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Scooter a tre ruote: tutto quello che dovete sapere

Stefano Borzacchiello il 29/05/2018 in Moto & Scooter

Dal precursore Piaggio MP3, allo Yamaha Tricity analizziamo, costruttore per costruttore, come sono fatti tutti i modelli di scooter a tre ruote e per completare lo scenario della categoria trovate anche come è fatta la Niken, la prima e unica moto a tre ruote

Scooter a tre ruote: tutto quello che dovete sapere
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Nel panorama degli scooter a tre ruote, oggi cinque sono gli attori. Piaggio con la gamma dei suoi MP3 300, 350 e 500, affiancati dalla versione compatta Yourban; Quadro Vehicles Italia con il Quadro QV3; Adiva con l'AD3; Peugeot con il Metropolis e, a completare lo scenario, c’è Yamaha con il Tricity 125 e 155.

Perché scegliere uno scooter a tre ruote

La spiegazione è meno semplice di quanto sembri, perché la complessità e il peso aggiuntivi richiesti dalla terza ruota (e dai relativi sistemi di basculamento e sterzatura) vanno giustificati con benefici tangibili. Che vanno ricercati sul fronte della sicurezza: rispetto ad uno scooter tradizionale, la presenza di due ruote anteriori raddoppia la superficie di contatto con l’asfalto. Soprattutto, la probabilità di bloccaggio o slittamento contemporaneo di due ruote è molto più bassa rispetto a quella della ruota singola, per cui l'aderenza all’anteriore – fondamentale in ogni mezzo a due ruote – è salvaguardata. Dal punto di vista dinamico, una ruota in più significa maggiore effetto giroscopico e quindi maggiore stabilità (a discapito di un po’ di maneggevolezza). Per finire, il maggior numero di organi meccanici gravanti sull’anteriore tende a riequilibrare la distribuzione dei pesi, che negli scooter è cronicamente sbilanciata verso il posteriore.

Per i motivi appena detti, i tre ruote sono particolarmente efficaci in frenata. Nati senza ABS, gli uffici marketing dicevano che la loro aderenza era tale che non serviva; la realtà è che non esisteva sul mercato un ABS moto a tre canali, necessari per gestire le ruote in modo indipendente. Con l’evoluzione tecnica e l’introduzione della Euro4, è arrivato anche l’ABS. Nel frattempo, molti hanno adottato la frenata combinata comandata da pedale, di solito in abbinamento con l’omologazione da quadriciclo leggero che consente di guidarli con la patente B anche se oltre i 125 cc.

Scegliere uno scooter a tre ruote significa quindi garantirsi maggior sicurezza tutto l’anno con qualsiasi condizione meteo, in particolare quando le condizioni di aderenza sono precarie. La sicurezza è importante, allontanare il rischio di una caduta non è cosa da poco, ma anche il piacere di guida di questi mezzi va tenuto in considerazione, dal momento che tutti consentono di raggiungere angoli di piega da record e si rivelano davvero divertentissimi da guidare. Nel traffico bisogna però tenere in considerazione che questi mezzi sono un po’ meno agili in città di uno scooter tradizionale, considerazione da cui è quasi esente il Tricity, che essendo nettamente il più leggero è anche il più agile nel traffico.

La famiglia dei Piaggio MP3

Il debutto del Piaggio MP3 risale al 2006. È stato allora che Piaggio ha creato un nuovo modo di muoversi in città, e non solo. L’antesignano di questa categoria ha uno schema a parallelogrammo alto su cui si articolano due braccetti: il baricentro è alto, ma la luce a terra elevata e il feeling di grande stabilità. La gamma si compone di due famiglie: quella degli MP3 (standard) e quella degli MP3 Yourban, nella sola cilindrata 300. L’MP3 Yourban si è distinto da subito per le sue forme compatte, in cui spicca il frontale che rispetto all'MP3 "grande" lascia più a vista le ruote, impreziosite da parafanghi a filo. Un'immagine più aggressiva, che si paga con la rinuncia a un po' della protezione dell'MP3. Per quanto riguarda la capacità di carico il sottosella ampio e spazioso compensa in parte l'assenza di vani nel retroscudo, dove è sistemato solo il gancio portaborse. Il fiore all'occhiello del tre ruote Piaggio è che la sospensione anteriore a quadrilatero articolato ha un sistema elettroidraulico di bloccaggio del basculamento, che consente non solo di stare in equilibrio negli stop al semaforo, ma che si rivela oltremodo pratico, consentendo di parcheggiarlo senza doverlo issare sul cavalletto, e di spingerlo e muoverlo senza fatica anche a motore spento.

