Quali autovelox sono autorizzati
Il censimento aggiornato del Ministero delle Infrastrutture fotografa un parco composto da 4.060
autovelox. Circa sette su dieci potranno continuare a essere utilizzati perché rientrano tra quelli che il decreto considera
omologati d'ufficio.
Si tratta di apparecchi appartenenti a
25 modelli indicati nell'Allegato B del provvedimento ministeriale. Non significa che il Ministero abbia verificato uno per uno tutti gli autovelox installati sulle strade italiane: l'omologazione riguarda infatti il
prototipo, ossia il modello di riferimento. I singoli dispositivi possono continuare a essere impiegati soltanto se corrispondono esattamente a quel modello, sono installati nella configurazione prevista, dispongono di una taratura valida e superano tutte le verifiche tecniche obbligatorie.
Diversa è la situazione dei dispositivi che non compaiono nell'Allegato B. Per questi autovelox il decreto non prevede alcuna sanatoria automatica e, in assenza dell'omologazione richiesta, non sarà più possibile utilizzarli per accertare le violazioni dei limiti di velocità.
Per il futuro cambia anche la procedura di approvazione dei nuovi strumenti. D'ora in avanti non sarà più sufficiente ottenere una semplice approvazione ministeriale: ogni nuovo modello dovrà seguire l'intero iter di omologazione previsto dalla normativa prima di poter essere commercializzato e installato sulle strade.