarsi in un segmento di mercato ben assortito. Dal canto suo offre molta concretezza sia nella dotazione che nella guida, ed è offerto ad un prezzo accessibile. Lo abbiamo messo alla prova per le strade di Barcellona, e adesso vi raccontiamo tutto di lui
Dai tempi dell'uscita dell’Honda ADV 350, che ha rivestito il ruolo di pioniere e di leader di mercato, il segmento degli scooter crossover di media cilindrata è deflagrato. La tendenza si è confermata anche ad EICMA 2025, dove pure Rieju si è unita, con pieno diritto, all’affollato festival degli scooter adventure, presentando il nuovo X-OVER 357. La nuova proposta della casa di Figueres punta tutto su un prezzo molto aggressivo, sulla concretezza e su una dotazione di serie ricca. Dovrà farsi strada fra un’agguerrita concorrenza, composta, tra gli altri, dall’amatissimo Zontes ZT 368 G, dal Voge Sfida SR4 Max, dall’Aprilia SR GT 400, dal Kymco DTX 360, dal Sym ADX 300 e, ovviamente, dall’Honda ADV 350.
Ma non perdiamoci in troppe sigle noiose e andiamo a vedere quali sono le sue carte vincenti.
Rieju è uno dei marchi motociclistici più antichi di Spagna, le cui radici affondano nella prima metà del Novecento (1942). È un'azienda ancora, al 100%, di proprietà degli eredi dei fondatori e ha sempre puntato su nicchie specifiche, principalmente nel fuoristrada e nel supermotard, spesso e volentieri in piccole cilindrate. Nel 2020, poi, Rieju ha acquisito i progetti e i diritti delle piattaforme da Enduro specialistiche di GasGas, con cui partecipa anche al mondiale. Negli ultimi anni, la casa di Figueres sta cercando di espandere sia l'azienda sia la gamma proposta, prova ne è appunto il nuovo X-OVER 357, che va a riempire uno slot lasciato vacante fin dai tempi dello scooter urbano Cityline 300, storia del 2016.
La storia del 2026 è tutta nuova invece. La piattaforma sui cui è costruito lo scooter spagnolo si basa su un propulsore monocilindrico prodotto da QJ Motor 4 tempi raffreddato a liquido da 329 cc, ovviamente omologato Euro 5+. Il propulsore è capace di erogare 30 CV a 5.500 giri/min e 32 Nm di coppia.
Eredità off-road, ma occhio alle apparenze
Il design è ricercato e di chiara ispirazione adventure, e se c’è qualcuno che, più di altri, può permettersi di sfoggiare linee aggressive e spigolose che richiamano il mondo dell’off-road, quella è proprio Rieju, visto il suo DNA forgiato fuori dall’asfalto. C’è anche da sottolineare che qualsiasi richiamo all’universo fuoristradistico è puramente di natura estetica e non di sostanza, prova ne sono l’assenza di cerchi a raggi e di escursioni generose delle sospensioni, in favore invece di pneumatici stradali di primo equipaggiamento. Bisogna comunque riconoscere all’X-OVER che non pretende di essere un mezzo da fuoristrada, ma uno scooter da città e da gite brevi fuori porta, mansioni che gli riescono benissimo.
Inoltre, le finiture appaiono di buona fattura e le plastiche sono piacevoli al tatto, con accoppiamenti ben realizzati.
Il frontale, dallo sviluppo verticale, è dominato dal gruppo ottico a LED dall’aspetto “meccatronico”, ed è messo ancor più in risalto dai fianchetti laterali spigolosi. Spostandoci verso il retrotreno, si apprezza l’armonia con cui è raccordato il tunnel centrale, che ospita i tubi del telaio e il serbatoio da 14,8 litri, alla lunga sella con supporto lombare. A proposito, il consumo dichiarato è di 27 km/l, il che dovrebbe garantire un autonomia di circa 400 km.
Nonostante il codone rastremato, su cui è montato il portapacchi fornito di serie, la capacità di carico dell’X-OVER è davvero notevole anche senza la pedana piatta, grazie ad un sottosella – illuminato – in grado di ospitare due caschi integrali.
Tutto di serie
Il telaio è una struttura in tubi di acciaio, abbinato ad una forcella a steli tradizionali e a due ammortizzatori posteriori. I cerchi, in lega con finitura cromata sulle razze, sono da 14” al posteriore e da 15” all’anteriore, e calzano pneumatici di 140/70 e 120/70.
I 191 kg in ordine di marcia dichiarati vengono frenati da un disco da 256 mm all’anteriore, con pinza a doppio pistoncino, e da un disco da 240 mm al posteriore, con pinza a singolo pistoncino, aiutati anche dall’ABS Bosch. Il quadro elettronico è completato dal Traction control disinseribile.
Il cavallo di battaglia dell’X-OVER 357 è la dotazione di serie, che non lascia davvero nulla a desiderare, soprattutto in vista di un utilizzo legato, principalmente, agli spostamenti urbani, e, vista la concorrenza agguerrita, ci sentiamo di dire che non potrebbe essere altrimenti. Abbiamo, per cominciare, un display TFT da 7’’ a colori - molto ben leggibile anche sotto il sole - che, oltre a illustrare i parametri dello scooter, tra cui anche contagiri e indicatore di pressione pneumatici (anche se manca l’indicatore della temperatura esterna) integra la connettività Mirror Link per collegare lo smartphone e accedere a navigazione, chiamate e contenuti multimediali.
