Motogp
Jorge Lorenzo: “Ho imparato a godermi la vita”
Il cinque volte campione del mondo nel corso di una lunga chiacchierata sul palco dello stand V-Moto a EICMA ricorda i sacrifici degli inizi, le gioie della carriera, commenta il successo di Bagnaia e... svela il segreto della sua felicità
“Sono cresciuto sapendo che la disciplina fosse una cosa molto importante, che il lavoro valesse molto di più del talento in sé, mio padre diceva sempre che la disciplina nella vita era tutto”. Racconta così di sé Jorge Lorenzo protagonista allo stand V-Moto a EICMA 2022 di una lunga chiacchierata in cui il cinque volte campione del mondo ha parlato di tutto, partendo dai primi momenti della sua carriera.
“La prima cosa che da piccolo mio papà mi ha fatto fare per allenare la disciplina sono state le arti marziali. Mi portava in palestra e mi lasciava a fare la mia lezione, nel frattempo andava a vedere come i vari allenatori facevano lezioni ai bambini anche nelle altre discipline come il nuoto, per cercare di imparare segreti e metodi di insegnamento. E tutto si è poi riflesso sul mio allenamento nella vita. Mio papà è stato prezioso nel mio percorso di crescita. Pensate che quando ho iniziato ad appassionarmi alle moto… invece che comprarmi la Super Nintendo nuova mi regalava ogni volta una moto nuova. E una parte di me non era del tutto contenta perché mi sarebbe tanto piaciuto giocare alla Nintendo con i miei amici, però alla fine i suoi isegnamenti, la sua disciplina ha pagato nel tempo. Oggi, infatti, se mi guardo indietro la vita che faccio adesso, con tanto tempo libero è solo frutto di tutto il sacrificio che ho fatto prima per vent’anni anni di carriera”. Tornando agli allenamenti degli inizi Jorge prosegue: “Mio padre non aveva molti soldi, quindi si inventava degli allenamenti che costavano poco. Aveva messo a punto un percorso ad otto, io giravo intorno a dei pneumatici sinistra - destra per ore, dovevo essere velocissimo nei cambi di direzione, continue frenate e staccate. E facevo questo otto con tutte le moto possibili moto, e se sbagliavo dovevo ripartire da capo. Questo allenamento lo portai avanti anche nel corso della mia carriera. Nel 2013 ricordo che partivamo in macchina per andare in un posto ad allenarci, facevamo un’ora e mezza di strada e poi stavamo lì a fare questi 8 fino a che non veniva buio. Una volta con una Yamaha R6 ho fatto 15 minuti di 8 senza mai fermarmi, girando sempre più stretto e sempre più veloce. E con la R6 credetemi è veramente stancante. E poi ero sempre a dieta, mangiavo sempre e solo insalata, petto di pollo e acqua”. Ripercorrendo quei momenti Jorge ricorda: “Mi allenavo tanto, facevo allenamenti molto difficili in modo che poi il Gran Premio fosse facile. Questo era il mio obiettivo. Quando l’allenamento è così duro e così stressante arrivi alla gara e ti sembra di stare in vacanza…”. Però ad un certo momento qualcosa è cambiato: “Sono arrivato a un punto in cui la mia vita era diventata troppo stressante, e non avevo mai abbastanza tempo per godermi la vita. E fare il mio mestiere era diventata una cosa meccanica, non ero più felice, c’era troppo stress. E così ho smesso di essere troppo disciplinato e mi sono lasciato andare un po’, e… ho vinto lo stesso, anche quattro gare di fila! Alla fine mi resi conto che è importante trovare un compromesso tra lavoro, disciplina e godersi la vita”.
“La prima cosa che da piccolo mio papà mi ha fatto fare per allenare la disciplina sono state le arti marziali. Mi portava in palestra e mi lasciava a fare la mia lezione, nel frattempo andava a vedere come i vari allenatori facevano lezioni ai bambini anche nelle altre discipline come il nuoto, per cercare di imparare segreti e metodi di insegnamento. E tutto si è poi riflesso sul mio allenamento nella vita. Mio papà è stato prezioso nel mio percorso di crescita. Pensate che quando ho iniziato ad appassionarmi alle moto… invece che comprarmi la Super Nintendo nuova mi regalava ogni volta una moto nuova. E una parte di me non era del tutto contenta perché mi sarebbe tanto piaciuto giocare alla Nintendo con i miei amici, però alla fine i suoi isegnamenti, la sua disciplina ha pagato nel tempo. Oggi, infatti, se mi guardo indietro la vita che faccio adesso, con tanto tempo libero è solo frutto di tutto il sacrificio che ho fatto prima per vent’anni anni di carriera”. Tornando agli allenamenti degli inizi Jorge prosegue: “Mio padre non aveva molti soldi, quindi si inventava degli allenamenti che costavano poco. Aveva messo a punto un percorso ad otto, io giravo intorno a dei pneumatici sinistra - destra per ore, dovevo essere velocissimo nei cambi di direzione, continue frenate e staccate. E facevo questo otto con tutte le moto possibili moto, e se sbagliavo dovevo ripartire da capo. Questo allenamento lo portai avanti anche nel corso della mia carriera. Nel 2013 ricordo che partivamo in macchina per andare in un posto ad allenarci, facevamo un’ora e mezza di strada e poi stavamo lì a fare questi 8 fino a che non veniva buio. Una volta con una Yamaha R6 ho fatto 15 minuti di 8 senza mai fermarmi, girando sempre più stretto e sempre più veloce. E con la R6 credetemi è veramente stancante. E poi ero sempre a dieta, mangiavo sempre e solo insalata, petto di pollo e acqua”. Ripercorrendo quei momenti Jorge ricorda: “Mi allenavo tanto, facevo allenamenti molto difficili in modo che poi il Gran Premio fosse facile. Questo era il mio obiettivo. Quando l’allenamento è così duro e così stressante arrivi alla gara e ti sembra di stare in vacanza…”. Però ad un certo momento qualcosa è cambiato: “Sono arrivato a un punto in cui la mia vita era diventata troppo stressante, e non avevo mai abbastanza tempo per godermi la vita. E fare il mio mestiere era diventata una cosa meccanica, non ero più felice, c’era troppo stress. E così ho smesso di essere troppo disciplinato e mi sono lasciato andare un po’, e… ho vinto lo stesso, anche quattro gare di fila! Alla fine mi resi conto che è importante trovare un compromesso tra lavoro, disciplina e godersi la vita”.