Superleggera, special by OMT Garage


di Marco Gentili, foto di Cristiano Morello martedì, 19 dicembre 2017
Prendi una VOR 503 e strapazzala fino a cambiarle aspetto e destinazione, ma senza farle perdere un briciolo della personalità. Così i ragazzi della OMT Garage sono riusciti a tirare fuori dal cilindro una stupenda supermono. Vi raccontiamo come è nata e i segreti della sua trasformazione



La special Superleggera realizzata da OMT Garage è davvero qualcosa di estremo, ambizioso, a tratti folle. "La più bella che abbia mai fatto – dice Marco Troiano – e senza dubbio la più divertente da guidare". Già, bella questa cafe racer in alluminio, che per chi conosce le creazioni di OMT è una sorta di marchio di fabbrica.

Ma che moto è? "Era quella con cui correvo il campionato italiano Supermotard nel 1999 e 2000, una delle mie moto preferite". Supermotard? Cafe racer? Qualcosa non torna. Il salto triplo di Marco Troiano parte da una VOR SM 503 del 1998 finita nel dimenticatoio della sua officina e trasformatasi nella Superleggera.

"Di originale c'è solo il motore, che abbiamo revisionato e migliorato con un alzavalvole nuovo, anche perché la VOR aveva una compressione esagerata e la leva dell'avviamento in avanti. Dovevamo trasformare quella specie di macchina spezza-tibie in una moto più civile".

Attorno al monocilindrico "da gara" da 503 cc Marco ha creato il suo mondo: ha forato il telaio per alleggerirlo, ma allo stesso tempo lo ha irrigidito montandovi sopra una serie di tubi di riporto in acciaio. L'effetto ottico dà leggerezza, nella prova dei fatti la sua ossatura è solidissima, anche più dell'originale.


I segreti della trasformazione

Ma perché trasformare una supermotard in una cafe racer? "Per come vedo io questo tipo di moto, devono essere piccole, essenziali e leggere. Sono partito da uno schizzo fatto su carta ma avevo già in testa questa moto". Se i cerchi da 17" i originali si sono salvati, a cambiare sono le "scarpe", con un paio di Metzeler slick a tenerla incollata all'asfalto.
Il forcellone è lo stesso della VOR 503 di partenza, però più corto di 2 cm, mentre la forcella è una Paioli di derivazione motard, anche in questo caso con un offset ridotto di 20 millimetri. L'idea di Troiano era quella di realizzare un omaggio all'italianità. E tra componenti e lavorazioni c'è riuscito. Il suo unico cruccio è quello di non aver trovato un sostituto nostrano all'altezza per il monoammortizzatore: la scelta è caduta su un Öhlins, accorciato nella corsa. Dalla cintura in su, Marco si è sbizzarrito non poco. Lastre di alluminio, olio di gomito e giù di martello: come un novello Efesto, ha realizzato il serbatoio, il cupolino, gli attacchi in alluminio dei semimanubri, il codino e il radiatore.
 

Una special omologata

Quest'ultimo è un pezzo unico (a differenza dell'originale che era in due parti), che facilita e migliora il raffreddamento del motore. Tutto fatto in casa, anche l'impianto di scarico: a occhio nudo sembra aperto "Ma abbiamo realizzato un impianto a sogliola con db killer", rassicura lui. Che questa moto la usa e vuole continuare a portarla in giro: "La Superleggera è omologata, ha le luci e gli stop (incastonati sotto al codino, come sulle supersportive; ndr) a norma".

In questo esemplare non sono montati gli indicatori di direzione, ma esistono e possono essere sistemati sulla parte esterna dei semimanubri. Curiosa la scelta del sellino monoposto: a prima vista sembra scomodo e in sughero, ma si rivela una comoda seduta in similpelle.

Il bello della Superleggera comunque è guidarla, almeno a detta del suo creatore: "La prima volta che l'ho portata in pista, in un kartodromo, mi sono gasato: è divertente come un cinquantino, ma ha un rapporto peso/potenza da urlo: 58 CV per soli 98 kg con il pieno".