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Ducati Multistrada 950: la prova su strada

di Stefano Gaeta il 12/12/2016 in Anteprime

La famiglia Ducati Multistrada si allarga verso il basso con l'arrivo della 950. Il family feeling estetico con le sorelle maggiori è fortissimo, mentre nella guida si scopre una moto dal carattere deciso, parecchio divertente e allo stesso tempo molto più facile. Due le colorazioni, due i prezzi: 13.690 euro franco concessionaria per la rossa; 13.890 euro f.c. per la bianca

Ducati Multistrada 950: la prova su strada
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Confessiamo: mettere in valigia ciabatte e costume da bagno per partire per una presentazione stampa ci mette già di buon umore. Destinazione Fuerteventura, Isole Canarie, dove ci aspettano 25 gradi, strade perfette, traffico quasi a zero. Se poi aggiungiamo l’eccitazione data dall’idea di mettere finalmente le mani sulla nuova Ducati Multistrada 950, le premesse per una bellissima trasferta ci sono tutte.

Al resto pensa la nuova crossover di Borgo Panigale. Che se a un primo sguardo non spicca per un look "dedicato" a questa cilindrata, dall’altra il mixare elementi stilistici delle due sorelle maggiori è stata una scelta azzeccata. La zona anteriore è tutta la Multistrada 1200 (pratico il plexiglas regolabile senza l’uso di attrezzi), mentre al posteriore troviamo elementi ripresi invece dalla Enduro 1200, dove spicca il bel forcellone in alluminio (invece del monobraccio, marchio di fabbrica di quasi tutte le ultime Ducati). Sempre dalla Multistrada Enduro arriva anche la ruota anteriore da 19”, come a sottolinearne una maggiore versatilità rispetto al progetto originario lanciato sin dalle prime “mille”. Come per tutta la famiglia, anche la “950” con su le valige installate rimane molto piacevole e armonica. Da dire che la valigia lato scarico, per quanto quest’ultimo sia molto sottile e corto, ha una capienza abbastanza ridotta.

Tra le braccia del telaio a traliccio in tubi di acciaio trova posto un bicilindrico a L da 937 cc, Euro4, derivato dallo stesso montato sulle Hypermotard, dal quale si differenzia per il lavoro svolto sulle teste, l’aggiornamento della centralina elettronica e i nuovi corpi farfallati da ben 53 mm di diametro. Tutte modifiche che, rispetto alla Hypermotard, hanno portato a un rapporto di compressione inferiore (12,6:1 contro i 13,1:1) e una coppia massima di 96,2 Nm a 7.750 giri, invece di 97,9 Nm a 7.500 giri. Restano invariati, invece, il dato potenza massima (113 CV a 9.000) i rapporti del cambio e la frizione multidisco in bagno d’olio con sistema di asservimento e antisaltellamento. I blocchetti al manubrio sono intuitivi e di facile utilizzo anche indossando guanti molto pesanti. Sotto al nostro naso, un completo cockpit LCD che rimanda al guidatore tutte le informazioni necessarie durante la guida, compreso il riding mode selezionato, la marcia inserita e l’allarme per l’eventuale fondo ghiacciato.

Come accade per le sorelle maggiori, anche sulla Multistrada 950 le modalità di guida Sport e Touring si differenziano giusto per una diversa risposta del gas (la potenza erogata è la stessa), mentre in Urban ed Enduro il dato scende a 75 CV. Così come, è possibile gestire a proprio piacimento le soglie di intervento sia dell’ABS sia del controllo di trazione (DCT), presenti nel Ducati Safety Pack di serie.
Il twin bolognese prende vita la primo colpo sullo start. Una volta in movimento, la Multistrada 950 regala un’eccellente protezione aerodinamica: il plexiglass lascia scoperte in parte solo le spalle e rimane sempre al di sotto della visuale (chi scrive è alto 173cm) così da non infastidire durante la guida. In sella siamo a nostro agio, si tocca con entrambi i piedi senza problemi e la sensazione che si ha stringendo la Multistrada 950 tra le gambe è di una moto leggera e svelta.
227 kg di peso in ordine di marcia dichiarato da Ducati sono un dato allineato a quello delle principali competitors, come ad esempio la MV Agusta Turismo Veloce, la KTM 1090 Adventure e la Suzuki V-Strom 1000, giusto per nominare tre novità 2017. Bastano davvero poche centinaia di metri per capire che sarà una giornata di guida davvero entusiasmante. La Multistrada 950 trasmette subito tanta confidenza, l’erogazione del motore ci stampa un bel sorrisone in pieno viso. Morbido, in grado di trotterellare anche con un rapporto alto inserito senza opporre resistenza, prende i giri senza dover ricorrere troppo a un cambio che, forse per via del ridotto chilometraggio della moto in prova, non ci è parso un mostro di precisione e con una corsa un pelo lunga.

