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Yamaha Tracer 9 GT+, un altro passo verso il futuro

Lorenzo Cascioli
di Lorenzo Cascioli il 01/05/2023 in Anteprime
Yamaha Tracer 9 GT+, un altro passo verso il futuro
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La Tracer 9 GT+ introduce nel mondo moto l'assistenza monotirata dal radar nelle frenate d'emergenza. Sportiva come sempre, migliorata in ottica turistica, si conferma davvero un gran mezzo. Tra le altre novità rispetto alla GT il cruise control adattivo, la frenata integrale, il display TFT con funzioni di navigazione. Costa 16.499 euro f.c.

Lo sapevamo già. Che la Yamaha Tracer 9 GT, quella con le sospensioni semiattive, fosse un efficace attrezzo per azzannare le curve, lo sapevamo già. Ora c’è qualcosa di più. Un “+”, per l’appunto, che significa l’arrivo del radar per il cruise control adattivo, ma non solo. Sulla neonata GT+, che va ad allargare la gamma Tracer 9 affiancando la “base” e la GT, c’è pure il sistema di frenata unificata UBS (Unified Brake System), che è la ciliegina sulla torta di una moto già spettacolare da guidare.
Ma, prima di addentrarci nel pacchetto tecnologico di questa nuova Tracer 9 GT+, riavvolgiamo il nastro e facciamo un piccolo ripasso di storia. Nel 2015, all’epoca del lancio della prima MT-09 Tracer, fece un certo scalpore il fatto che da Iwata fosse definita una sport tourer. E gli amanti del genere, quelli che per tutta la vita si erano nutriti di FJR e VFR, fecero fatica a identificarla come un vero mezzo da turismo. Mavalà, si diceva, ma come si fa a fare una sport touring senza mezzi manubri, senza una carenona da veloci autobahn tedesche? E in effetti la prima Tracer era molto compatta, quasi una motardona. Non si potevano mettere borse e bauletto insieme. Certo che il carattere, il lato sportivo, era esaltante. L’unione tra il grintoso tre cilindri da 847 cc con 115 CV di potenza e la posizione di guida molto attiva la rendeva un gran mezzo a livello di divertimento, anche se la moto era nervosetta e fin troppo reattiva. Allungata e rimpolpata, arrivata alla terza generazione del 2021 e ribattezzata Tracer 9, è diventata più comoda e abitabile, ha migliorato la sua capacità di carico, senza perdere un briciolo della sua efficacia tra le curve; il CP3 è cresciuto a 890 cc per un’erogazione ancora più piena e ha guadagnato 4 CV in alto. In altre parole, la Tracer è diventata matura ed equilibrata, soprattutto nella versione GT, dotata di sospensioni semiattive KADS (KYB Actimatic Damper System) capaci di zittire anche i più mugnugnoni, quelli che non sono mai contenti del click in più o in meno. Ed è proprio sulla base della GT che nasce la GT+, ammiraglia tecnologica non solo della famiglia Tracer, ma di tutta la produzione di Iwata. Un ruolo importante, che segna l’ennesimo passo nel processo di crescita di questo modello.
 

