Ape Piaggio: una storia italiana


dalla Redazione martedì, 9 gennaio 2018
Conosciuto in tutto il mondo, una versatilità senza pari. Nessun veicolo commerciale può vantare una storia come la sua che vi raccontiamo anno dopo anno a partire dal 1948



Nel 1948 entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana e l’11 maggio Luigi Einaudi è eletto Presidente. Gino Bartali vince per la seconda volta il Tour de France, il Torino conquista lo scudetto, le Olimpiadi di Londra vedono le vittorie di Zatopek e Consolini. Gli Oscar vanno a Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, all’Amleto e a Laurence Olivier. Vengono pubblicati Menzogna e sortilegio di Elsa Morante, Don Camillo di Giovanni Guareschi, Il nudo e il morto di Norman Mailer, I giovani leoni di Irwin Shaw.

Nascono il disco a 33 giri, il transistor, la cibernetica. Il reddito pro-capite annuo degli italiani è di 139.152 lire. Per le strade d’Italia e d’Europa si vedono sempre più scooter Vespa: la Piaggio arriva a produrne 19.822, un deciso balzo in avanti rispetto ai 2.464 scooter costruiti nel 1946, l’anno del lancio. L’economia italiana si sta faticosamente rimettendo in moto e con essa l’industria, i commerci, le attività artigianali.

Il trasporto delle merci è affidato a grandi autocarri, ancora di chiara derivazione militare, a costosi veicoli commerciali di tipo automobilistico o a pesanti e lenti motofurgoni; mentre nelle città si incrociano soprattutto tricicli a pedali o carretti a mano. Come nel caso di Vespa, dalla osservazione della realtà quotidiana con le sue esigenze nasce un’intuizione di prodotto di Enrico Piaggio e Corradino D’Ascanio. E proprio da una costola della Vespa nasce l’Ape, che inizia a essere commercializzata proprio nel 1948.

Il primo Ape del 1948 conserva della Vespa — pur nella sua struttura a tre ruote — tutte le caratteristiche fondamentali, oltre naturalmente alla parte anteriore e al motore 125cc che, proprio nel 1948, iniziava a equipaggiare lo scooter Piaggio, originariamente presentato nella cilindrata 98cc. Costa 170.000 lire.

Raccontava D’Ascanio, il geniale progettista aeronautico inventore sia della Vespa, sia dell’Ape: «Si trattava di colmare una lacuna nei mezzi di locomozione utilitaria del dopoguerra, portando sul mercato un motofurgone di piccola cilindrata, di limitato consumo e di modesto prezzo di acquisto e di manutenzione, facile alla guida, manovrabile nel più intenso traffico cittadino, e soprattutto adatto e sollecito e pronto al trasporto a domicilio della merce acquistata nei negozi».

I primi e diretti beneficiari, in questa fase, sono i piccoli e medi commercianti e la promozione del motofurgone a tre ruote si rivolge proprio a loro: «L’Ape contribuisce ad accelerare il ritmo del commercio e delle vendite, sviluppa, per così dire, in estensione il traffico di un negozio e crea col cliente un collegamento quanto mai gradito». Il risultato di questa brillante intuizione è eclatante. Sciami di Ape iniziano a scorrazzare in un’Italia “in bianco e nero” portando sul cassone la scritta — in bella grafia — della ditta servita.

1952. La prima evoluzione

Nell’estate del 1952 viene aumentata la potenza, — l’Ape cresce anche nella cilindrata che passa da 125 a 150cc — e di pari passo aumenta anche la portata, che fino ad allora era stata di solo 200 chili. Successivamente viene cambiato anche il pianale, che nel 1954 è realizzato in acciaio: quando tutti questi aggiornamenti vengono portati a termine nasce un nuovo modello, l’Ape C, un minuscolo autocarro capace di caricare fino a 350 chili. Il battesimo di questo nuovo Ape viene accompagnato da un’adeguata campagna di promozione, attraverso la stampa di milioni di pieghevoli in cinque lingue e con una rilevante azione di promozione presso i punti di vendita. E’ l’Italia del boom che bussa alle porte.

Dal ’58 al ’68. Crescono le dimensioni, aumentano le dotazioni, arriva un Ape… a cinque ruote. Quello di Ape è un mondo in continua evoluzione. Nel 1958 nasce l’Ape D: dimensioni ancora maggiori, cabina completa di porte, proiettore anteriore montato sullo scudo della cabina anziché sul parafango, cilindrata di 170cc. Tutti ormai associano il trasporto leggero a questo tre ruote assolutamente geniale per contenuti e praticità. L’immagine dell’Ape si sta radicando e, sfruttando appieno le tendenze che si vanno manifestando sul piano sia sociale sia culturale, Piaggio conia lo slogan «Ape, il veicolo che vi aiuta a guadagnare».