Elegante, ospitale e pratico: la capacità di carico è un plus degli MP3: alzando la sella si accede a un vano ampio e sfruttabile, rivestito da morbida moquette. Per compensare l'assenza di un cassetto nel retroscudo, sopra la strumentazione è ricavato un piccolo cassettino, protetto da uno sportellino, che ospita anche la presa USB.

Da quest’anno l’MP3 (standard) si presenta rinnovato nello stile e disponibile in due nuove motorizzazioni 500 e 350. Lo stile del tre ruote italiano è ancora più ricercato e si caratterizza oltre che per i rinnovati gruppi ottici a LED per una mascherina frontale dal nuovo design. Più protezione e comfort grazie al parabrezza più esteso, alla sella dall’imbottitura più confortevole e al nuovo schienalino per il passeggero che può contare anche su nuove maniglie di appiglio. Completano la dotazione ABS e ASR di serie

Il top di gamma 500, monta un rinnovato propulsore più potente (41CV) ed è disponibile in due allestimenti, quello Business che monta di serie il navigatore TomTom Vio e la versione più “cattiva” Sport, quest’ultima caratterizzata da freni con profilo a margherita e ammortizzatori a gas regolabili. All’ultimo EICMA è stato presentato anche il Piaggio MP3 350 Sport che ha le stesse dimensioni e benefica di tutti gli aggiornamenti del top di gamma ma è spinto dall’apprezzato motore Piaggio 350 cc.
Guidabile con patente A-B

Adiva AD3, il tre ruote con il tetto

Adiva, il costruttore diventato celebre per gli scooter con il tetto propone anche la sua versione a tre ruote con tanto di tettuccio integrato. Il modello denominato AD3 si caratterizza per una soluzione innovativa come il tettuccio modulare che può essere ripiegato e inserito nel baule posteriore senza essere smontato. La sospensione anteriore del tre ruote Adiva è composta da quattro braccetti indipendenti collegati tra loro. Questo scooter è spinto da un motore 300 realizzato dalla Kymco ed è disponibile anche in versione LT con pedale del freno sulla pedana e carreggiata più larga, una soluzione che consente di essere guidato anche da chi ha la sola patente auto. Due le versioni disponibili, di cui quella con carreggiata più larga si può guidare con la sola patente auto.

Quadro QV3, tutta idraulica niente elettronica

Nel segmento dei tre ruote Quadro Vehicles Italia ha nei listini il Quadro QV3, evoluzione del QuadroS. Questo scooter ha nello schema della sospensione anteriore idraulica denominata HTS (Hydraulic Tilting System), il suo punto distintivo. Si tratta di un quadrilatero articolato in cui uno dei lati è realizzato da una linea idraulica: questo permette di rimanere in equilibrio da fermi azionando i freni: la valvola che regola i flussi delle sospensioni si chiude e il basculamento viene “congelato”. Nelle soste poi è sufficiente inserire il freno di stazionamento, posto nel retroscudo, per mettere in pressione l'impianto e stabilizzare il mezzo che può essere parcheggiato velocemente senza doverlo issare sul cavalletto.

La capacità di carico è discreta: nel sottosella si possono riporre due caschi demi-jet (in alternativa un casco integrale e un demi-jet, o un casco demi-jet e una borsa di ampie dimensioni), mentre nel retroscudo sono ricavati due piccoli e utili vani portaoggetti, di cui uno contiene anche la presa da 12V. Il sottosella è spazioso mentre per far rifornimento basta girare la chiave nel blocchetto e il tappo, situato al centro del tunnel, si solleva automaticamente. Il Quadro monta un motore da 350cc e adotta un sistema di frenata integrale che consente di azionare tutti e tre i dischi con la leva sinistra o con il pedale, mentre la leva destra aziona i soli freni anteriori.
Guidabile con patente A-B

Yamaha Tricity, il tre ruote più leggero

Lo Yamaha Tricity 125 è quello più leggero in circolazione che per dimensioni ricorda più un normale ruote alte che un tre ruote, anche per la pedana piatta che consente di trasportare in mezzo alle gambe uno zainetto, e abbinata al sottosella profondo gli conferisce una buona capacità di carico: nel vano si può inserire un casco integrale e qualche piccolo oggetto. Utili la presa 12V e il freno di stazionamento al manubrio di serie (solo sulla versione 155). Il tre ruote giapponese adotta uno schema a parallelogramma deformabile molto simile a quello dell'MP3, ma con doppia forcella (due steli per lato, di cui uno attivo e l’altro con sola funzione di guida e irrigidimento). Non c’è blocco della sospensione e come su uno scooter tradizionale nelle soste serve issarlo sul cavalletto, ma il peso ridotto e la poca energia richiesta rendono l'operazione semplicissima; per chi poi ha fretta... c'è sempre la stampella laterale.

