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Continental ContiSportAttack 5: prova su strada e prime impressioni

Federico  Garbin
Federico Garbin aggiornato il 07/05/2026 in Moto & Scooter
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Abbiamo testato le Continental ContiSportAttack 5 su strada e pista: ecco come vanno davvero tra grip e feeling

I nuovi Continental ContiSportAttack 5 sono pensati per chi vuole concedersi pieghe e divertimento in sicurezza, su strada, e non rinunciare a priori a qualche bella sgasata fra i cordoli. Per questo il nostro test si è svolto provandoli in entrambe le condizioni: sul circuito di Cartagena, in Spagna, e sulle strade che nell’intorno si perdono fra la polverosa (troppo per la situazione) provincia spagnola. Ma andiamo al punto: parliamo di pneumatici completamente nuovi, progettati principalmente per un utilizzo stradale ma con una chiara apertura all’uso più spinto.

La giornata è iniziata con pressioni di 2,9 bar al posteriore e 2,5 all’anteriore, valori piuttosto alti che non sono stati modificati nemmeno in pista. Ed è stata subito la prima sorpresa, perché nonostante questo il feeling è stato ottimo già dai primi metri e anche su un manto stradale non sempre perfetto, anzi. Questi pneumatici derivano dai precedenti SportAttack 4, ma sono stati profondamente rivisti sia nel disegno sia nella struttura. La spalla è completamente piena, pressoché priva di intagli, per garantire il massimo grip in piega, mentre gli incavi sono stati spostati verso i tre quarti della spalla, per migliorare il drenaggio dell’acqua. Anche la parte centrale risulta piuttosto liscia, a favore della stabilità. A cambiare sono anche mescola e carcassa, entrambe completamente nuove e chiaramente orientate a un utilizzo stradale. Uno degli aspetti più evidenti è la rapidità con cui entrano in temperatura, perché già dalla prima curva le gomme erano pronte a lavorare, un vantaggio concreto nell’uso reale. E anche la rotondità nella discesa in piega mi ha piacevolmente stupito.

 

IL TEST IN PISTA

La vera sorpresa, però, è arrivata in pista. Senza intervenire sulle pressioni, il comportamento è stato molto convincente, soprattutto al posteriore, che ha offerto grande trazione e una stabilità sempre rassicurante anche in uscita di curva. Le pressioni a caldo sono arrivate fino a circa 3,4 bar al posteriore e 2,9 all’anteriore, valori elevati se si pensa al contesto. Considerando anche le condizioni dell’asfalto di Cartagena, non perfetto e piuttosto polveroso, il risultato positivo riscontrato durante la guida, è ancora più significativo. Sia su strada sia tra i cordoli, la caratteristica che emerge con più forza è la rapidità di ingresso in piega, che rende la moto sulla quale vengono montati estremamente agile e reattiva. Sulla BMW S1000R (che ho usato durante i test) questo si traduce in un piacere di guida ancora maggiore. Se devo trovare un limite, riguarda l’anteriore, perché in frenata, soprattutto nella prima fase con il freno ancora pinzato, risulta un po’ rigido e non sempre comunica al meglio, probabilmente anche a causa delle già citate pressioni di gonfiaggio elevate.

 

A CHI SONO ADATTI 

Dal punto di vista dell’usura, il comportamento è stato coerente e uniforme, segno di un buon equilibrio generale. Secondo Continental, le prestazioni migliorano in tutti gli ambiti rispetto ai precedenti SportAttack 4, mantenendo invariata la stabilità, e dopo la prova posso confermare un miglioramento netto soprattutto in termini di feeling e sicurezza, anche alle alte velocità e ai massimi angoli di piega. Non ho avuto modo di testarli sul bagnato (peccato solo per voi!), dove comunque promettono buone prestazioni, anche in caso di asfalto freddo. Visto le altre e numerose promesse mantenute, credo ci sia da fidarsi. In conclusione, il posteriore è promosso a pieni voti, mentre l’anteriore lascia qualche margine di miglioramento nell’uso in pista, ma il bilanciamento complessivo è chiaro e orientato a un utilizzo reale. Sono pneumatici pensati per chi vuole uscire su strada, arrivare in pista senza cambiare nulla e divertirsi senza l’ossessione del tempo sul giro, senza sovrapporsi a prodotti più estremi come le RaceAttack. Insomma, brava Continental!

 

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