Storia del marchio Honda
La Honda Motor Co.Ltd nasce il 24 settembre 1948 a Tokyo. La multinazionale giapponese fondata da Soichiro Honda si è specializzata principalmente nella produzione di automobili e moto, ma ha anche effettuato diverse ed importanti ricerche nel campo della robotica. Le prime moto Honda avevano motore a 2 tempi raffreddato ad aria di 50cc, 1 CV per 5000 giri al minuto, telaio di una normale bicicletta e lunga cinghia flessibile per la trazione della ruota posteriore. Il serbatoio derivava invece da una bottiglia destinata a contenere acqua. La Tipo D del 1950, ovvero la Dream D, fu la prima moto interamente prodotta in Giappone da un singolo costruttore, ma anche la prima Honda con trasmissione a catena e cambio a due marce. Aveva motore monocilindrico a 2 tempi, raffreddato ad aria, 3 CV, telaio d’acciaio e forcella telescopica.
L’espansione Honda
Takeo Fujisawa, cui venne delegata la gestione della parte finanziaria e commerciale, ebbe un ruolo fondamentale nella crescita aziendale, rappresentando il vero e proprio alter ego di Mr. Honda. Fu proprio l’acuta strategia commerciale di Fujisawa a porre le basi per la fenomenale crescita di Honda a livello mondiale che ebbe inizio 1959, quando la Casa giapponese si schierò per la prima volta sulla linea di partenza del mitico Tourist Trophy, anche se dovrà aspettare due anni per raccogliere la prima vittoria. La prima Honda prodotta in Europa è il C310 (4 tempi da 49cc), un ciclomotore scelto nel 1963 per guidare l'assalto al mercato del Vecchio Continente; non si rivelò propriamente un successo, in quanto i ciclomotori rivali a 2 tempi “made in Europe” regalavano prestazioni decisamente migliori. Soichiro Honda imparò un'importante lezione su quanto fosse vitale disporre di Centri R&D in loco, per comprendere le reali esigenze dei mercati e della clientela locale: istituì quindi in Belgio la prima sede europea di Honda Research & Development (HRE). Al primo sito produttivo in Belgio seguirono nuove filiali in Francia ed in Gran Bretagna, mentre l’R&D Europea venne spostata in Germania. La conquista dei principali mercati occidentali passa attraverso alcuni modelli che hanno segnato la storia delle due ruote, dal Super Cub C100 (1958) alla CB450 (1965) fino all’icona CB750 Four (1969), la CB500 Four del 1972, la GL 1000 Gold Wing del 1974, la sei cilindri CBX1000 del 1979, la CX500 Turbo (1981), la XL125 del 1982, il primo scooter Sh del 1984, la VFR750RR e la XL600V Transalp (entrambe del 1987), la Africa Twin XRV650 (1988) e le grandi sportive degli anni 90, la cui capostipite è stata la CBR900RR Fireblade.
Honda in Italia
Honda è presente in Italia sin dal 1971 ad Atessa, in provincia di Chieti. Dal 1976 Honda Italia inizia la produzione diretta in loco di alcuni motoveicoli; il primo è il CB125 (2.800 esemplari realizzati nel primo anno). Da quel giorno comincia il percorso produttivo dell’azienda, in costante crescita verso lo sviluppo di nuovi modelli sempre più innovativi. Nel 1981 la Casa Madre giapponese acquisisce il controllo diretto dell’attività (produttiva e commerciale). Il modernissimo stabilimento di Atessa è oggi in grado di produrre oltre 650.000 unità tra maxi-moto (targati) e propulsori (sia scooter che Power Equipment). Tra i modelli più famosi attualmente realizzati ad Atessa vi sono la Hornet 600 (dal 2001), la CBF1000 (2006), l’intera “famiglia” degli SH (dal 2007) e la più recente Super Naked CB1000R (2008). La sede romana di Honda ospita anche, in un’ala dello stabile, la divisione italiana della Honda R&D, che si occupa dello studio e sviluppo dei futuri prodotti (moto e scooter) dell’azienda: qui è stato concepito e progettato l’Honda X-ADV, scooter-enduro definito “il Suv delle moto”.
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