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Zongshen sfida Bimota: sterzo nel mozzo con servosterzo e maxi pneumatico

Christian Cavaciuti
di Christian Cavaciuti il 04/03/2026 in Attualità
Zongshen sfida Bimota: sterzo nel mozzo con servosterzo e maxi pneumatico
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La Casa cinese brevetta un innovativo avantreno con sterzo nel mozzo e servosterzo idraulico, ispirato alla Bimota Tesi. Obiettivo: montare un’enorme gomma anteriore da cruiser e rivoluzionare la dinamica di guida. Ma funzionerà?

Tra il momento in cui i cinesi si limitavano a copiare e quello in cui andranno definitivamente per la propria strada ci deve essere, necessariamente, una fase intermedia in cui prendono ispirazione da soluzioni occidentali cercando però di farle proprie. Sembrerebbe la fase che stiamo vivendo ora, a giudicare da quello che vediamo fare a QJ con lo stile, a CFMOTO con le race replica, a Benda con il boxer reso ibrido e ora a Zongshen.

Zongshen è uno dei primi nomi cinesi ad essere stati pronunciati dalle nostre parti. Fin dai primi Anni 2000 è il partner industriale di Piaggio, il che sembrava proiettarlo in un futuro di grande rilievo sia in patria che da noi. In realtà le cose, come spesso succede, sono andate un po’ diversamente: Zongshen è cresciuta molto per fatturato e tecnologia, ha acquisito brand all’estero, ma non è l’azienda cinese più grande o più sulla cresta dell’onda, perlomeno dalla nostra prospettiva, nonostante stia cercando di sfruttare le sue entrature occidentali per il marchio premium Cyclone: la adventure RX6 monta il bicilindrico parallelo sviluppato da Norton per la Atlas vista all’ultimo Eicma, mentre la naked RA1000 riesuma la piattaforma della Aprilia Shiver 900, naturalmente più “strillata” con l’adozione di una gomma posteriore di sezione 240.

Zongshen sfida Bimota: sterzo nel mozzo con servosterzo e maxi pneumatico

Monobraccio, doppio ammortizzatore, gomma da 240

Il colosso di Chongqing è però intenzionato a lavorare sulla sua immagine, a giudicare dal brevetto depositato qualche mese fa e che mostra un singolare sistema di sterzo nel mozzo con monobraccio orizzontale in stile Bimota Tesi, ma abbinato a un servosterzo idraulico. Nelle carte il sistema appare montato proprio su una RA1000, e sembra pensato tra le altre cose per consentire di adottare un bel 240 anche davanti.

Il brevetto Zongshen non è una semplice copia del modello Bimota, dal quale differisce per la geometria (se vogliamo simile alla Tesi 3D, non alla attuale Tesi H2) e per la posizione degli ammortizzatori (due per la sola ruota anteriore, mentre Bimota ne ha sempre usato uno solo).

Come abbiamo spiegato nel nostro Focus dedicato agli avantreni, il monobraccio anteriore libera molte possibilità dinamiche: l’avancorsa in frenata può diminuire, restare costante o crescere, la moto si può abbassare o sollevare, le forze in accelerazione e frenata hanno un andamento completamente diverso rispetto alla forcella. Ma la crociera nel mozzo e la complessa articolazione del comando tendono a rendere il controllo impreciso via via che si accumulano giochi, compromettendo il feeling del pilota.

Zongshen sfida Bimota: sterzo nel mozzo con servosterzo e maxi pneumatico

Oltre Bimota: il servosterzo

Zongshen prova ora a eliminare il problema sostituendo la serie di biellette e snodi che collegano lo sterzo al manubrio con un sistema idraulico, basato sul classico principio del “torchio idraulico”: un pistone collegato al manubrio sposta liquido all’interno di due tubi in treccia che a loro volta azionano lo sterzo all’interno del mozzo.

Già Bimota aveva provato negli Anni 90 a sostituire la catena di rinvii meccanici con un comando idraulico, senza però trovare benefici: anzi il tempo di risposta risultava ancora maggiore, rendendo la moto praticamente inguidabile. Zongshen pensa di superare il problema introducendo un vero e proprio servosterzo, ovvero una pompa che mantiene il circuito idraulico in pressione, amplificando i segnali inviati dal manubrio allo sterzo, in modo che a piccole spinte sulle manopole corrispondano forze importanti sulla ruota.

È proprio per la presenza del servosterzo che i tecnici Zongshen si sono sentiti autorizzati a montare un pneumatico anteriore enorme, che fa impallidire perfino il 150/80 della Triumph Rocket III e il 160/70 della Harley-Davidson Sportster. Normalmente una moto con questa misura sarebbe poco meno che inguidabile, specie a basse velocità, richiedendo grandi angoli di piega per attivare le forze laterali; ma il servo potrebbe “forzare” la gomma rendendo fattibili le manovre.

Zongshen sfida Bimota: sterzo nel mozzo con servosterzo e maxi pneumatico

Zongshen contro Bimota: potrebbe funzionare?

In teoria il servosterzo può risolvere anche i problemi di ritardo tra causa (pressione del pilota sullo sterzo) ed effetto (cambio di inclinazione o di direzione della moto) riscontrati da Bimota, ma sappiamo che la differenza tra la teoria e la realtà può essere grande. Sulle auto, i servosterzi di ultima generazione non sono più idraulici ma elettrici: più efficienti, leggeri ed efficaci nell’integrazione con i sistemi di assistenza alla guida. Non è quel che si vede nel brevetto, ma nulla vieta di pensare a una soluzione del genere, e a quel punto avere uno sterzo assistito potrebbe aprire a nuovi sviluppi ARAS sulle moto.

Guardato freddamente, il sistema Zongshen non è molto attraente da un punto di vista occidentale: aumenta la complessità e il peso dell’avantreno, mette in discussione la forza frenante (il monobraccio impedisce di usare un doppio disco) e non promette benefici radicali. Ma alla fine è soltanto un brevetto, e a volte i brevetti servono a mascherare quello che si sta davvero facendo. In ogni caso, è l’ennesimo segnale che anche in campo moto dobbiamo guardare alla Cina con occhi diversi.

Zongshen sfida Bimota: sterzo nel mozzo con servosterzo e maxi pneumatico

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