Attualità
Il maxiraduno di Roma, ovvero: la Vespa come esperienza religiosa
Il nostro reportage tra i 25mila vespisti che hanno partecipato alla parata di Roma per gli 80 anni dell'icona di Pontedera, sfidando il caldo mortale. Un mondo sfaccettato, internazionale e gioioso, dove il senso di appartenenza trionfa su tutto
Essere a Roma in questi giorni è come fare un giro d'Italia. E, allargando l'orizzonte, un giro del mondo. Un'orda di Vespe in giro per le strade, coi motori due tempi che rumoreggiano come piccoli trattori ed emanano nuvole (che puzzano o profumano, a seconda dei punti di vista) di gas di scarico che sanno di miscela.
In sella, dal punto di osservazione dei Fori Imperiali e dell'altare della Patria, c'è un'umanità vasta. C'è chi è da solo, chi invece porta dietro di sé il figlio o la figlia. E chi porta la moglie e il figlio, rigorosamente in piedi. C'è chi viene dalla Croazia e decide che fa troppo caldo per portare il casco. E alla fine, come dargli torto? Ma il caldo è un dettaglio. Nonostante i 38 gradi nell'aria e i 100 percepiti sulla pelle.