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Perché lo Stato non può fare a meno dei motori a benzina

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L'analisi del quotidiano La Verità: l'elettrificazione vale 37 miliardi in meno di tasse e accise nelle casse pubbliche

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37 miliardi: a tanto ammonterebbe l'ammanco nelle casse dello Stato se, da un giorno all'altro, venissero a mancare tutte le tasse e la accise che paghiamo per acquistare i carburanti. Non proprio spiccioli, insomma. E si tratta comunque di soldi che l'erario dovrebbe recuperare in qualche altro modo. Se avete ancora dei dubbi sul fatto che l'Italia sia pronta a una transizione alla mobilità elettrica tout court, leggeteci oggi quello che scrive il quotidiano La Verità

"Il 99,3% degli incassi da accise dello Stato è assicurato dal petrolio: sono 33,7 miliardi a cui va aggiunta l’Iva. Giusto per saperlo in tempo di virus cinese: l’incasso delle accise sui carburanti finanzia l’intero sistema sanitario nazionale"

Pochi giorni fa davamo conto dell'obiettivo dell'Unione europea per cui, entro il 2035, tutte le nuove auto immatricolate a partire dal 2035 dovranno essere a emissioni zero Una questione che, al momento, non riguarda le moto.

 

Come ben sappiamo, per ogni litro di benzina che mettiamo nei nostri mezzi a due ruote, una gran parte finisce nelle casse pubbliche, sotto forma di tasse di scopo o accise. Alcune di esse sono degli autentici reperti arrivati oggi a noi da ère politiche remote, come quella per il finanziamento della Guerra di Etiopia, per la crisi di Suez (1956), il disastro del Vajont o l'alluvione di Firenze. Al netto delle contribuzioni che generosamente elargiamo allo Stato, la benzina costerebbe meno dell'acqua minerale.

 

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