Vespa Sei Giorni: SIX DAYS


Stefano Borzacchiello mercoledì, 18 ottobre 2017
Piaggio celebra l'anima sportiva della Vespa con un'edizione speciale dal look ispirato al modello che prese parte alla celebre Sei Giorni Internazionale del 1951 di Varese. Per provarla siamo tornati su quelle strade



Ci sono le moto, ci sono gli scooter e c'è... la Vespa. Un modello a cui le categorie vanno strette. Piaggio ben conosce l'importanza di avere nella propria gamma il patrimonio della scocca portante in lamiera di acciaio, che dopo settanta anni di storia piace sempre di più in tutto il mondo; e quest'anno ha deciso di rendergli omaggio con una versione speciale che richiama la sua tradizione sportiva.

La storia della Vespa è infatti costellata anche di successi nelle competizioni. Record conquistati in anni in cui le gare, ancor più di oggi, servivano a dimostrare la bontà di un progetto e la sua resistenza in condizioni di utilizzo estreme. Come la celebre "Sei Giorni Internazionale", una gara di Regolarità (oggi si dice enduro) a cui Piaggio decise di partecipare nel 1951 preparando per l'occasione una Vespa da corsa che sorprese tutti arrivando senza problemi al traguardo, nonostante i vari tratti di percorso non asfaltati e accidentati. Il clamore fu tale che in Piaggio decisero di produrre una serie limitata chiamata appunto Sei Giorni. Sessantasei anni dopo ecco una serie speciale, che porta esattamente lo stesso nome.

DETTAGLI CHE CONTANO
Realizzata partendo dalla collaudata scocca della GTS 300, la nuova Vespa Sei Giorni si distingue per particolari dedicati come il fanale basso montato sul parafango anteriore, il cupolino brunito e il manubrio tubolare a vista – proprio come sulla Vespa Sei Giorni degli Anni 50 – al centro del quale è inserita una strumentazione con tachimetro analogico su fondo bianco.
Anche la colorazione è un richiamo al passato. Immancabili le tabelle portanumero nero, identiche a quelle usate sulle Vespa della Squadra Corse. Neri sono anche i cerchi e il silenziatore. La sella ha un look monoposto, seppure in realtà sia omologata anche per il trasporto del passeggero. Tocco finale la targhetta "Special Edition" applicata nel retroscudo, con il numero di serie che ricorda l'esclusività di questo modello. Allo stile curato e alla qualità che da anni contraddistingue la Vespa, si accompagnano una linea di accessori e gadget dedicati... e soprattutto la praticità di sempre: un sottosella spazioso, la pedana ampia, un vano retroscudo protetto da sportellino in cui è inserita una comoda presa USB e l'immancabile gancio portaborse. Perché è una Vespa sì sportiva, ma che ha nel suo DNA la praticità nell'uso quotidiano.

IN CITTÀ E FUORI
E proprio nell'uso di tutti i giorni anche la Sei Giorni si conferma la compagna perfetta per spostarsi rapidamente in città. Agile, maneggevole, comoda, ben frenata, nel traffico grazie anche al peso contenuto consente di muoversi con molta disinvoltura. Il motore 300, ora Euro4, unito a una trasmissione a punto e fluidissima, offre un ottimo spunto al semaforo e si rivela sempre pronto anche ai medi regimi.

La posizione di guida mette tutti d'accordo, e se in città è nel suo habitat, la Vespa Sei Giorni ci ha sorpreso per la sua piacevolezza di guida, anche su una strada tortuosa come il percorso storico della Sei Giorni di Varese, su cui si è svolto il press test. Qui oltre alle emozioni che si provano percorrendo quella che è stata una strada (oggi asfaltata) teatro di sfide estreme e polverose, della nuova Vespa Sei Giorni si apprezza la stabilità e la sua inclinazione ad assecondare una guida disinvolta fra una curva e l'altra, che regala un gran feeling e rende il viaggio gustoso ma al tempo stesso poco provante, per il ridotto impegno richiesto nella guida.