L’evoluzione tecnica dell’Ape continua: nel 1961 Ape compie addirittura il “salto” a cinque ruote con il modello Pentarò, un originale veicolo di grande portata (700 kg) sviluppato sull’esempio dei più grandi autoarticolati. Del 1966 è invece Ape MP, la cui cabina intende offrire al conducente (e all’eventuale passeggero) una migliore abitabilità e un comfort paragonabile ai furgoni di tipo automobilistico. Cresce la cilindrata del motore (sempre a due tempi) che tocca i 190cc, ma soprattutto cambiano le soluzioni tecniche e progettuali che rendono il veicolo ancor più razionale. Il motore è installato posteriormente su una struttura a “slitta”, la trasmissione non è più a catena ma diretta sulle ruote posteriori con semiassi, bracci oscillanti in lamiera, molle in gomma ed ammortizzatori idraulici. Nel 1968, con il modello Ape MPV, sull’Ape debutta il volante offerto in opzione rispetto alla guida a manubrio di tipo scooteristico.

1969. Nasce “l’Apino”: un “commerciale” di soli 50cc di cilindrata

Soltanto un anno dopo, nel 1969, una nuova importante nascita: Piaggio presenta l’Ape 50, a suo modo un evento perché è il primo modello della gamma Ape appartenente alla categoria ciclomotori. Ape 50 nasce — come spesso è avvenuto nella storia dei prodotti Piaggio — per replicare nel campo del trasporto leggero il successo incontrato tra le due ruote dalla Vespa 50, lanciata nel 1964 a seguito delle nuove normative del Codice della Strada italiano, che impongono la targa ai veicoli di cilindrata superiore.

1971. Arriva l’Ape Car

Ma la vera “rivoluzione” avviene nel 1971, quando viene lanciato l’Ape Car, un modello che si pone in concorrenza con gli autocarri leggeri ed è caratterizzato dal design estremamente moderno per l’epoca. L’Ape Car si distingue per una nuova scocca di maggiori dimensioni per la cabina più grande e confortevole. La guida è a volante; il motore 2 tempi da 220cc è installato sempre posteriormente su una specifica struttura a slitta. Anche la comunicazione pubblicitaria di Piaggio insiste sulla “contiguità” di questo nuovo modello con i veicoli commerciali strettamente derivanti dall’auto.

1983. L’Ape di Giugiaro

L’Ape Car è un successo enorme, per un nuovo cambiamento tecnico-progettuale di tale portata occorre attendere il 1982, anno di nascita dell’Ape TM: il veicolo è completamente nuovo, il design — opera di Giorgetto Giugiaro — le dimensioni della cabina, la guida con volante e il cruscotto di tipo automobilistico sono tutti elementi che accentuano le doti di comfort e abitabilità del veicolo. Nuove anche le sospensioni, indipendenti a bracci oscillanti, con tamburi freno in lega leggera, e le ruote da 12 pollici. Ape TM, tuttora prodotto, è uno dei veicoli della gamma Ape di maggior successo grazie alle sue caratteristiche di robustezza e alle prestazioni.

1984. La conversione al gasolio

Sebbene il motore due tempi sia ancora il cuore pulsante di Ape, i tempi sono maturi per l’arrivo di nuove motorizzazioni. Nasce così il primo Ape con motore a gasolio. Ape Car Diesel è equipaggiato con una nuova motorizzazione Diesel 422cc con cambio a 5 marce. Un motore anch’esso rivoluzionario visto che è il più piccolo Diesel a iniezione diretta del mondo. Due anni dopo, nel 1986, Ape conquista il record di portata con la versione Max che può trasportare fino a 9 quintali di merce.

1994. Largo ai giovani

Un’altra “escursione” dell’Ape — questa volta non nel mondo delle quattro ruote, ma nell’universo giovanile — si registra a metà degli anni Novanta quando, è il 1994, viene lanciata la fortunata serie speciale Ape Cross che conosce un rilevante successo commerciale.
Derivato da Ape 50, Ape Cross si rivolge ai numerosi ragazzi che utilizzano l’Apino come veicolo alternativo alle “due ruote”: è equipaggiato con un roll-bar, dietro la cabina trova posto un comodo e capiente bagagliaio, i colori giovani e brillanti sono “fuori serie” rispetto alla gamma dei veicoli commerciali Piaggio, sono addirittura disponibili antifurto elettronico, autoradio stereo con altoparlanti.

