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Benelli BN302: "faccia" da grande

di Alfredo Verdicchio il 03/04/2015 in Anteprime

Benelli amplia la propria gamma, lanciando questa interessante naked studiata per i patentati A2 e per tutti quelli che sono alla ricerca di una moto ben fatta, divertente, leggera e dal prezzo intrigante di i 4.090 c.i.m.

Benelli BN302: "faccia" da grande
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Evento bagnato, evento fortunato. Il detto suona simpaticamente così, anche se nel testare una nuova moto sotto un'acqua torrenziale, di piacevole c'è davvero ben poco. A Pesaro, per il press test organizzato da Benelli, ci aspetta un diluvio. Però... Però a noi piace vedere il bicchiere sempre bello pieno (d'acqua, almeno quando c'è da guidare), visto che il meteo avverso è tornato utile per mettere alla prova sin dai primi metri il feeling trasmesso dalla inedita BN302.

Che poi così tanto nuova non lo è, la naked, perché per tutto il 2014 la Casa madre (la cinese Qjian Jiang) ne ha testato il grado di interesse nei mercati asiatici e sudamericani. È piaciuta così tanto che in Cina le hanno dedicato una linea produttiva tutta sua, mentre i tecnici italiani sono riusciti a ottenere alcune piccole modifiche per adeguarla ai nostri gusti e stili di guida. Così, rispetto alla versione "asiatica", la BN302 "europea" si differenzia nelle emissioni inquinanti e acustiche (la moto è già predisposta per l'Euro4), nella taratura dell'ammortizzatore (più sostenuto), nelle pinze freno flottanti (e non fisse) abbinate a pastiglie dalla mescola più efficace e nei pneumatici dalle dimensioni maggiori (120/70 e 160/70 contro i rispettivi 110/70 e 140/70). Il resto, invece, è una totale conferma di quello che avevamo già visto a EICMA 2013, dal design giovane e sportiveggiante (anche se la personalità risente un po' della somiglianza con altri prodotti esistenti), alla qualità delle finiture paragonabili alla concorrenza diretta; dalla componentistica (è l'unica nella categoria ad avere un doppio disco all'anteriore e sospensioni regolabili anche nell'idraulica), al prezzo: 4.090 euro chiavi in mano, comprensivi di 3 anni di garanzia.

Unica nota dolente, la mancanza della versione ABS, che arriverà non prima del prossimo autunno, se non anche più presumibilmente a inizio 2016, quando l'antibloccaggio diverrà obbligatorio per le moto di nuova omologazione.
Svelta nelle forme e compatta nelle dimensioni, la Benelli BN302 ha di contro la "faccia" da grande, da moto matura che non appare come la motina buona solo per muovere i primi passi sulle due ruote, ma che sa attirare gli sguardi anche di chi di moto ne mastica già da un po' ed è alla ricerca di un mezzo facile, svelto nel quotidiano e divertente tra le curve. Con questa naked instaurare un feeling immediato è un gioco da ragazzi.

Merito di una ergonomia di seduta quasi perfetta (il quasi è per la poca distanza tra sella e pedane per chi va dal metro e 80 in su), della buona abitabilità offerta da entrambe le selle e, soprattutto, dagli svasi del serbatoio che permettono di stringerlo bene con le gambe e del largo manubrio a sezione conica come sulle "sorelle" di maggiore cilindrata (la cui leva rende semplice anche il tornante più stretto).
E poi, il pezzo forte della nuova naked pesarese: l'accoppiata motore-ciclistica davvero ben accordata. Il bicilindrico, che si può considerare la "metà" del quattro cilindri in linea montato sulla Benelli BN600R, ne eredita l'erogazione un po' appuntita: per tirargli fuori il meglio bisogna farlo girare sempre allegro, con la lancetta del contagiri che balla tra gli 8.000 e gli 11.000. In questo range, il twin frontemarcia della naked italo-cinese è un bel peperino, spinge sempre con discreta verve, rispondendo con buona reattività a ogni richiamo del comando del gas, sottolineato da un sound aggressivo e galvanizzante proveniente dallo scarico. Un carattere che unisce la sportività del marchio marchigiano con la passione per i motori "urlanti" da parte del pubblico asiatico. Sotto, invece, il due cilindri della BN302 mostra il suo lato più dolce e docile, esaltato da un'erogazione molto fluida e lineare.

La rapportatura del cambio piuttosto corta rende il tutto godibile e davvero poco impegnativo nel traffico. Un bicilindrico, quindi, dalla personalità piuttosto spiccata e che si differenzia dalla diretta concorrenza, più lineare e costante. Ci ha convinto anche il pacchetto ciclistico, che sull'asfalto abbondantemente innaffiato dalla pioggia ci ha messo a nostro agio come se stessimo guidando sull'asciutto. La velocità di crociera ovviamente non era sostenuta, ma la taratura morbida e la più che discreta scorrevolezza di entrambe le sospensioni, ci hanno permesso di sfruttare la reattività del telaio in inserimento di curva, la stabilità nei cambi di direzione e il comportamento molto progressivo e sincero dei pneumatici Pirelli Angel GT di serie, ottimi nel drenare i fiumi d'acqua che scendevano dalla collina.

Che dire dei freni... poco sulla loro effettiva forza frenante, che non abbiamo potuto verificare a fondo, se non che l'attacco inziale del doppio disco anteriore non è particolarmente aggressivo, mentre buona ci è parsa la modulabilità di entrambi gli impianti.

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  • riiado
    Imbarazzante... - La somiglianza con la Yamaha X6J e la ER6 e' imbarazzante, al limite del plagio e di una possibile denuncia. Lo dico da Designer: non si poteva fare una modo meno "unica" di questa. Di cineserie credo ne abbiamo le p...e piene! Fate disegnare le moto a chi sa davvero fare cose originali e uniche, MV insegna...

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