Prove della redazione
Benelli BKX 125: piccola cilindrata, grandi ambizioni
Look elegante, dimensioni importanti, ciclistica curata e prezzo sotto i 4.000 euro: ecco come va la Benelli BKX 125 nella nostra prova su strada
Se il filone Adventure è largamente dominante in Italia, come mai ci sono così pochi modelli nella classe 125? Se lo devono essere chiesti anche in Benelli, e hanno risposto con la BKX 125, innovativa nello stile e molto ammirata a Eicma 2023, ma che abbiamo dovuto attendere 2 anni per poter toccare con mano.
A dire la verità aspettavamo con curiosità soprattutto la BKX 300, che si inserisce in un segmento sempre più vivace; ma la 125 è altrettanto interessante, dato che osa qualcosa di nuovo in una classe in cui ormai da decenni imperano le piccole naked e motard. Le cose potrebbero comunque cambiare, visto che oltre a Benelli sono arrivati Morbidelli con la T125X, Rieju con la Aventura 125 e KL con la Duel 125 X: tutti modelli pensati in Europa, ma di manifattura cinese e quindi competitivi nel prezzo, normalmente inferiore ai 4.000 euro come nel caso della Benelli BKX 125 che costa 3.790 euro f.c.
Tra tutte, la BKX 125 è senz'altro la novità di maggior peso: vuoi per il nome che porta, vuoi per il look originale e le dimensioni importanti. Questa Benelli ha il potenziale per convincere più di un sedicenne… o magari il suo papà, che si metterebbe nel box una moto bella e “adulta”. Pur essendo chiaramente una Adventure, quanto a linguaggio stilistico la BKX 125 è quasi un’altra cosa. Il Centro Stile Benelli ha realizzato linee originali, con una piccola palpebra sopra la strumentazione al posto dei soliti plexi, una coda corta e un serbatoio con fianchetti protesi verso il faro, altro elemento stilisticamente innovativo con i due proiettori sovrapposti affiancati da DRL a luce diffusa che ricordano il mondo dell’arredamento, la cui tradizione nell’area di Pesaro è lunga e gloriosa.
Abbiamo messo la BKX 125 vicino alla sorella naked BKX 125 S, scoprendo che sono più diverse di quanto sembri: non solo le plastiche e le ruote – qui a raggi da 19”-17” – ma anche le sospensioni, più generose nel diametro della forcella e nell’escursione (qui 180 mm) e l’ergonomia, qui nettamente più distesa per un’abitabilità soddisfacente anche per le taglie XL.
La tecnica: semplice, ma non banale
La ricetta tecnica di una 125 4T non deve essere troppo sofisticata, ma la BKX svolta anche qua perché nel telaio in tubi di acciaio è infilato un motore rivisto, evoluzione dell’unità che già conoscevamo sulla Leoncino 125 e che mantiene la caratteristica struttura con il cilindro molto inclinato in avanti.
Omologato Euro 5+, è sempre monoalbero con misure quadre di 54x54,5 mm, ma grazie a numerosi interventi meccanici (pistone più compresso, diversi assi a camme) e alla nuova gestione Bosch guadagna coppia e potenza passando da 12,7 a 15 CV a 9.500 giri e da 10 Nm a 8.500 giri a 12,1 Nm a 7.000 giri. È abbinato a uno scarico alto con uscita sulla destra, che con il piccolo paracoppa dà alla BKX un tocco tecnico che non guasta, anche se poi il parafango basso e le ruote poco tassellate raccontano di un’indole non particolarmente “off”.
Le dimensioni sono importanti, con un interasse di 1.430 mm (6 cm più di una Leoncino 125) e la sella posta a 860 mm, il che metterà un po’ meno a loro agio i meno alti ma si traduce in un’abitabilità soddisfacente anche per chi supera i 190 cm. Il peso di 135 kg a secco non è in sé contenuto, ma rispetto alle Benelli di alta cilindrata la differenza rispetto alle concorrenti europee è più ridotta.
L’altezza della sella è legata alla escursione relativamente lunga delle sospensioni: 180 mm sia davanti che dietro, con una forcella rovesciata da 41 mm completamente regolabile e un mono abbinato a leveraggio e regolabile nel precarico e in estensione. Sia sospensioni che freni sono di produzione interna Benelli: l’impianto frenante conta su un disco anteriore da 280 mm con pinza assiale e su un disco da 240 mm al posteriore, con ABS che sorveglia la sola ruota anteriore.
Ergonomia azzeccata, grande abitabilità
La sella monopezzo ha un’imbottitura relativamente cedevole, e al passeggero offre il supporto di due robusti maniglioni integrati nel portapacchi; se la protezione dall’aria è ridotta, in compenso i paramani di serie e che portano le frecce funzionano molto bene; da notare che al posteriore le frecce integrano anche la luce di posizione e di stop, permettendo di fare a meno dell’elemento centrale. Per quanto riguarda l'originale faro anteriore, anche la funzionalità è ottima, con un fascio ampio e piacevolmente potente sia in anabbagliante che in abbagliante.
Un quadro insomma davvero interessante, in cui stona un po’ soltanto la strumentazione LCD, luminosa ma con indicazioni molto piccole e poco leggibili. Le dotazioni sono comunque interessanti per una moto offerta a un prezzo davvero invitante: 3.790 euro f.c. per ciascuno dei quattro colori disponibili (bianco, grigio, blu e sabbia), il che significa meno di 4.000 euro su strada.
