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Motogp
Test Valencia: Loris sulla Ducati
aggiornato il 06/11/2002 in
Motogp
Capirossi è finalmente balzato sulla 4T. I giri, i tempi, le impressioni a caldo di un battesimo assoluto. In pista anche Bayliss che ha toccato i 310 km/h e Xaus con la Superbike 999
di Marco Masetti, foto di Mirco Lazzari
Valencia (SPA) - Alle ore 10 e 15 della mattina, sulla pista di Valencia Loris Capirossi ha debuttato sulla Ducati Desmosedici, la moto che guiderà nel prossimo mondiale MotoGp.
Tuta grigio-bianca-nera (una Spyke di serie), moto bianca con il proprio simbolo (questo per motivi contrattuali che gli impediscono di sfoggiare sponsorizzazioni che non siano personali) Capirossi ha effettuato in mattinata una quindicina di giri, fermando il cronometro sull’ 1’35” e 7.
Pochi i presenti, ma tra questi anche il presidente dell’HRC Suguru Kanazawa che ha fatto i complimenti alla quattro cilindri italiana.
In pista anche Vittoriano Guareschi (test rider Ducati), Troy Bayliss - che sarà il compagno di Loris il prossimo anno - e Ruben Xaus con la Superbike 999. Quest'ultimo ha compiuto 60 giri realizzando il tempo di 1'35"9. Lo spagnolo è anche incappato in una caduta, fortunatamente senza conseguenze.
Fragorosa (128 decibel contro i 120 della Honda RC 211) la Ducati 4T si è mossa molto bene sfoggiando anche un buon inserimento in curva, segno che il sistema che limita il freno motore (dovrebbe essere di tipo meccanico) funziona molto bene.
Loris ha effettuato i suoi passaggi organizzati in “run” di tre giri che prevedevano sempre soste ai box, quindi non era la ricerca del tempo il suo obiettivo, ma Bayliss, tanto per capire meglio il potenziale della Ducati, ha effettuato un passaggio in 1’34”8, numeri che fanno intuire il potenziale della moto italiana la quale non ha mai girato in configurazione Twin Pulse, ma con gli scoppi da V4 tradizionale.
Appena sceso dalla moto, Capirossi si è subito premurato di rilasciare le prime dichiarazioni a caldo: “Sono molto contento; non ho girato molto perché la mia moto che è nuova di zecca e appena arrivata dall’Italia aveva bisogno di una serie di tornate di aggiustamento. Per prima cosa ho cercato una posizione di guida idonea e poi un setting che, partendo da quello di Bayliss, si adattasse più alla mia guida. Diciamo che io sono abituato alla 500 che è più rigida”.
Per il pilota si tratta della prima volta in sella alla quattro tempi, se si esclude qualche giretto su una custom (!) Il pilota romagnolo commenta così le sue prime impressioni: “L’erogazione è decisamente diversa: anche se la potenza è maggiore rispetto ad una 500, tutto avviene molto più dolcemente ed è anche più divertente da usare. Forse alla fine di questa sessione di prova avrò capito di più la moto. Comunque, posso dire con certezza che il potenziale è elevato e che con il tempo giusto per lavorare si potrà fare davvero un ottimo lavoro per crescere ed essere competitivi il prossimo anno”.
Tutti sono rimasti colpiti dallo squadrone Ducati presente in Spagna: 43 persone è un bel numero, anche se tra questi ci sono anche i tecnici dello staff superbike guidato dal team manager Tardozzi! Loris apprezza molto: “Si vede che è un’azienda che si impegna al massimo; io ero abituato a correre per i team che, al massimo, mettono a posto la moto che arriva da una fabbrica, mentre qui se c’è qualcosa che non va lo si può rifare. So che lo sviluppo sarà lungo, però questo impegno mi da una grande soddisfazione”.
Ma gli interrogativi sono altri: com’è l’impatto con una moto nuova e con il temuto effetto motore che può mettere in difficoltà un pilota non “allenato”. Capirossi la pensa così: “Mi aspettavo che tutto fosse più difficile, invece è molto semplice; l’effetto freno motore c’è e bisogna che mi abitui, ma non è poi così tremendo. La Desmosedici è una moto molto equilibrata, anche alla mia prima uscita. Ma vi debbo dire una curiosità: la cosa che più mi ha colpito è stato il rumore dello scarico: fa davvero paura e per la prima volta nella mia vita mi sono messo i tappi nelle orecchie”. Il programma di test Ducati continua fino a giovedì pomeriggio 7 novembre, poi la squadra rientrerà in Italia per tornare in Spagna tra due settimane circa.
Ma in azione a Valencia c’è anche Troy Bayliss, l’asso che arriva dalla Superbike, l’uomo che a 33 anni debutta nel mondiale e che già conosce la Desmosedici. Con lui si può parlare di altro, ad esempio della differenza tra il motore Twinpulse e il Fourpulse (quello che sembra verrà utilizzato in gara), ma sarà il cronometro a decidere, come sempre. “Sì, è vero il Twinpulse che con i suoi scoppi due a due per bancata è più friendly, più sfruttabile, ma i tecnici per ora la usano prevalentemente al banco. La Ducati MotoGp ha fatto grandi progressi tenendo conto quello che ho visto nei test al Mugello e qui a Valencia due settimane fa. Va anche tenuto conto che in quell’occasione le condizioni della pista non erano buone come quelle di oggi. Rispetto alla Superbike, la Desmosedici è più potente, più difficile da guidare, richiede più fisicità nella guida. Per me, che arrivo in questo mondo a 33 anni è una sfida importante, ma voglio fare bella figura, andare avanti in classifica e magari vincere due gare”.
Due dati della giornata di Bayliss a Valencia: sul dritto ha fatto segnare una velocità di punta di circa 310 km/h (nel Gp il più veloce era stato Kato con 308,9), ha girato in 1’34"8 (ma al suo box fanno sapere che questo limite può essere facilmente abbattuto) ed è rimasto appiedato lungo la pista. Motivo dello stop una prova di pescaggio del serbatoio.
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