Yamaha Tracer 9 GT+,  un altro passo verso il futuro

YAMAHA TRACER 9 GT+, LA PROVA

Sulle strade della Sardegna, teatro del press test internazionale della GT+, le KYB elettroniche ereditate dalla GT si fanno subito apprezzare. C’è tutto il sostegno che serve per guidare a gran ritmo nella configurazione abbinata alla modalità di guida Sport dedicata agli smanettoni, ma anche inserendo la Street restano molto godibili per una condotta spigliata, andando oltretutto ad abbinarsi a una risposta al gas più morbida. E il bello è che non si sente mai l’intervento di quella mano segreta che lavora in tempo reale sull’idraulica, non c’è mai la percezione di un artificio elettronico, a meno che non lo si vada cercare di proposito o si guidi in modo aggressivo. Anche in questo caso, comunque, l’intervento è corretto. Le KADS, lo ricordiamo, mantengono la regolazione del precarico molla manuale, sia all’anteriore (registri sulla testa della forcella) sia al posteriore (comodo manopolone remoto).
Parlavamo di sistemi che agiscono in modo naturale, ed è lo stesso complimento che possiamo fare alla frenata unificata introdotta dalla GT+, che regola la distribuzione della forza frenante anteriore/posteriore. Così neutrale, così naturale che ti permette di entrare in curva con il piede appoggiato sul freno dietro, di dargli magari una toccatina per correggere la traiettoria se la curva chiude più del previsto, senza mai scomporre l’assetto, senza farti percepire che lui sta dialogando anche con l’anteriore e con la piattaforma inerziale. Il tutto, ovviamente, declinato in modalità “cornering”. Il sistema lavora con un disco posteriore maggiorato rispetto alla GT (267 mm contro 245), che arriva insieme a una nuova pinza e a un pedale ridisegnato.

Yamaha Tracer 9 GT+,  un altro passo verso il futuro

YAMAHA TRACER 9GT+, IL RADAR

Si va forte subito con la Tracer 9 GT+, è intuitiva, non c’è bisogno di capirla. E pure i controlli elettronici sono così ben accordati tra loro che non ti vien mai voglia di andare a toccacciarli nei menù (si può fare, nella modalità Custom, mentre nelle altre tre sono predefiniti). Non ti viene nemmeno voglia di escluderli, ma per chi proprio vuole si può fare pure quello.
Il sistema con piattaforma inerziale a sei assi sulla GT+ si interfaccia anche con il radar e con l’impianto frenante. Partiamo dal radar a onde millimetriche, che tiene monitorata l’area di fronte alla moto: lui “guarda avanti” e comunica con il cruise control, rendendolo uno strumento veramente efficace e rilassante. L’ACC (Adaptive Cruise Control) non è un quindi un normale cruise control da usare solo su autostrade libere e da scollegare quando c’è traffico. Funziona davvero bene: imposti la distanza dal veicolo che ti precede (quattro le possibilità, facilmente gestibili con un apposito pulsantino sul blocchetto sinistro) e lui tiene la distanza in modo automatico, sia che di fronte ci sia un’automobile, sia che ci sia una moto, come sperimentiamo nel nostro press test in Sardegna, dove a un certo punto si presenta una scena suggestiva: un trenino di moto su una strada a scorrimento veloce non certo tutta dritta procede in fila indiana, ordinata, regolare. Sembriamo telecomandati. Stiamo tutti “giocando” con le funzionalità dell’ACC. Il sottoscritto “toglie una tacca alla distanza” e la moto si avvicina a quella di fronte; rimettendo “la tacca” la moto davanti si allontana. E, inserendo la freccia sinistra, la moto accelera, in modo naturale: è la funzione sorpasso. Da specificare che in modalità cruise control le sospensioni entrano automaticamente nella taratura più confortevole, per poi tornare nella taratura della modalità di guida prescelta una volta scollegato l’ACC.
L’ACC gestisce l’acceleratore, il freno motore, ma anche i freni se necessario, accordandosi a sua volta con le sospensioni. L’azione dei freni è impostata per non essere certo aggressiva durante il cruising con ACC attivato, ma è evidente. Mani sempre sul manubrio, quindi.
In questo caso si può dire che la GT+ freni da sola. Ma c’è un altro caso - ed è di emergenza - in cui entra in gioco quello che in Yamaha chiamano Radar Linked Unified Braking System, la grande novità che la GT+ introduce per prima nel mondo delle moto e che è attiva anche quando non si sta utilizzando l’ACC. Funziona così: se il radar a onde millimetriche verifica la presenza di un ostacolo, il sistema non frena da solo come durante il cruising con controllo adattivo, ma supporta la frenata solo se è già stata iniziata dal pilota, perché ritiene che l’azione frenante del pilota stesso non sia sufficiente a evitare la collisione. Quindi applica ulteriore potenza frenante e la bilancia in modo da ottenere una migliore decelerazione, sempre ovviamente interfacciandosi con le sospensioni.
In Yamaha sottolineano che il Radar Linked Unified Braking System non è un sistema per evitare collisioni o una frenata automatica come quelle che conosciamo sulle auto, nel senso che il sistema aiuta il pilota quando ha già istintivamente iniziato a frenare ed è quindi vigile sul controllo della moto. Il sistema di aiuto nelle frenate di emergenza si può escludere, impostando il BC (Brake Control) su “off”. In questo caso rimane attivo solo l’ABS “normale” (non cornering).
Durante i test abbiamo notato che, quando siamo davvero troppo vicini alla vettura che ci sta precedendo (lo abbiamo fatto di proposito, “puntandola”) un messaggio di emergenza con un punto esclamativo irrompe nel display, coprendo per un attimo tutte le altre informazioni.
 

