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Yamaha Versity 300

aggiornato il 07/11/2002 in Moto & Scooter

Finalmente uno scooter diverso: agile e facile come un 125, veloce e ospitale come  un 400, confortevole e sicuro come un’auto. Il tutto con 300 cc, linea e soluzioni tecniche originali, meno di 5.000 Euro per acquistarlo

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di Luigi Bianchi



Alla Yamaha (e alla cugina MBK) il mondo dello scooter deve molto: con il Booster ha lanciato la moda dei 50 cc tra i teen -agers, con il Majesty 250 ha inventato i maxi e, con la versione 500 bicilindrica, alle dimensioni maxi ha aggiunto anche maxi prestazioni. Terzo passo passare al setaccio le esigenze degli utenti attuali e di quelli potenziali (customer & concept philosophy), per definire una nuova formula che consentisse un salto jn avanti a questa categoria di due ruote. Il Versity 300 nasce così e, anche la sua linea inusuale, è più il frutto delle scelte tecniche derivate dalle caratteristiche funzionali individuate dal marketing, che un esercizio stilistico finalizzato a distinguersi dalla concorrenza.
L'idea iniziale è stata quella di abbandonare il concetto di emozione pura, legata alle dimensioni e alle prestazioni sempre più esasperate, per prendere il meglio dalle attuali categorie di mezzi di trasporto cittadini (ma utilizzabili a "tutto campo, dal commuting extraurbano al turismo in due). Dagli scooter sono stati così estratti i concetti di utilità e versatilità, dalle moto quelli di sicurezza attiva e dinamicità, dalle auto quelli di qualità e comfort, in questo caso traguardando esplicitamente le sport utility oggi di grande successo.



Ma un giro intorno al nuovo Versity chiarisce meglio questi concetti: lunghezza, larghezza e interasse rispetto al Majesty 250 sono stati energicamente ridotti per garantire agilità nel traffico cittadino; abitabilità per pilota e passeggero, oltre che volume del vano portabagagli, sono stati aumentati; i pneumatici sono cresciuti sino all'inusuale diametro di 14 pollici, abbastanza per unire il comfort e la sicurezza delle ruote alte (di moto o scooter che siano) senza averne gli ingombri; accelerazioni e prestazioni di punta sono state portate a livello dei 400 cc, come dire tutto quello che serve senza mettere in difficoltà anche gli utenti meno smaliziati nella guida; finiture e comfort in generale sono infine decisamente da maxi nonostante il prezzo finale davvero competitivo.



La linea è un po' discesa da queste specifiche già volute nella fase iniziale del progetto, cercando un look non appariscente ma originale, e che richiamasse gli aspetti funzionali che abbiamo elencato. Qui nasce l'ispirazione alle sport utility, auto che sono razionali e di linee solitamente sobrie, ma che mantengono anche una forte personalità e un forte fascino nei confronti di utenti pur di gusti sofisticati. Lo si vede bene nel Versity, piuttosto squadrato ( per essere compatto) ma con un "muso" importante e le "grosse" ruote ben in evidenza anche al posteriore, per via del parafango avvolgente e protettivo ma che non copre alla vista il pneumatico.



Il risultato è piacevole e anche originale, come dimostrato durante il test di presentazione dagli utenti di scooter incontrati per strada, che ci fermavano per guardare e informarsi. Insomma, il Versity non è certo appariscente e la Yamaha, in più, ha scelto per lui colori molto "understatement", eppure tutti si accorgono subito che si tratta di uno scooter diverso dal solito e ne sono incuriositi: e, questo, è certamente un risultato di ottimo augurio per il suo lancio sul mercato!

Vuoi saperne di più? Leggi anche la presentazione del "gemello" MBK Kilibre 300

Sulla filosofia innovativa del Versity e del Kilibre abbiamo lanciato una discussione. Vuoi partecipare? Clicca qui e vai al Forum di Motonline

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La posizione in sella è corretta, con il busto diritto e le gambe che appoggiano con naturalezza sulla pedana piatta. Il tunnel centrale è pronunciato ma non infastidisce nelle manovre di salita/discesa e, per la sua forma regolare, si utilizza bene per appoggiare borse o colli anche ingombranti. Anche il passeggero (che ha a disposizione due ampie pedane poggiapiedi estraibili) gode di un ottimo comfort e non è posizionato troppo in alto rispetto al pilota. L'unico difetto è l'altezza della sella da terra, che impedisce ai meno alti di appoggiare bene i piedi da fermo anche se, rispetto ai pre-serie che abbiamo provato, i modelli definitivi saranno dotati di una sella più bassa di un paio di centimetri e più stretta nella parte anteriore.



