QJ Motor SRT 450 RX prova su strada: la “GS in miniatura” cinese
La nuova adventure cinese sotto i 6.000 € offre tanto equipaggiamento e carattere: scopri pregi e difetti della QJ Motor SRT 450 RX
5.790 euro. E altri 500 euro per il tris di valigie. Vale la pena fermarsi un attimo a riflettere: in un mercato in cui il segmento adventure è sempre più affollato e i prezzi continuano a salire, con meno di 6.000 euro oggi si può portare a casa una moto capace di fare praticamente tutto.
La QJ Motor SRT 450 RX è l'ennesima dimostrazione di come i costruttori cinesi stiano cambiando le regole del gioco. Perché, al netto dei pregi e dei difetti, qui c'è una vera adventure accessibile anche ai possessori di patente A2, con 48 CV, ruote a raggi tubeless, tanta sostanza e una dotazione che fino a pochi anni fa avremmo trovato solo su moto ben più costose.
Una piccola GS? Il concetto è quello
Guardandola da vicino, la SRT 450 RX trasmette immediatamente la sensazione della "motona". Le proporzioni sono importanti, i volumi abbondanti, l'altezza da terra generosa. È il classico concetto della globetrotter tuttofare portato in una cilindrata intermedia: una sorta di GS in miniatura, pensata per viaggiare, affrontare le strade bianche e accompagnare chi cerca una prima vera adventure.
Anche i numeri raccontano questa vocazione. Il serbatoio da 18 litri promette una buona autonomia, mentre le sospensioni offrono escursioni degne di nota: 200 mm davanti e 190 mm dietro. Con 243 mm di luce a terra, la QJ può essere considerata a tutti gli effetti una vera adventure, pur senza ambizioni da enduro specialistica.
Dotazione da categoria superiore
Il vero punto di forza della SRT 450 RX è però il rapporto tra ciò che offre e quanto costa.
Di serie troviamo:
- TFT verticale con funzione mirroring;
- plexi regolabile;
- faretti supplementari full LED;
- paramani e protezioni;
- manopole riscaldabili;
- sella riscaldabile;
- cavalletto centrale;
- due mappe motore;
- controllo di trazione;
- ABS;
- cerchi a raggi tangenziali tubeless;
- predisposizione per le valigie;
- portapacchi posteriore.
Aggiungendo 500 euro si può completare il pacchetto con il tris di valigie.
Insomma, "a tutto non manca niente".
Robusta, concreta e ben fatta
La scuola cinese punta molto sulla sostanza e la SRT 450 RX ne è un esempio evidente. Le plastiche presentano finiture differenziate, con goffrature curate e un assemblaggio convincente. La percezione è quella di una moto robusta, massiccia, costruita per durare.
Naturalmente questa sensazione si riflette anche sul peso. QJ dichiara 166 kg a secco, un dato che lascia qualche dubbio. Nella guida la moto trasmette piuttosto l'impressione di avvicinarsi ai due quintali in ordine di marcia, allineandosi alle principali concorrenti della categoria.
Bella la realizzazione del forcellone in alluminio, massiccio e ben rifinito, così come il telaio in acciaio a culla chiusa con telaietto posteriore removibile, soluzione tipicamente apprezzata nel mondo off-road.
Ergonomia: sensazione da maxi, ma non per tutti
La sella è posta a 835 mm da terra e presenta un rivestimento molto aderente. La forma, però, è piuttosto larga nella zona anteriore e caratterizzata da uno spigolo marcato che tende ad allargare le gambe.
Chi è alto circa 1,75 metri riesce a toccare terra, ma più con le punte che con l'intera pianta del piede.
Una volta seduti, però, la posizione convince: il manubrio largo ma non distante, le braccia leggermente flesse e la triangolazione generale restituiscono una postura naturale. Anche guidando in piedi sulle strade bianche si riesce a controllare bene la moto, pur con i limiti imposti dalla larghezza del serbatoio.
Il passeggero siede su un piano rialzato, ma l'imbottitura piuttosto rigida della sella non rappresenta il massimo del comfort sulle lunghe percorrenze.
Il bicilindrico ha carattere
QJ rivendica la paternità del motore, sottolineando che non si tratta dell'ennesima unità condivisa con altri costruttori.
Parliamo di un bicilindrico parallelo da 449 cc con albero motore a 270°, una configurazione scelta per regalare più personalità all'erogazione.
Alla guida emerge subito il suo carattere. È un motore un po' più rumoroso e ruvido rispetto ad altri "quattro e mezzo" provati recentemente. Vibra leggermente, senza mai diventare fastidioso, ma si fa sentire.
L'erogazione è comunque gradevole: parte bene fin dai bassi, è regolare e sufficientemente piena nell'utilizzo turistico.
Resta però una caratteristica comune a molte moto cinesi: una gestione dell'apri-chiudi ancora non perfetta. Un leggero effetto on-off è presente, anche se meno invasivo rispetto al passato.
Le due mappe motore modificano il comportamento del propulsore: la Standard risulta più dolce e sfruttabile, mentre la Sport rende la risposta al gas più brusca e nervosa.
In viaggio manca una marcia
La trasmissione privilegia la ripresa. La rapportatura è piuttosto corta e anche la sesta non è particolarmente distesa.
A 100 km/h il motore lavora poco sotto i 6.000 giri e sulle statali veloci o nei trasferimenti autostradali si ha spesso la sensazione che servirebbe un rapporto supplementare per abbassare il regime di rotazione.
Non compromette l'utilizzo turistico, ma è uno degli aspetti che emergono maggiormente durante la prova.
Ciclistica coerente, freni migliorabili
Le sospensioni Marzocchi fanno un buon lavoro. La forcella da 42 mm è regolabile, così come il monoammortizzatore posteriore, anche se la regolazione del precarico tramite ghiera non è la soluzione più pratica.
La taratura privilegia il comfort senza risultare eccessivamente morbida. La moto rimane composta nei trasferimenti di carico e restituisce sempre una piacevole sensazione di stabilità.
Meno convincenti i freni. La potenza c'è, ma il primo attacco è piuttosto timido e richiede una pressione più decisa sulla leva per ottenere una decelerazione incisiva. Anche l'ABS interviene con una certa premura.
Una adventure con una sua identità
In un segmento sempre più competitivo, la QJ Motor SRT 450 RX riesce comunque a ritagliarsi uno spazio preciso. È più "gonfia", più turistica e più orientata ai grandi viaggi rispetto ad alcune rivali dirette. È meno specialistica in fuoristrada di altre proposte del mercato, ma offre un equilibrio interessante tra comfort, dotazione e versatilità.
E soprattutto ha una forte personalità estetica. Il frontale può dividere, piacere oppure no, ma cerca una strada diversa dal semplice esercizio di imitazione. Anche dettagli come il gruppo ottico posteriore integrato nelle frecce contribuiscono a darle un'identità riconoscibile.
Il verdetto
La QJ Motor SRT 450 RX non è perfetta. Il peso si avverte, la frenata potrebbe essere più pronta e la gestione del gas richiede ancora qualche affinamento.
Ma a 5.790 euro è difficile ignorare quello che mette sul piatto: una vera adventure A2, completa praticamente di tutto, solida nella costruzione e pronta a portarti al lavoro durante la settimana, in viaggio nel weekend e sulle strade bianche quando la voglia di esplorare prende il sopravvento.
Perché si può discutere di finiture, di elettronica o di raffinatezza tecnica. Ma un dato resta incontestabile: oggi, a questo prezzo, pochi riescono davvero a mettere così tanta moto sotto al pilota.
ufficiali di Dueruote
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