Prima impressione: una moto di sostanza
La curiosità come detto era tanta e siamo saltati subito in sella alla nuova Benellina per una scampagnata alle porte della città. Salendo in sella hai subito l’impressione di una moto di sostanza: non ci sono le raffinatezze di una maxi Adventure ma le dimensioni abbondanti, le sospensioni regolabili e l’ergonomia azzeccata mettono voglia di partire.
Il mono Benelli si avvia senza alcuna esitazione, restituendo una sonorità di scarico estremamente sommessa, mai fastidiosa; appena più avvertibile per chi è in sella il timbro di aspirazione. Ricordavamo il motore Leoncino come piuttosto pigro, in particolare in ripresa: la cura rinvigorente ha migliorato questo aspetto, ma resta un motore che – come peraltro la maggioranza dei 125 4T – ha bisogno di girare nel rapporto giusto per permettere di muoversi con rapidità.
La curva di coppia sembra essere lineare, senza flessioni evidenti; accelerando da fermi è anche brillante fino a 80 km/h, che si raggiungono rapidamente grazie anche al cambio morbido e rapportato piuttosto corto. Raggiunta questa velocità, che corrisponde a circa 7.800 giri, bisogna poi pazientare di più per salire a 90 e 100 km/h; per quanto i 9.500 giri della potenza massima corrispondano a 115 km/h indicati, di fatto le velocità superiori ai 100 indicati si raggiungono soltanto con un lungo lancio. In condizioni favorevoli abbiamo comunque letto anche 115, ma bisogna poi non perdere velocità, come sempre quando la potenza è poca.
Lo spunto quindi è buono; è piuttosto la ripresa a fare difetto: se non si scala la marcia, aprendo il gas poco o tanto si ha la sensazione che la spinta non cambi in maniera apprezzabile: occorre togliere un paio di rapporti per recuperare brio. Questo della ripresa è il vero limite di questo motore, anche se rispetto alla Leoncino è sensibilmente migliorato per spinta, regolarità e anche vibrazioni, che sono quasi sempre inavvertibili.
Prestazioni codice, ma bella guida
Per quanto migliorate, le prestazioni restano quindi non particolarmente brillanti nella categoria, dove il riferimento rimane il motore Minarelli-Yamaha con variatore di fase, che gli regala un po’ di schiena in più ai bassi e medi regimi. Ma i progressi del propulsore Benelli mettono la BKX 125 senz’altro nella media di categoria, e questo è un buon punto di partenza per offrire un prodotto più maturo e versatile.
Oltre che all’estetica, la Benellina si affida soprattutto alla sua valida ciclistica, che una volta in movimento la rende intuitiva e naturale alla guida, specie nei contesti urbani dove il plus delle sospensioni semi-tecniche le consente di digerire senza problemi gli asfalti sconnessi o il pavé – pur se nelle buche più dure la taratura si rivela più stradale che off, assorbendo solo parzialmente i colpi.
A proposito di off, abbiamo provato a impegnare la BKX 125 lungo qualche sterrato che costituisce la sua declinazione corretta: si apprezza la snellezza tra le gambe e l'assenza di ABS al posteriore, anche se il manubrio resta un po' troppo arretrato nella guida in piedi e le sospensioni sono rigide nella taratura di serie, anche se sfrenando i registri la loro capacità di assorbire migliora. In generale, comunque, parliamo di una moto più crossover che Adventure nell'indole, pur se per nulla impacciata quando l'asfalto finisce.
In sella: sensazioni da maxi
Il bello della BKX 125 è soprattutto la posizione di guida alta e dominante, come si usa dire tra le maxi: le 125 4T sono quasi tutte compatte, non troppo alte di sella per essere accessibili; la Benelli è invece ben sviluppata. Il manubrio largo e non troppo più alto del piano sella determina un assetto con il busto eretto e le braccia distese, con una bella sensazione di controllo e un buon comfort: la sella non è troppo dura e le vibrazioni, come detto, praticamente assenti; solo la protezione dall’aria non è il massimo vista l’assenza di plexi.
La guida è sempre intuitiva e naturale, con quote azzeccate e una discesa in piega agile senza essere fulminea, grazie alla ruota anteriore da 19” e al profilo tondo delle CST di primo equipaggiamento. Non c’è alcuna sensazione di peso in alto, nemmeno a serbatoio pieno (12 litri); in manovra si nota solo un angolo di sterzo non particolarmente ampio, altro segno di un’indole non completamente “off”. Bene la frenata, potente il giusto a patto di strizzare bene la leva del freno anteriore; specialmente agendo sui due assi le decelerazioni sono molto buone, contribuendo alla sensazione di sicurezza che la BKX sa comunicare. Apprezzabile la presenza dell’ABS, mentre sui 125 troviamo più spesso il sistema di frenata combinata CBS che non ci ha mai convinto.
Queste premesse lasciano capire come anche in extraurbano la Benellina si difenda bene; considerata la scarsa protezione dall’aria resta una moto più propensa all’uso estivo, ma che grazie alla buona abitabilità anche in coppia, all’infaticabile motore 4T e ai consumi ridotti (in media tra i 30 e i 35 km/l) mette alla portata viaggi anche impegnativi.
Nel complesso è insomma una moto che, oltre a farsi notare, si guida volentieri; un plauso a Benelli per aver voluto e saputo imboccare una strada originale, offrendo un prodotto che ha nella sua faretra un gran numero di frecce per puntare al centro di un mercato, quello delle 125 e delle piccole monocilindriche entry-level, che sta vivendo in questi anni una nuova giovinezza.












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