Il parabrezza di serie protegge bene da vento e pioggia, pur essendo abbastanza basso da non intralciare la visibilità; i comandi e gli indicatori sul cruscotto sono intuitivi e di facile leggibilità. Comodo il piccolo vano nello scudo posteriore (con sportello senza chiave) per riporre senza intralci piccoli oggetti tipo i biglietti dell'autostrada; sotto c'è poi un secondo vano molto più capiente (protetto da serratura) in grado di contenere documenti, chiavi, abbigliamento antiacqua di emergenza.
Il vano sottosella è ampio, di forma regolare ed è in grado di contenere, senza problemi, anche un casco integrale. Il cavalletto centrale è sufficientemente leggero da mettere in posizione mentre il laterale, pur di facile azionamento, è troppo verticale e, quindi, alquanto instabile.



In viaggio si apprezzano la lunga escursione delle sospensioni che, unitamente alla generosa sezione dei pneumatici, consentono di assorbire tutte le buche, i pavè e le irregolarità di cui sono cosparse le pavimentazioni delle nostre città. I freni sono molto potenti e, se in due o su asfalto asciutto sono davvero efficaci e sicuri, da soli o sul bagnato vanno ben calibrati per evitare bloccaggi, soprattutto al posteriore. Potente anche il doppio faro anteriore che contribuisce alla sicurezza se si viaggia al buio.
Le prestazioni, da soli o in due, sono più che adeguate e, anche in sorpasso, è facile raggiungere senza bisogno di lunghi lanci i 120/130 km/h. In città il Versity è davvero agile e si destreggia nel traffico come un 125. grazie alle dimensioni e al peso contenuto. Nei percorsi extraurbani risulta fluido e veloce, stabile e sincero nelle reazioni, a suo agio dalle autostrade ai misti più stretti.



Da sottolineare, infine, l'ottima sensazione di qualità che offrono i materiali utilizzati e la cura nei criteri e nell'esecuzione dei montaggi. La sola critica riguarda il parafango/portatarga posteriore, un po' troppo esposto agli urti e fragile nell'attacco alla scocca.

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Motore: a 4 tempi, monocilindrico inclinato in avanti, raffreddamento a liquido, alesaggio e corsa 71x66,8, cilindrata 264 cc, rapporto di compressione 10,5:1, distribuzione monoalbero a camme in testa e 2 valvole, lubrificazione forzata a carter umido con pompa. Alimentazione: carburatore TK 4UC, capacità serbatoio 11,7litri. Accensione: elettronica, avviamento elettrico. Impianto di scarico con marmitta catalitica.
Trasmissione: a cinghia con variatore automatico di velocità,frizione automatica centrifuga.
Ciclistica: telaio a doppia culla chiusa in tubi d'acciaio, inclinazione asse di sterzo n.d., avancorsa n.d. Sospensione anteriore: forcella teleidraulica a perno avanzato, steli da 38 mm, escursione 116 mm. Sospensione posteriore: motore oscillante e ammortizzatori idraulici regolabili nel precarico molla, escursione ruota 120 mm. Ruote: anteriore tubeless in lega leggera, pneumatico 120/80-14", posteriore tubeless in lega leggera, pneumatico 150/70-14". Freni: anteriore a disco da 270 mm, posteriore a disco da 240 mm.
Dimensioni e peso: interasse 1480 mm, lunghezza 2037 mm, larghezza 969 mm, altezza sella 773. Peso a secco 164 kg.
Prestazioni: nd.
Omologazione Euro-1: si' (già conforme Euro 2)

Note: Nel cruscotto è inserito un computer di bordo dotato di: 2 trip master, orologio digitale, Service indicator, tachimetro, indicatori per livello carburante, temperatura acqua, velocità media, temperatura esterna, presenza di ghiaccio, tempo trascorso, riserva carburante, km residui in riserva

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