Prove della redazione

La Vent Derapage 125 è la prova che le moto 125 4T hanno un senso, nonostante i limiti di potenza

Marco Boni
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La Vent Derapage 125 è la prova che le moto 125 4T hanno un senso, nonostante i limiti di potenza
La Vent Derapage 125 è la prova che le moto 125 4T hanno un senso, nonostante i limiti di potenza
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La Vent Derapage 125 è la prova che le moto 125 4T hanno un senso, nonostante i limiti di potenza

I due tempi sono tecnicamente più potenti e fanno la differenza soprattutto nelle piccole cilindrate, ma oggi i 125 quattro tempi offrono diversi vantaggi che spesso vengono sottovalutati

La moto 125 è quasi sempre associata ai ragazzi: il mezzo di iniziazione al mondo delle due ruote, perché prima dei 16 anni non si può guidare e, dopo i 18, si tende a passare a cilindrate superiori. Per questo motivo, a differenza degli scooter, vengono considerate meno interessanti e, per un motociclista esperto, spesso giudicate “troppo poco potenti”. Tra i più giovani però la voglia di potenza rimane e, proprio a causa dei limiti di potenza, fissati per legge a 15 CV, la preferenza va ancora ai due tempi. Ai quattro tempi viene lasciato poco spazio, soprattutto nel segmento motard. Eppure alcuni vantaggi esistono e sono concreti. Provando la Vent Derapage 125, abbiamo capito fino in fondo perché queste moto hanno assolutamente senso.  

PAROLA D'ORDINE: NIENTE PROGIUDIZI

Se non guidate una moto di piccola cilindrata da un po’ di tempo, vi consigliamo di farlo: è il modo migliore per entrare davvero in questo ragionamento. Ci sono due grandi problemi legati ai due tempi. Il primo è che anche loro oggi hanno una potenza limitata e, se è vero che sono facilmente modificabili, è altrettanto vero che, facendolo, si va incontro a sanzioni. Il secondo riguarda i costi: oggi i 2T sono diventati molto cari, perché parliamo di moto quasi specialistiche. Arriviamo quindi ai vantaggi del quattro tempi. Il primo, evidente, è il consumo. Un 4T consuma pochissimo: si superano facilmente i 30 km/l e non c’è bisogno di fare la miscela. Un aspetto che lo rende decisamente più comodo per un utilizzo a 360 gradi.
La manutenzione prevede il cambio dell’olio, ma rimane generalmente contenuta e i motori risultano più affidabili nel tempo. Parlando proprio di motore, Vent non ha lasciato nulla al caso e si è affidata a Minarelli per la realizzazione di un monocilindrico raffreddato a liquido, Euro 5+, capace di erogare i 15 CV pieni (massimo consentito). È dotato anche di fasatura variabile, che porta due benefici concreti: consumi ridotti ai bassi regimi e massima potenza agli alti regimi. Il cambio a sei rapporti gestisce bene questa potenza ed è stato tarato appositamente per questa tipologia di moto.  

PER IL RESTO SONO (QUASI) UGUALI

Le differenze principali finiscono qui. La ciclistica di un quattro tempi non ha nulla da invidiare a un due tempi, a patto di non confrontare una moto stradale con una “competition”. Il telaio in acciaio a doppia culla con telaietto imbullonato, la forcella rovesciata da 41 mm e l’impianto frenante rivisto (disco anteriore da 290 mm, posteriore da 220 mm) offrono una base tecnica solida. Peccato che Vent non abbia adottato l’ABS sulla Derapage 125. La frenata combinata non è il massimo su una moto di questo tipo: sarebbe preferibile comandare i freni in modo indipendente per avere maggiore controllo. Questa scelta ha però contribuito a contenere il prezzo finale.  

UNA MOTARD COME UNA VOLTA

La scelta che mi è piaciuta di più è aver realizzato un motard “come una volta”, non nell’aspetto tecnico ma nel concetto generale. La strumentazione semplice, di stampo enduro, e le soluzioni essenziali aiutano a ridurre i costi. Niente TFT inutili. Un faro full LED avrebbe fatto comodo, perché l’alogeno, pur facendo il suo dovere, limita la visibilità su strade buie. Vent si è concentrata su come va la moto, più che sull’apparenza, e il risultato si sente.  

VENT DERAPAGE 125: COME VA

È stata piacevole guidare la Derapage 125. Personalmente, non guidavo un 4T di piccola cilindrata da un po’, e devo dire che non mi aspettavo così tanto. Si percepisce chiaramente che non è un motard derivato dall’enduro, e questo è un vantaggio nella guida su strada. Il motore mantiene le promesse sulla carta. Ha una buona ripresa, grazie ai rapporti corti ma ben studiati, e i 70 km/h si raggiungono abbastanza rapidamente. La sesta marcia è un po’ più lunga, si sente, e consente, con un po’ di pazienza, di vedere i 110 km/h sul tachimetro. Tenendo il motore alto di giri, ci si diverte nello stretto: non è adrenalinica, ma lavora molto bene. Probabilmente il Minarelli 125 è il miglior motore della categoria sul mercato. Le sospensioni hanno una taratura piuttosto sostenuta, ma l’idraulica lavora bene e, alla fine, la moto rimane piacevole anche quando la si spinge al massimo. L’impianto frenante è buono: l’anteriore non ha un attacco eccessivo, ma con un po’ di gioco del posteriore (e dell’anteriore, a causa del CBS) alla fine si riesce a gestire bene la frenata.  In curva si comporta molto bene: è agile quanto ci si aspetta da un motard, anche di cilindrata maggiore. Mi è dispiaciuto non poter piegare di più, perché il test è stato fatto con 0 gradi, ma si sente chiaramente che avrebbe ancora margine. In città è estremamente facile da guidare. Ai bassi regimi il motore quasi non si sente e, anche se non lo considero un vero pro per un ragazzo, riduce lo stress nei trasferimenti più lunghi. L’agilità si fa sentire e, nell’utilizzo quotidiano, alla fine si rivela molto efficace. Niente elettronica, ovviamente: meno complessità, nessuna rogna e, a queste velocità, se ne può ancora fare a meno.  

I VANTAGGI RISPETTO A UNO SCOOTER 125

È vero che lo scooter, grazie al CVT, sfrutta meglio la poca potenza disponibile. Ma il cambio manuale offre maggiore controllo. In salita o in montagna significa meno stress sulla frizione e la possibilità di scegliere la rapportatura, non subirla. Il controllo del regime e della frizione fa la differenza. E va detto: uno scooter non avrà mai la dinamica di guida di una moto, con vantaggi in termini di controllo e sicurezza. L’unico vero limite è la mancanza di spazio di carico.  

PREZZO E CONSIDERAZIONI

E veniamo al capitolo prezzi: la Vent Derapage 125 costa a 4.990 euro. Una cifra che può sembrare elevata, ma coerente con quanto offre. È una 125 che punta sulla guida e sulla ciclistica, non solo sull’estetica. Il due tempi è sempre meno una soluzione, e per fortuna c’è ancora chi punta sul divertimento vero delle piccole cilindrate, senza fermarsi al marketing. Insomma, sappiamo bene che la questione "due tempi contro quattro tempi" è tanto sentita nelle piccole cilindrate. Ma perché eliminare completamente quest'ultima opzione? Tra costi tendenzialmente ridotti e una fruibilità concreta, sarebbe meglio lasciare in pace chi opta per questa soluzione e magari divertirsi di più con la propria moto.  

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