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KOVE 625X, la baby ammiraglia che mette nel mirino le crossover cinesi

Marco Gentili
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Radar e sospensioni semiattive sbarcano nella classe 600 grazie a questa interessante crossover dell’azienda cinese che non rinuncia alle classiche attitudini off-road di Kove

Quest'anno ci chiedevamo cosa sarebbe successo a Kove dopo la separazione dal suo vulcanico fondatore Zhang Xue, passato a una nuova avventura col marchio ZX moto. La risposta era forse la più prevedibile: il vulcano Xue continua ad eruttare moto e motori, mentre Kove pare voler lasciare che la lava si solidifichi per costituire una montagna. Fuor di metafora, l’azienda dalle moto carta da zucchero ha confermato la propria gamma, aggiungendo mirati tocchi qua e là: una variante col 19” della 800X, una enduro specialistica, una sportivetta 350 e una cruiser. Aggiunte molto assennate considerando l’esigenza di raccogliere, commercialmente, il tanto già seminato tecnicamente.

La Cina e le "crossover wars"

Il DNA Kove emerge però da una moto che non era stata annunciata, e quindi una vera sorpresa: si tratta di una crossover bicilindrica di media cilindrata, che punta quindi al cuore del mercato europeo, e in particolare italiano, e che è anch’essa prevista per il 2026, con cilindrata però aumentata a oltre 600 cc e denominazione 675X mentre la 625X mostrata in fiera monta un 581 cc. Parliamo infatti di una moto meno tecnica della 800X e più votata a viaggiare su strada: una moto che entra nel segmento dominato dalle varie Benelli TRK 702, Voge Valico 625, CFMOTO 700MT, Moto Morini X-Cape 700 portando la tipica ricetta Kove – leggerezza e DNA off-road – arricchita da dotazioni tecnologiche da maxi, come il radar e la sospensione posteriore semiattiva. La 625X alza così l’asticella della categoria, proponendosi come una vera e propria baby-ammiraglia. Finora solo BMW aveva proposto in opzione un mono semiattivo sulla serie F800 / F900 (fornito da ZF Sachs), ma con un listino sicuramente molto superiore e con meno funzionalità, perché la Kove offre anche la possibilità di abbassare la sella. Faro a parte, l’estetica della Kove 675X non è forse la più personale del segmento, con elementi che rimandano molto al mondo BMW GS e in parte al mondo Ducati Multistrada; Né la livrea azzurro-argento né la “tricolor” bianco-rosso-blu esposta, decisamente BMW nel colpo d'occhio, aiutano a distinguerla, ma probabilmente le versioni “europee” avranno qualche scelta diversa, come già fatto per la 800X.

Tanta sostanza ciclistica e anche elettronica

In compenso, come ormai ci ha abituato Kove, la sostanza non manca. Il motore della 625X è il KEL600 di provenienza Loncin: di fatto lo stesso adottato dalla Voge Valico 625DSX. Si tratta di un bialbero raffreddato a liquido, fasato a 180° e moderatamente superquadro con alesaggio e corsa di 76x64 mm. La gestione alimentazione è con acceleratore a cavo e non RBW, quindi niente quickshifter anche se abbiamo due mappe e un TC rudimentale; la centralina motore è comunque Bosch, una garanzia di qualità nell’erogazione, e con la calibrazione dedicata il motore eroga 61 CV a 8.500 giri e 57 Nm di coppia a 7.000 giri. Resta da vedere se la 675X definitiva avrà un motore Kove o una ulteriore evoluzione dell’unità Loncin. Lato ciclistica, abbiamo un telaio in tubi con motore parzialmente portante, ruote a raggi da 19”-17” con freni Taisko a doppio disco anteriore e sospensioni “miste”, con forcella rovesciata KYB completamente regolabile e mono semiattivo (fornitore non dichiarato, potrebbe essere KYB) con leveraggio. L’escursione sui due assi è di 180 mm e 230 mm, valori rilevanti per il segmento considerando che le altre cinesi sono attorno ai 150 mm e la Valico 625DSX, la più abbondante, non supera i 174 mm sui due assi.

La aspettiamo in Italia (e maggiorata)

Kove rimarca quindi la propria vocazione per gli sterrati, anche quando propone crossover di indole turistica come questa che ha comunque oltre 200 mm di luce a terra; la sella resta comunque a un’abbordabile quota di 820 mm, con la possibilità di scendere di qualche cm grazie al lavoro del mono semiattivo. Il peso è contenuto in 218 kg in ordine di marcia, con 21 litri di benzina nel serbatoio: significa attorno ai 200 kg a secco. Una moto abitabile anche in coppia grazie all’interasse di 1.495 mm e completata da dotazioni, come dicevamo, da autentica GT: radar a onde millimetriche, manopole e sella riscaldabili, un bel TFT, paramani, plexi regolabile anche in movimento, cassettino sul serbatoio e due prese 12 V e USB-C; la versione esposta era dotata anche dell’immancabile tris di borse. Immaginiamo che Pelpi Motors non rinuncerà a distribuirla in Italia, e dunque aspettiamo di conoscerne le caratteristiche definitive e il prezzo; senz’altro Kove ha tirato un bel sasso nello stagno delle crossover di media cilindrata, che non mancherà di muovere le acque del segmento.
KOVE 625X, la baby ammiraglia che mette nel mirino le crossover cinesi
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