Motonline

Cerca

Seguici con

ADV

Commercio: altro che Suez, il vero disastro sta avvenendo in Cina

SFOGLIA LA GALLERY

Un focolaio di Covid sta bloccando il porto di Yantian, uno dei più importanti del mondo e crocevia dei traffici navali. Ecco come impatterà sul mondo delle moto

Google Aggiungi Dueruote ai preferiti su Google

Aumenta di giorno in giorno il numero di container bloccati in alcuni tra i più attivi porti della Cina dopo l'emergere di focolai di Covid-19 tra i lavoratori portuali. Ciò sta causando un ingorgo ancora più grave di quello occorso di recente nel Canale di Suez con potenziali conseguenze su tempi e costi del commercio globale. Lo riferiscono i media internazionali segnalando in particolare il blocco dello Yantian International Container Terminals nel porto di Shenzhen, parzialmente chiuso alla fine di maggio e tuttora sottoposto a severe misure precauzionali.

Gli sforzi delle autorità locali per contenere i contagi, tra disinfezioni e quarantene - riporta Bloomberg - hanno portato a una grave carenza di manodopera e l'interruzione del quarto porto per container più trafficato del mondo sta mettendo a dura prova una catena di approvvigionamento globale già fragile. Le navi fanno scalo a Yantian ma la movimentazione dei container sta subendo seri ritardi, costringendole a soste fino a cinque giorni.

"Il peggioramento del problema della congestione portuale della Cina meridionale sta diventando l'ultimo grande ostacolo e collo di bottiglia delle forniture per il settore delle spedizioni di container», ha affermato in un rapporto Andrew Lee, analista di Jefferies a Hong Kong. "Questo, prevediamo, porterà i tassi dei container a raggiungere nuovi massimi storici nel breve termine".

Per quello che riguarda il settore delle due ruote, le ripercussioni saranno evidenti: si tratta da un lato di problemi di approvigionamento legati ai modelli e alle componenti (telai e motori) in arrivo da Cina, Giappone e Thailandia. Che causeranno un ritardo inevitabilenelle consegne ai concessionari europei e quindi ai clienti finali, costituendo così un collo di bottiglia che rischia di danneggiare un mercato in salute come quello delle moto.

Difficile quantificare i ritardi, ma se già oggi per alcune merci l'attesa è superiore ai sei mesi, la situazione non può che aggravarsi.

 

Per inserire un commento devi essere registrato ed effettuare il login.