Dal my 2017 lo stile è stato aggiornato, il telaio è stato allungato e al posteriore è montato un cerchio da 13” su un pneumatico più largo. Due le motorizzazioni: 125 e 155 entrambe Blue Core ad alta efficienza (e bassissimo consumo).
Il 125 è guidabile con patente B, il 155 con patente A

Peugeot Metropolis, tre ruote alla francese

Peugeot con il Metropolis propone dal 2013 un mezzo tecnologicamente avanzato che da quest’anno si presenta in tre versioni, Allure, RS e la RX-R su cui debuttano il controllo di trazione settabile su tre livelli e un sistema di frenata che sfrutta l'ABS sviluppato in collaborazione con Nissin e Continental. Inoltre, in caso di frenata di emergenza, quando lo scooter rileva una forte decelerazione, ora si attivano le luci di emergenza. Il telaio ha mantenuto lo stesso schema, ma è stato rinforzato per migliorare la stabilità; per la stessa ragione, all'anteriore debuttano cerchi più grandi da 13". Maggiorati anche i dischi freno.

Il Metropolis mostra le sue parentele automobilistiche nello schema a parallelogramma deformabile "basso", con ruote interconnesse e monoammortizzatore centrale. Molto preciso nel guidare le ruote, è migliorato nell’ultima versione per essere più fluido e progressivo, ma ha una luce a terra inferiore agli altri e resta rigido sulle sconnessioni marcate. Anche la sospensione posteriore, sempre con doppio ammortizzatore, è stata aggiornata. Ricca la dotazione con lo schienalino regolabile, le luci diurne a led con terza luce centrale, il freno di stazionamento ad attivazione elettrica dal manubrio e la comoda Smart-key. Al posto della presa 12V è presente una pratica uscita USB sistemata nel vano retroscudo sinistro, privo di serratura. La qualità costruttiva del Metropolis è un punto di riferimento per la categoria, e in quanto a praticità il Peugeot non manca di spazio. Il vano di carico con doppia apertura si sblocca elettricamente con i pulsanti sistemati nel retroscudo: la parte sotto la sella è larga ma poco profonda, mentre quella posteriore è un vero baule, in cui entra senza problemi un casco integrale o modulare. Utile e facile da raggiungere il gancio portaborse, sistemato all'estremità della sella, comodi i due vani nel retroscudo. Sulla versione RX-R troviamo anche il parabrezza fumé sport, la pedana con rivestimento in alluminio ed eleganti cerchi a razze neri.
Guidabile con patente B

Yamaha, Niken la prima moto a tre ruote 

In questa rassegna di scooter a tre ruote, abbiamo deciso di inserire per completare il panorama di questa categoria anche la prima e finora unica moto a tre ruote in circolazione, la Yamaha Niken la prima moto con tecnologia multiruota (LMW).
Basata sul motore a tre cilindri della MT-09, ma con un telaio e ovviamente un avantreno dedicati, la Niken evolve lo schema del Tricity, con quadrilatero alto e doppia forcella.

Le ruote anteriori sono da 15” con pneumatici Bridgestone specifici; la carreggiata è di 410 mm, quindi relativamente compatta (l’MP3 è a 460 mm) e rientra appieno nell’omologazione “moto”. Tutta la componentistica è più evoluta, la forcella è regolabile (solo gli steli posteriori da 43 mm, mentre quelli anteriori da 41 mm continuano a fungere da guida) e il fine corsa in piega è fissato a 45°. La geometria di sterzo è inedita, con un’avancorsa di soli 74 mm (contro i 100 della Tracer) e un cannotto a 20° (24° la Tracer), misure radicali ma che non si sposano con una guida nervosa, anzi il contrario. L’offset di sterzo e lo schema Ackermann consentono alla ruota interna di percorrere una traiettoria con raggio inferiore a quella esterna, consentendo una percorrenza senza strisciamenti anche ad alte velocità. La posizione di guida è arretrata di 50 mm rispetto alla Tracer per avere un bilanciamento 50-50 dei pesi. Anche dal punto di vista dinamico, la Niken promette di scrivere una pagina inedita del motociclismo: la velocità di percorrenza e la sicurezza in curva, anche in condizioni di aderenza precarie, sembrano non avere uguali.

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