Yamaha Tracer 9 GT+,  un altro passo verso il futuro

DISPLAY TFT DA 7"


E siamo arrivati a parlare del nuovo display TFT a colori da 7”, che permette, connettendosi al proprio smartphone con la app MyRide e istallando la Garmin Motorize App, di navigare, ricevere indicazioni stradali e utilizzare tracce GPX. Sotto il display è presente una presa USB, in posizione comoda da utilizzare anche durante la guida. Nuovi i blocchetti elettrici retroilluminati: quello sinistro è dotato di un piccolo joystick e di un tasto “Esc” che agevolano l’utilizzo dei menu; il quickshifter di nuova generazione (che oltretutto non interrompe l’azione del cruise control) e una nuova sella sono altre peculiarità della GT+ rispetto alla GT. Quest’ultima è sempre regolabile su due posizioni (820 e 835 mm da terra), offre forma e imbottiture riviste, in ottica di aumentare il comfort. E dobbiamo dire che si è rivelata efficace: nessuna percezione di indolenzimenti al fondoschiena, nemmeno dopo una intensa sessione di guida in sella dalle 9 alle 16, con giusto un’oretta di pausa per il pranzo.
 

Yamaha Tracer 9 GT+,  un altro passo verso il futuro
Yamaha Tracer 9 GT+,  un altro passo verso il futuro

YAMAHA TRACER 9, LA GAMMA

Per il resto, la GT+ offre tutto il piacere di guida della GT. Reattiva e ben manovrabile con il manubrione largo, precisa tra le curve e facile allo stesso tempo, lo sport touring di Iwata esalta per il suo tre cilindri, dal sound al carattere: sempre in tiro a qualsiasi regime lo si chiami in causa, è capace di essere regolare in sesta a 2.000 giri come anche di inzigare istinti pruriginosi quando si vanno a cercare tutti i 119 CV a 10.000 giri. Mai impegnativa per il peso (la GT+ è a quota 223 kg con il pieno) e dotata di un’ergonomia capace ancora una volta di gemellare con ottimi risultati le parole “sport” e Touring”, questa moto offre anche un riparo dall’aria più che discreto. Il sottoscritto, alto 178 cm, non sente la necessità del plexi maggiorato optional, che invece sarebbe piaciuto ad alcuni colleghi più alti. Comoda la regolazione a slitta, che si può effettuare in un battibaleno. Ci è dunque piaciuto tutto della GT+? No, non ci sono piaciute le valigie rigide da 30 litri, certo ben integrate nel lay-out della moto, ma dalla forma piuttosto irregolare che rende poco immediato sistemarvi i bagagli. I viaggiatori di lungo corso – e queste Yamaha hanno tutte le carte in regola per girare in lungo e in largo tutta l’Europa – meriterebbero di più. E per 16.499 euro f.c. si meriterebbero anche un portapacchi e un bauletto (quello da 45 litri è disponibile tra gli accessori), a completare una dotazione di serie che per il resto è in effetti molto valida anche in ottica turistica, con manopole riscaldabili e cavalletto centrale. Disponibile da giugno 2023, la Tracer 9 GT+ sarà disponibile nelle colorazioni Icon Performance e Power Grey, affiancandosi alla Tracer 9 (12.199 euro) e alla Tracer 9 GT (14.699 euro).
 

Yamaha Tracer 9 GT+,  un altro passo verso il futuro

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