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Ducati Monster 1200 R: il ruggito del mostro

di Stefano Gaeta il 07/10/2015 in Anteprime

Fisicamente sensuale e con una ciclistica affilata, la Monster più potente di sempre, che sarà disponibile da gennaio 2016 a 18.690 chiavi in mano, ci ha fatto divertire come pazzi tra i cordoli del circuito di Ronda, in Spagna

Ducati Monster 1200 R: il ruggito del mostro
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Sono passati circa vent'anni da quando strinsi per la prima volta tra le gambe il serbatoio di una Ducati Monster. Non era la leggendaria 900, ma una "piccola" M600 gialla. In ogni caso, mi dava l'impressione che non si sarebbe mai potuto fare di meglio. Quella di allora era una moto fatta solo da un motore, due ruote e, appunto, un serbatoio.
Oggi, invece, mi ritrovo in sella alla Ducati Monster 1200 R, che si può considerare a tutti gli effetti quella definitiva, non fosse altro per quella R finale, messa lì non per caso visto il suo roboante significato in quel di Borgo Panigale. Infatti, con i suoi 160 CV, la 1200 R è la Monster più potente di sempre, quella più tecnologica (con un pacchetto elettronico da far invidia ad una superbike di qualche anno fa), quella più curata in ogni dettaglio. Per l'occasione è stato messo in opera un leggero lifting, per differenziarla anche esteticamente dalle sorelle più tranquille.

La nuova coda affilata, con la sella in un unico pezzo, le dona un andamento ancora più aggressivo e filante, mentre il piccolo cupolino rende più "pieno" il frontale. La targa è tornata in posizione tradizionale, per lasciare completamente in vista la gomma posteriore da 200/55. Belle le pedane forgiate che fanno tanto racing: ora sono separate da quelle del passeggero.

Ma a livello tecnico, cosa cambia rispetto alle Monster 1200 e 1200 S? Innanzitutto le prestazioni del motore Testastretta 11°, che sono state incrementate grazie all'adozione di corpi farfallati a sezione ellittica con diametro equivalente a 56 mm contro i 52 delle sorelle, l'aumento del rapporto di compressione che passa da 12,5:1 a 13,0:1 e l'impianto di scarico che sfrutta collettori dal diametro maggiore (58 mm contro 50 mm) e un silenziatore dalle forme inedite che porta un incremento del volume utile superiore ai due litri. Modifica, tra l'altro, che contribuisce a far rientrare la Ducati Monster 1200 R nei limiti imposti dalla imminente Euro4.

Anche la ciclistica ha subito un affinamento e si fregia di un comparto sospensioni completamente regolabile marchiato Öhlins, con l'ammortizzatore dall'interasse più lungo così come gli steli forcella, in modo da "allontanare" dal suolo la Monster 1200 R di ulteriori 15 mm e incrementare l'angolo di piega fino a 50°. I nuovi cerchi forgiati della Marchesini fanno poi risparmiare 2 kg, portando l'ago della bilancia a 180 a secco, contro i 182 della versione S.
Per testare le doti dinamiche della nuova supernaked bolognese, la Ducati ha pensato bene di mettere a disposizione di tutti i giornalisti invitati il circuito di Ronda, l'Ascari Race Resort (www.ascari.net), un vero parco giochi per adulti nel cuore dell'Andalusia. Un tracciato, come dire... meraviglioso.

Dentro la prima di un cambio non proprio morbidissimo ma estremamente efficace nell'uso in pista (il quickshifter non avrebbe guastato), e ci immettiamo nel rettilineo dei box. L'ergonomia di seduta convince, la posizione in sella è comoda e mi permette di muovermi senza impedimenti, sia in senso longitudinale sia trasversale. Dopo qualche giro di apprendistato inizio ad aumentare il ritmo, fatto che la "mia" 1200 R sembra gradire parecchio. I 160 CV sprigionati dal twin bolognese sono tanti ma anche spalmati su tutto l'arco di utilizzo in maniera eccellente.

La Ducati Monster 1200 R è meno nervosa della versione S, è una moto che "fa strada" senza apparente difficoltà, sfruttando un'erogazione progressiva e una spinta esagerata ai medi regimi, che mi fionda fuori dalle curve alla velocità della luce. Il propulsore, poi, gode di qualche centinaio di giri in più di allungo, caratteristica che permette di tenere inserita la marcia fino alla staccata successiva, anche con tutti i led che indicano l'approssimarsi del limitatore ormai accesi!
Due dita sulla leva del freno sono più che sufficienti per ottenere decelerazioni mostruose, merito di un impianto frenante d'eccellenza composto all'anteriore da una coppia di padelloni da 330 mm di diametro, lavorati da pinze monoblocco Brembo Evo M50. L'ABS Bosch 9MP, settato su vari step d'intervento a seconda del riding mode inserito e sviluppato anche per limitare il sollevamento del posteriore in staccata, non mi è mai apparso invasivo anche nell'uso estremo imposto dalla pista.
Spalanco così senza remore il gas, potendo contare anche su un traction control (settabile su otto livelli di intervento) presente ma impercettibile: la Ducati Monster 1200 R si accuccia sul gommone posteriore (Pirelli Diablo Supercorsa SP) per lanciarsi verso la curva successiva. Uno sguardo al punto di corda ed è già ora di buttarla dentro. L'avantreno è velocissimo nello scendere in piega senza essere nervoso e pure nei curvoni affrontati ad altissima velocità non trasmette il benché minimo ondeggiamento al manubrio, grazie anche a un efficace ammortizzatore di sterzo regolabile. I tre riding mode disponibili (Sport, Touring e Urban, con i primi due full power) permettono di scegliere le caratteristiche di erogazione del motore (e l'influenza preimpostata del controllo di trazione e dell'ABS inclusi nel Ducati Safety Pack) a seconda del percorso da affrontare. Solo il cockpit, ricchissimo di informazioni e personalizzabile a piacere, mi è sembrato poco leggibile, forse anche a causa delle condizioni di luce presenti durante il test.

La Ducati Monster 1200 R sarà disponibile dal mese di gennaio 2016 a un prezzo di 18.690 chiavi in mano per la livrea rossa; a cui vanno aggiunti ulteriori 200 euro per chi optasse per la cattivissima colorazione "total black". La mia preferita!
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  • Gilmito
    Continuo a non capire 2... - Mi associo completamente al pensiero di fraz74! A parte la straripante cavalleria, tutte le diavolerie elettroniche e quant'altro, avrei gradito una maggior coerenza col nuovo prodotto Scrambler: quindi innanzitutto un prezzo d'attacco umano!!! Stiamo parlando di oltre 18.000 Euro (e quanto altri per la lista degli optional?) per una naked dura e pura... Personalmente di scelte alternative ne ho!!
  • fraz74
    Continuo a non capire... - ...il senso di una naked da 160 cv e da oltre 18 mila euro. Saro' all'antica ma nella mia testa le nude sono moto fatte per le passeggiate domenicali, non per la pista.

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