Presente il sistema Keyless, ormai obbligatorio per uno scooter di questa fascia di mercato, così come la doppia presa USB (di cui una Type-C), collocata nella guantiera destra, e l’illuminazione Full LED.
Apprezzabile è anche la presenza di intuitivi blocchetti elettrici retroilluminati, delle leve dei freni regolabili nella distanza, del parabrezza regolabile (seppur da fermi) e delle manopole riscaldabili, installate su un manubrio non carenato, ma lasciato volutamente in vista.
Pratico e comodo
L'altezza sella si attesta sui 780 mm, ma l'ingombro trasversale ampio costringe a divaricare un po' le gambe, e chi è alto circa 175 cm, come il sottoscritto, non poggia completamente entrambe le piante dei piedi a terra. Mal di poco, in effetti, perché il baricentro è basso, il manubrio è largo e alla giusta distanza, e il raggio di sterzata è molto contenuto, caratteristiche che rendono le manovre da fermo facili e intuitive, tanto da poter fare inversione di marcia in un fazzoletto. Lo spazio per i piedi sulla pedana non è moltissimo, ma si possono anche appoggiare sul retroscudo per distendere le gambe.
In generale, la posizione di guida è molto comoda, le braccia sono leggermente flesse in modo naturale sul manubrio e la schiena rimane dritta, supportata da una sella morbida ma ben sostenuta nei punti giusti. Al passeggero è riservata un'ampia porzione di sella, posta su un piano rialzato, e sono presenti pedane in acciaio estraibili posizionate alla giusta altezza e solidi maniglioni integrati nel portapacchi.
Non vibra e diverte
Dinamicamente parlando, l’X-OVER si fa apprezzare innanzitutto per la trattabilità del motore, sempre molto lineare e pronto nell’erogazione, e dotato di un buon allungo fino ai 115 km/h circa. Andare oltre è possibile, ma si tende al plafonamento. Sorprende la quasi totale assenza di vibrazioni, appena percettibili ad alti regimi sulla pedana.
In città, d'altro canto, risaltano sia il suo ottimo spunto da fermo sia un intervento della frizione centrifuga molto progressivo e senza strappi. Si ha la sensazione di avere sempre tutto sotto controllo, e grazie ad una buona agilità, data anche dal manubrio largo, si riesce a farsi strada nel traffico a colpi di gas senza particolari patemi d’animo.
Uscendo dal centro urbano e incontrando strade più tortuose, si apprezza la stabilità dell’X-OVER nei curvoni veloci, ed è qui che l’interasse di ben 1.520 mm gioca la sua parte. Ciononostante, anche l’ingresso in curva nei tornanti più stretti – molto numerosi lungo il nostro itinerario – non è fulmineo ma è sempre molto progressivo, con le sospensioni che comunicano bene ciò che sta accadendo sotto le ruote. In uscita di curva, lo spunto del motore è piacevole e rende l'X-OVER molto divertente nel misto.
La taratura della forcella è morbida nella fase di ingresso curva e sulle sconnessioni, ma il ritorno è rapido e il sostegno in fase di percorrenza non manca. Più secca e rigida, invece, la risposta degli ammortizzatori posteriori, probabilmente tarati anche per un eventuale passeggero. L’unica nota stonata riguarda l’impianto frenante, cui manca un po’ di mordente soprattutto nelle staccate più decise. La potenza frenante c'è, ma occorre strizzare la leva con decisione per andarla a cercare. Buono invece il lavoro dell'ABS, che interviene solo in caso di reale necessità.
In autostrada e tangenziale, mantenendo una velocità di crociera compresa tra i 90 e i 110 km/h, si viaggia in totale comodità, con il motore in coppia al di sotto dei 7.000 giri/min, pronto anche per sorpassare, e con una ciclistica stabile che trasmette sicurezza. Non ci è piaciuta molto, invece, la protezione dall'aria: anche regolando il parabrezza nella posizione più alta, casco, braccia e spalle rimangono esposti, così come piedi e parte bassa delle gambe.
Prezzo e considerazioni
Il Rieju X-OVER 357 viene offerto in grigio o in nero, ad un prezzo di € 5.199, cifra che posiziona questo scooter nella fascia di accesso al segmento, ben lontana dai € 7.190 richiesti per un Honda ADV 350. Il rapporto potenza/prezzo è fra i migliori della categoria, in quanto quasi nessuno dei concorrenti offre 30 CV ad un prezzo vicino ai € 5.000. Ci si avvicina il Voge Sfida SR4 MAX, con i suoi 34 CV ad un prezzo di € 5.499 (in promozione). Anche il dato del peso, 191 kg in ordine di marcia, lo pone fra i più leggeri, con il solo SR GT 400 di Aprilia che riesce a fare meglio.
Inoltre, arriverà a luglio 2026 anche in versione 125. Per adesso però, lasciandoci alle spalle cervellotici calcoli sul rapporto peso/potenza/prezzo/dotazione (che ribadiamo, non è niente male), torniamo al punto di partenza, dove scopriamo che dalla Spagna è arrivato un nuovo e valido sfidante, con tutte le carte in regola per affermarsi. Vedremo se il mercato italiano gli darà ragione.
ufficiali di Dueruote
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