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Kymco Downtown 300i ABS: le due facce del trecento

di Stefano Borzacchiello, foto Massimiliano Serra il 23/10/2014 in Anteprime

Agile in città, veloce nei trasferimenti: il "midi" taiwanese si conferma un buon prodotto. Arrivano nuovi particolari cromati, una sella rivista e una differente taratura delle sospensioni. In vendita a 4.700 euro c.i.m.

Kymco Downtown 300i ABS: le due facce del trecento
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Negli ultimi anni la Kymco si è tolta di dosso l'immagine di produttore di mezzi low-cost, grazie a scooter ben curati e performanti come il Downtown 300. Un commuter che nel giro di poche stagioni si è ritagliato un posto di primo piano nelle classifiche di vendita e che si presenta con un leggero restyling. In vendita già dalla scorsa primavera è identificato come my 2015. Per riconoscerlo basta guardare i fianchetti, dove spiccano nuovi fregi cromati.
Piccoli dettagli che non ne hanno mutato la sostanza e soprattutto la praticità. Il sottosella, ampio, è in grado di contenere due caschi integrali, mentre nel retroscudo oltre ad esserci un comodo gancio portaborse è ricavato un vano di medie dimensioni con tanto di presa 12V. La sella ora ha una nuova conformazione e un efficace rivestimento antiscivolo che nelle frenate evita di finire sull'estremità.

Cambia la seduta, ma la posizione di guida è rimasta invariata: che siate alti o bassi non fa differenza, lo spazio a bordo non manca e seppure il tunnel centrale sia largo, i piedi riescono a trovare sempre una sistemazione sulle pedane laterali, l'unico appunto va all'impossibilità di poter stendere le gambe in avanti nei lunghi trasferimenti. Il manubrio è posizionato alla giusta altezza e, come chicca, le leve dei freni sono regolabili nella distanza: un accorgimento che di norma non si trova sugli scooter e si rivela importante per chi ha le mani piccole. La protezione dell'ampio frontale è buona, mentre il cupolino ripara bene il busto ma lascia esposto il casco.
Per aumentare il comfort, sul Downtown è stata rivista la taratura degli ammortizzatori posteriori e anche quella della forcella. Ora nei tratti guidati il Kymco, nonostante la mole e le dimensioni, si rivela più divertente e piacevole da guidare. È sempre uno scooter, sia chiaro, ma garantisce inserimenti in curva precisi e il suo telaio è in grado di reggere anche un'andatura allegra. Il monocilindrico ha una bella verve e grazie alla trasmissione fluida e ben tarata, oltre ad offrire un buono spunto nelle partenze e ripartenze imposte dalla guida cittadina, se la cava con disinvoltura anche nei lunghi trasferimenti autostradali, dove ha ancora la spinta necessaria per affrontare un sorpasso.

Le prestazioni del mono non fanno quindi rimpiangere di avere sottomano "solo" un 300 cc. Il Downtown si guida molto intuitivamente e invita a seguire il rapido succedersi delle curve mantenendo un buon ritmo. L'impianto frenante è efficace e gestibile e l'ABS è ben tarato, tanto che si avverte la sua presenza solo tirando a fondo le leve. Infine, una nota sui consumi che fra città e tangenziali nel nostro test non sono mai scesi sotto i 23 km/l.
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