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Cuore CFMoto, tostissima in off-road: vi raccontiamo come va la Mondial Mud 452
La adventure italiana debutta in un segmento sempre più affollato, forte di un carattere molto orientato al fuoristrada, oltre che di un prezzo competitivo
Piccole Adventure crescono. La cosa che fa sorridere, però, è che hanno tutte lo stesso motore: il quattroemezzo bicilindrico della CF. Questa Mondial Mud, va detto, poteva esser pronta 2 anni fa. Cesare Galli, ovvero il patron di Pelpi, colui che l'ha pensata e prodotta, ha dovuto ricrearsi la filiera produttiva perché il gruppo cinese di automotive con cui aveva avviato il suo concepimento, in seguito alla crisi dell'auto, lo lasciò a piedi (rinunciò a investire nel mondo moto). Disegnata da Rodolfo Frascoli nel lontano 2022, arriva dai concessionari solo ora, a 6.390 euro.
MONDIAL MUD 452: COM'E' FATTA
La piattaforma è in comune con la Mondial Piega, con i dovuti accorgimenti per trasformarla in una adventure. Telaio tubolare in acciaio, bel forcellone ben dimensionato e con un registro catena come si deve, cruna presente, telaietto posteriore amovibile: off al 100%. Plastiche un po' rigide, con grafiche e colori applicati (non iniettati nello stampo). Anche questo è frutto del mondo off, ad esempio l'interno del cupolino è a vista, cavi compresi: su una stradale si griderebbe allo scandalo, ma qui ci sta ed è carattere. Pratico il vano sotto la fiancatina sinistra a sgancio rapido. Sospensioni regolabii made in Cina, freni idem, cerchi tubeless.
Il look è molto originale, per via di quel cupolino che si protende molto in avanti. E' fuori dal coro nel mondo rally, può essere divisivo, però le dà carattere. Trovo tanti 17,5 litri nel serbatoio, è una scelta di marketing per darle quell'aspetto dakariano, io avrei preferito meno benzina ma più guidabilità (il kit composto da serbatoione maggiorato e serbatoi posteriori può arrivare sempre dopo per trasformare una buona base in una vera moto africana). Il motore è arcinoto: 47 CV dichiarati, dall'erogazione facile e progressiva. Trasformare questa moto in qualcosa per fare fuoristrada vero è un attimo, e testimonianza di questo è la moto che si è preparato il pilota Niccolò Pietribiasi ora in forza alla Pelpi.
MONDIAL MUD 452: COME VA
Il suo look rallystico ne condiziona, nel bene e nel male, la sua guida. 17,5 litri di carburante si sentono, il serbatoio allarga le ginocchia, e la sella a 890 mm da terra consente di toccare solo con la punta di un piede a una statura normale (il profilo piatto della seduta, oltretutto, allarga l'inguine). Però la triangolazione sella/manubrio/pedane è perfetta per l'off: ti alzi in piedi in un amen e hai un gran controllo. Ti senti proprio su una moto da Rally, con tutto ciò che ne consegue a livello di guida.
Bel manubrio dritto e largo, leve regalabili, plexy minimal e molto trasparente ai lati (molto Off), è vero che non si regola e protegge poco, ma non dà fastidio in fuoristrada. Tra le caviglie la moto è molto stretta, in quel punto il telaio è sottilissimo (si ancora all'interno del forcellone) e anche questo regala un grande feeling quando spingi sulle pedane per direzionarla in curva. E' decisamente più off se paragonata a CF e Morini, anche perché ha molta più escursione (260 mm all'anteriore e 250 millimetri al posteriore, luce a terra di 264 mm). Sei sopra, e non dentro alla moto. Va detto, però, che ci sarà anche una versione low, più bassa di 30 mm (secondo la scheda tecnica, 40 secondo loro). Le sospensioni sono regolabili, apparentemente poco cedevoli (bene su strada) però poco confortevoli fuori strada (picchiano un po' sulle buche).
UN'INDOLE DAVVERO FUORISTRADISTICA
Va detto - a parziale discolpa delle imperfezioni riscontrate - che la moto della prova non era minimamente rodata e ce l'hanno fatta provare col pieno (errorissimo…). Vengono dichiarati 175 kg a secco, in ordine di marcia e con il pieno giriamo attorno ai soliti 2 quintali (lì, la Cina, deve ancora lavorare). La frenata invece è quella tipica di queste moto, cioè poco aggressiva all'anteriore (nonostante la pinza ad attacco radiale), ma buona al posteriore. Raggio di sterzo non fra i più compatti.
Discorso motore: lo conosciamo bene, va detto però che qui la rapportatura sembra più distesa di quanto non lo sia su CF e Morini. Le marce sembrano meno in rapida successione e, sopra i 100 km/h, il motore è meno impiccato (a 100 km/h qui si è 5.200 giri, sulla Morini 5.800, a memoria la CF è ancora più corta). Per contro, il vigore in prima apertura sembra un filino più sbiadito (paradossalmente, ha un carattere più stradale, a dispetto di un'estetica e di un'ergonomia Off pura). Sorpresa, l'On-Off sembra meno marcato. Frizione non così morbida come CF (per fortuna), cambio ok.
No mappature, ottimi i tasti scorciatoia per escludere in fretta ABS (su entrambi gli assi) e il controllo di trazione. A sensazione, vedendola e provandola, ho avuto la sensazione di provare la Kove 450 monocilindrica, una pronto rally fatta e finita. Come se Cesare Galli avesse tesoro di quell'esperienza (ora passata a Morbidelli) e l'avesse mutuata a questa Mondial. Ci sta. E anche se il segmento è super affollato, la Mud potrebbe trovare il suo spazio, perché è la più off del lotto.












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