Le strade, qui a Fuerteventura, sono spettacolari, con un asfalto che non risente minimamente dell’aria ricolma di salsedine e che restituisce sempre un grip strepitoso. Il ritmo di guida è buono e la nostra Multistrada 950 asseconda qualsiasi nostro comando come nulla fosse. Nonostante la ruota da 19” all’anteriore, è rapida nello scendere in piega, svelta nei cambi di direzione, mai nervosa e decisamente rigorosa nelle curve affrontate ad alta velocità. In più, nessuna vibrazione nociva a disturbare la guida anche nei tratti affrontati a velocità costante.

Durante il test abbiamo anche approfittato dei meccanici presenti per cucirci addosso la moto, apportando piccole modifiche alle sospensioni, entrambe completamente regolabili. Aggiungendo 3 click di precarico molla al posteriore, frenando l’idraulica in estensione della forcella di 4 click e aumentando la compressione di 2, abbiamo sì rinunciato a un pizzico di comfort, ma dall’altra ci siamo ritrovati su di una moto ancora più rigorosa e precisa, senza stravolgerne le caratteristiche sopra descritte. Certo, se la missione è quella di realizzare una moto che abbia nel comfort una delle sue armi principali, possiamo affermar senza timore di smentite che i tecnici bolognesi hanno fatto centro. Ma, visto il grip esagerato dell’asfalto “canariano”, perché non darle una connotazione un po’ più sportiva e provare ad aumentare il ritmo di guida?

La Multistrada 950 è una di quelle moto che divertono da matti. A differenza delle sorelle “milledue”, qui il motore spinge sempre senza mettere mai in imbarazzo. Ovviamente, fino a circa 5.000 giri indicati non ha la stessa cattiveria, ma insistendo con il gas elettronico, perfettamente tarato e privo di on-off, sfodera un allungo perentorio che porta a sbattere velocemente contro il limitatore. I freni sono adeguati alle prestazioni e, soprattutto, il comando al manubrio sfoggia un’ottima modulabilità sin dai primi millimetri d’azione, evitando quell’attacc troppo aggressivo che solitamente mette in imbarazzo i meno esperti. Ottima anche la frizione, leggermente lontana dal manubrio, ma sempre precisa e parecchio morbida da azionare.

Siamo di ritorno al punto di partenza: questa è una di quelle volte che avremmo voluto guidare ancora e ancora. Perché se a Borgo Panigale volevano creare una maxi che fosse accessibile, fruibile e versatile, rimanendo sempre nel segmento delle moto premium, con finiture curate, una componentistica di livello e un’elettronica affidabile, beh, con la nuova Multistrada 950 ci sono proprio riusciti.

Il prezzo è importante, ma fa meno “paura” se confrontato con quello delle sorelle maggiori o le Hypermotard da cui eredita il motore: 13.940 euro per la versione rossa; 14.140 euro per la versione bianca, entrambi chiavi in mano.

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  • motochiodo1
    Bella ed intelligente, ma... - Non si possono proprio guardare quei cerchi in lega anni 80... molto meglio quelli a raggi con al limite delle gomme stradali e non tassellate. Ugualmente improponibile anche il carter catena, plasticone e troppo grande.
  • Stefano_Motonline
    Grazie per la segnalazione - Ciao Multimarco, grazie per la segnalazione, si e' trattato di un refuso che abbiamo corretto! A presto! Stefano Borzacchiello
  • multimarco
    1100? - Vorrei far notare al giornalista che la prima multistrada era 1000 ,poi e' arrivata la 1100 e dopo la 1200. Vorrei anche dire che la 1200DVT non e' affatto difficile di ciclistica anzi (parlo di quella normale non della enduro),certo questa e' piu' leggera pero' non la prendero' mai in considerazione ,ha la ruota anteriore sbagliata :-)

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