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MotoGP: l'arma segreta della Ducati? Si chiama MegaRide

Marco Gentili il 07/09/2017 in Motogp

Si chiama Megaride ed è il software ideato dall'ingegnere napoletano Flavio Farroni che studia il comportamento dei pneumatici nell'interazione con il suolo. I risultati sono evidenti: le Ducati non mangiano più le Michelin e anzi sono diventate maestre nella gestione della resa della carcassa

MotoGP: l'arma segreta della Ducati? Si chiama MegaRide
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Basta un software e cambia la vita. Non più tardi della scorsa stagione, in MotoGP le Ducati Desmosedici soffrivano di un pauroso calo di performance nella seconda parte di gara, soprattutto per un digradamento eccessivo degli pneumatici. Quest'anno Andrea Dovizioso ha vinto quattro gare ed è in testa al Motomondiale. E la Ducati è diventata la regina del paddock nella gestione della carcassa Michelin. Cos’è successo?

L’arma segreta
Nei box si lavora sodo, Andrea Dovizioso è in forma strepitosa. Ma tutto questo non basta a spiegare in modo razionale un cambio così radicale. E allora, scava scava, si scopre che il qui che ha trasformato la Ducati in una superpotenza ha un nome e un cognome.

Genio napoletano
Lui si chiama Flavio Farroni, ed è un ingegnere che, ai tempi del dottorato fatto tra l’università di Napoli e la Ferrari a Maranello, ha studiato alcuni modelli. Questi, sviluppati dal gruppo di ricerca in dinamica del veicolo dell'Università di Napoli, diventano software di simulazione e sviluppo grazie a MegaRide (la startup fondata da Farroni con Francesco Timpone, ricercatore, ed Aleksandr Sakhnevych, dottore di ricerca) che ne cura l'ingegnerizzazione ed interagisce con le aziende. Un anno fa MegaRide ha iniziato una collaborazione con il reparto corse di Borgo Panigale. 

Il software definitivo
Il software viene utilizzato da Dall’Igna e dagli ingegneri di pista per capire esattamente come i piloti devono girare, a quale velocità e con quale intensità, per ottenere il comportamento ottimale da parte del treno di gomme senza penalizzare la prestazione. In sostanza, Dovi è un signor pilota, ma è sempre di più il braccio armato che mette in pratica le indicazioni del software made in Napoli. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. A tal punto che lo stesso Domenicali, interpellato da qualche giornalista che segue la MotoGP, avrebbe addirittura evitato di entrare nel dettaglio di come funziona questo software, trincerandosi dietro il "segreto industriale". Ma ormai è un segreto di Pulcinella. E non solo per la provenienza geografica del fondatore di questa innovativa azienda hi-tech.

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