2007. Il ritorno del Calessino

A partire dagli anni ‘50, Ape costruì il suo fascino senza tempo legando anche la sua immagine ai fotogrammi dei divi di Hollywood in villeggiatura nelle isole del Mediterraneo, dove spesso venivano raggiunti dai paparazzi e fotografati sull’Ape usato per muoversi nelle località di vacanza. Ape entrò da protagonista nella vita mondana di località mito come la Versilia, Capri, Ischia, Portofino,
Nel 2007 Piaggio ha introdotto sul mercato una serie limitata (999 pezzi numerati) ed unica: Ape Calessino. Ape Calessino è un omaggio alla storia del veicolo ed è, allo stesso tempo, una proposta per la mobilità personale in ambiti esclusivi. Ape Calessino ha reinterpretato il mitico design degli anni ’60 (inserti in legno, cromature, elegante livrea blu vintage) che richiama tutti i valori della solarità tipica del Mediterraneo. L’interesse suscitato su tutti i media è stato estremamente significativo.

2010. Ape Calessino Electric Lithium

Con la versione a propulsione elettrica Electric Lithium, Ape Calessino guarda al futuro, proponendo un’idea di mobilità realmente alternativa. Ape Calessino Electric Lithium è infatti un veicolo a “emissioni zero” dotato di propulsione elettrica con batterie al litio di ultima generazione: un mezzo assolutamente pulito, silenzioso e versatile, che unisce alle doti di praticità, eleganza e maneggevolezza che hanno fatto la fortuna di Ape Calessino, la possibilità di accedere a tutti quegli spazi solitamente preclusi ai mezzi con la tradizionale propulsione termica, come aree di particolare rilevanza naturalistica e ambientale, centri storici e Zone a Traffico Limitato.

2013. Ape Calessino 200

Equipaggiata con un motore a benzina di 200cc, Ape Calessino diventa ancora più agile e di dimensioni più contenute, successivamente viene presentata la versione HL (High Line) con finiture particolari più ricca della precedente, dal 2017 il modello è unificato nella versione più prestigiosa e viene introdotta la motorizzazione benzina Euro 4.

Ape oggi

Dimensioni compatte, estrema maneggevolezza, basso costo d’acquisto e di esercizio, grande capacità di carico e una robustezza ai limiti del leggendario sono — oggi come settant’anni fa — i punti di forza della gamma Ape. Un veicolo che, pur mantenendo immutata la sua filosofia costruttiva, si è modificato continuamente per rispondere sempre meglio ai mutati bisogni di mobilità professionale.

Oggi, dopo quasi 2 milioni di unità vendute solo in Europa Ape costituisce ancora uno dei prodotti di riferimento per il Gruppo Piaggio. Ogni anno più di 10.000 Ape escono dagli stabilimenti di Pontedera per lavorare sulle strade di tutta Europa. Ape è oggi disponibile, per il mercato Europeo, nella versione 50cc benzina, e nelle due serie speciali Classic e Calessino, entrambe con motorizzazione Euro 4.

Ma il successo di Ape va ben oltre i confini del vecchio continente, è un vero e proprio successo mondiale. Dal 1999 Ape è prodotto – nelle versioni Diesel 501cc e 601cc - anche nello stabilimento indiano di Piaggio Vehicles Private Limited (controllata al 100% dal Gruppo ) a Baramati, nello Stato del Maharashtra. Ogni anno sono prodotti per il mercato indiano ed asiatico più di 150.000 Ape, e Piaggio (che ha registrato una straordinaria crescita della propria produzione indiana, pari a 35.000 veicoli cinque anni fa) è leader assoluto del mercato indiano delle 3 ruote.

Tutte le nuove motorizzazioni sono perfettamente in linea con le più severe normative Europee in termini di emissioni ma l’Ape di oggi è anche caratterizzato da nuovi allestimenti nuove versioni e nuove modalità di impiego che non si limitano al solo scopo lavorativo. Ape è infatti sempre più utilizzato da numerose aziende che, per pubblicizzare i loro prodotti, utilizzano il 3 ruote di Pontedera come sinonimo di simpatia, solarità e Made in Italy all’interno di spot televisivi o delle campagne stampa.
Ape è stato inoltre impiegato anche nei modi più raffinati ed esclusivi: da punti di distribuzione mobile per esclusivi aperitivi e assaggi legati al mondo slow food a mezzo originale e alternativo per la presentazione on the road di prestigiose collezioni di abbigliamento.