Prove della redazione
Test a testa - CFMoto 450 MT vs Kawasaki KLE 500: sfida finale tra adventure medie!
Confronto tra due delle moto più attese del 2026: la giapponese punta su agilità e semplicità di guida, la cinese risponde con dotazione ricca, comfort e grande versatilità. Due filosofie diverse per chi cerca una moto totale
L'asfalto tormentato dell'Oltrepò Pavese — una sorta di Camel Trophy stradale tra buche e pendenze improvvise — è il teatro perfetto per il nostro confronto più atteso. Da una parte la CFMoto 450MT, la moto che ha praticamente inventato un nuovo segmento vendendo record su record; dall'altra la risposta della Kawasaki, che con la KLE 500 attinge alla sua tradizione per sfidare il nuovo che avanza. Due filosofie, due passaporti diversi, un unico obiettivo: la versatilità totale.
ESTETICA E DOTAZIONI
Se un tempo le moto cinesi erano viste come assemblaggi senz'anima, oggi il paradigma si è ribaltato. La CFMoto stupisce per una cura costruttiva che mette in imbarazzo molte concorrenti europee e giapponesi: forcellone, registro catena, cerchi tubeless di serie e strumentazione TFT con grafica impeccabile parlano chiaramente di una categoria superiore.
La Kawasaki, nella versione SE, risponde con una linea snella e dal sapore rally, con un frontale a sviluppo verticale "a torretta" che convince al primo sguardo. Eppure, a un'occhiata più attenta, si notano alcune economie: leve in trancia di metallo, pedane sottili e un forcellone scatolato che risulta più semplice rispetto alla ricchezza della rivale. A pesare come un macigno è soprattutto il divario di prezzo — 5.990 euro contro i 6.990 della Kawasaki SE — a cui si aggiunge la mancanza di alcuni accessori necessari a pareggiare la dotazione della CF.
"MOTONA" CONTRO "BICICLETTA"
La triangolazione della Kawasaki è quasi perfetta: manubrio largo, sella snella, sensazione di controllo totale sull'anteriore. È una moto "biciclettosa", rapidissima nello scendere in piega e molto divertente nel misto stretto. Il rovescio della medaglia sono le vibrazioni ad alta frequenza tra i 5.000 e i 6.000 giri, avvertibili sia sulle pedane che sul manubrio.
La CF Moto 450MT offre invece un feeling da "motona". Nonostante il peso a secco sia simile — circa 175 kg — la CF sembra più piantata a terra, più stabile e protettiva. La seduta è comoda, pensata per chi vuole affrontare lunghi trasferimenti senza lo stress di una moto troppo nervosa. Il suo punto debole rimane un leggero effetto on-off nell'apri-chiudi del gas, seppur migliorato rispetto alle prime versioni, e una frizione fin troppo morbida che toglie sensibilità nel fuoristrada tecnico.
MOTORE E CICLISTICA: NUMERI A CONFRONTO
Entrambe montano bicilindrici paralleli, ma con caratteri ben distinti. La Kawasaki porta in dote 451 cc e 45 CV a 9.000 giri: derivato dalle stradali Ninja e Z, è un motore fluido, con un attacco del gas preciso e privo di on-off. La CFMoto risponde con 449 cc e 42,2 CV a 8.500 giri, vincendo sul fronte del carattere sonoro — un sound cupo e piacevole — e su quello di una spinta lineare e piatta che facilita la guida ai meno esperti.
Sul fronte ciclistico entrambe scelgono il 21" all'anteriore, ma divergono al posteriore: 18" per la CF Moto, più orientata al fuoristrada, 17" per la Kawasaki. La giapponese monta una forcella Kayaba da 43 mm, purtroppo non regolabile e tendente ad affondare nelle frenate più decise; la CF risponde con una forcella da 41 mm completamente regolabile.
IL VERDETTO: CHI VINCE?
Sul piano del puro divertimento la Kawasaki è la regina: più agile, più istintiva, regala sorrisi a ogni curva. Ma se si ragiona con la testa, la CFMoto 450MT vince per distacco. Offre un pacchetto completo, finiture superiori e una versatilità da moto di cilindrata più alta, il tutto a un prezzo decisamente più competitivo.












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