Test Valencia: Stoner che missile!


di Marco Masetti, foto di Mirco Lazzari mercoledì, 10 novembre 2010
L'australiano abbassa tutti i tempi realizzati dalla Honda nelle prove del GP. Secondo Lorenzo, Rossi quindicesimo


Casey Stoner, subito a suo agio sulla Honda RC212V Casey Stoner, subito a suo agio sulla Honda RC212V

 
Valencia (SPA) - Chiusura di test e di stagione a Valencia, con due certezze: Jorge Lorenzo - a parte un giro fantastico di Casey Stoner che si piazza in testa alla classifica a pochi minuti dalla fine della sessione - è il più forte, la Yamaha è la moto migliore.

Non sono certo delle novità, direte, visto che è tutto scritto nelle classifiche del mondiale. Per ora il valzer dei cambi di squadra ha pagato di più in casa Honda, con l'HRC che si è ritrovata tra le mani uno spettacolare Casey Stoner che con una guida bellissima e spettacolare comanda lo squadrone nel quale Marco Simoncelli fa più bella figura di Dani Pedrosa e Andrea Dovizioso, nonostante una caduta nel mattino.
Anche la promozione di Ben Spies alla squadra ufficiale ha subito dato la carica in più ad un pilota che dall'inizio dell'anno ha avuto un grande crescita. 
In pista telai nuovi, motori rivisti, tanta elettronica, forcelle evoluzione ma soprattutto una moto nera con il numero 46 sulla carena, quella di Rossi. Ieri, al debutto, era indietro, oggi pure.
Quindicesimo crono di giornata a 1.582/000 da Lorenzo, quello che fino a poco tempo fa era l'ex ragazzo di bottega che correva nel suo team. Cosa è successo? Perché Rossi è così indietro? Visto che il pilota non può parlare e riferire di impressioni e espressioni di uomini del suo box (Uccio, Brivio, eccetera), per capire può essere utile una frase che descrive la situazione: "C'è molto da lavorare". Esattamente il "mantra" che Loris Capirossi ripeteva ad ogni test e a ogni gara nei momenti difficili. Insomma, dall'interno del box 17 di Valencia vengono sorrisi un po' tirati e facce che esprimono un po' di preoccupazione.
Inevitabile andare coi ricordi al debutto sulla Yamaha, miglior tempo nel primo test all'inizio del 2004. Errore: erano altri tempi, la pista era quella di Sepang, amatissima da Rossi e non l'infida Valencia dalla quale sono arrivate sempre più delusioni che gioie. Erano anche altri tempi per l'anagrafe, nel senso che Rossi poteva affrontare le cose con più grinta e maggior scatto. Perché a 24 anni uno sportivo è diverso rispetto ad uno più vecchio di sei anni.
Tuttavia sappiamo che a Rossi, in questa fase, è stato chiesto un altro lavoro: scegliere la base dalla quale far evolvere la Desmosedici, tipo di motore compreso. Ma gli uomini abituati a vivere il mondo delle gare sanno bene che un progetto vincente va forte subito e non ha bisogno di tanti cambi rivoluzionari.
Sotto questo profilo la velocità con la quale Stoner ha fatto segnare tempi di rilievo con la Honda fa capire che la compagine nippo-australiana è già competitiva. E poi, se è vero che la Yamaha ha cambiato poco dal punto di vista tecnico, la Honda ha fatto una mezza rivoluzione: telaio inedito e motore rivisto per i suoi ufficiali, come dire che la moto è tutta nuova. Come lo è la Ducati per Rossi, né più né meno...
C'è poi una considerazione che in in pochi hanno fatto: Rossi, andando via dalla Yamaha, ha lasciato campo libero a Lorenzo, ha fatto promuovere al livello massimo Spies e ha permesso a Stoner di accomodarsi sulla Honda. Una reazione a catena che ha avuto benefici effetti sulla griglia di partenza. Novità esaltanti per chi segue questo sport, ma anche ostacoli complessi da superare per lo stesso Rossi e la sua nuova avventura targata Bologna.
Lasciamo stare sondaggi e processi alle intenzioni: nessuno può ancora dire se l'operazione Rossi-Ducati si rivelerà un buon affare. Per ora possiamo solo ripetere, come avrebbe fatto Capirossi, che "c'è ancora molto da lavorare".


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