La strada della Sei Giorni non lascia infatti il tempo di distrarsi: le curve e i tornanti si susseguono uno dopo l'altro, e se il bosco e la roccia hanno il loro fascino... non sembrano vie di fuga invitanti. Anche sulle salite il motore si fa apprezzare per il tiro e l'assenza di vibrazioni. Sui saliscendi la frenata ci ha convinto, non morde, ma è pronta e ben modulabile e conta su un ABS ben tarato, che non entra mai a sproposito. Insomma, guidando la Sei Giorni su una strada tutte curve abbiamo capito che lasciare la Vespa parcheggiata nel fine settimana è un vero peccato. 

Per mettersi in garage un mezzo esclusivo, va da sé che bisogna mettere in conto una spesa superiore alla media di un pari cilindrata: 6.490 euro chiavi in mano. Da considerarsi come un investimento in capitale... circolante.


LA STORIA
Nel dopoguerra le gare di regolarità venivano organizzate per mettere alla prova uomini e mezzi: si trattava di prove massacranti, che si disputavano su percorsi durissimi, lunghi centinaia di chilometri. La Sei Giorni Internazionale era una di quelle più importanti e si disputa ancora oggi con il nome di ISDE (International Six Days Enduro). Nel 1951 per dimostrare ancora una volta la bontà e la resistenza della Vespa, la Squadra Corse Piaggio decise di prender parte alla Sei Giorni Internazionale che, giunta alla 26esima edizione, si svolgeva a Varese.

Le dieci Vespa al via furono accolte dallo scetticismo generale: cosa avrebbero potuto contro vere moto da off-road pensate per le competizioni? Invece Piaggio, con il modello realizzato proprio per quella gara partendo dalla versione Sport, ottenne un grande risultato arrivando alla fine e conquistando ben nove medaglie d'oro individuali; una sola Vespa delle dieci non concluse la gara per colpa di una caduta. Fu un risultato che lasciò il segno, ottenuto su impervi percorsi fuoristrada e con una gara di pura velocità sul circuito di Monza, che valse a Piaggio anche la Medaglia d'Oro dell'Industria come unica squadra italiana a vincere la prova. Protagonisti di quell'impresa furono Gronchi, Cau, Mazzoncini, Merlo, Nesti, Opessi, Riva, Romano, Vivaldi e Biasci.

Tale affermazione spinse quindi la Piaggio a realizzare una versione replica di quel modello: la Vespa Sport Sei Giorni, un mezzo esteticamente molto simile al modello di serie, da cui si distingueva soprattutto per il motore maggiorato, il serbatoio aggiuntivo dietro la sella, lo scudo più avvolgente, la pedana rastremata per accentuare le pieghe e il coperchio laterale destro più grande per ospitare il carburatore sul cilindro. Immancabile la ruota di scorta al centro della pedana. Oltre ad essere prodotta in serie limitata, era un mezzo da corsa per pochi visto che costava quasi quattro volte la versione normale!

Questo modello veniva venduto a particolari condizioni: una era che la cassa con la Vespa, una volta giunta alla concessionaria, fosse aperta da un tecnico di Pontedera che avrebbe curato la messa a punto. La Sei Giorni del 1951 è in assoluto uno dei più modelli leggendari nella storia di Vespa: oggi è ricercatissima dai collezionisti, ed è una delle Vespa di più alto valore essendo stata prodotta in un numero limitato di esemplari, circa 300, destinati alle gare di regolarità.

PREGI
Stile
Maneggevolezza
Praticità

DIFETTI
Prezzo

Dati tecnici
Motore
1 cilindro orizz. 278,0 cc; 15,6 kW (21,2 CV) a 7.750 giri, 22,0 Nm (2,2 kgm) a 5.000 giri; serbatoio 8,5 lt t 

Trasmissione 
automatica con frizione centrifuga 

Ciclistica 
scocca in lamiera d'acciaio; sosp. ant. monobraccio con molla elicoidale e ammortizzatore idraulico, sosp. post. doppio
ammortizzatore regolabile nel precarico 

Pneumatici (Freni) 
ant. 120/70-12 (disco 220 mm); post. 130/70-12 (disco 220 mm) 


Dimensioni (mm) 
altezza sella 790 mm, interasse 1.375 mm, lunghezza 1.950 mm, peso n.d. 

Dotazione
freno di stazionamento non presente, pedane passeggero estraibili, presa USB, cavalletto centrale e laterale, vano sottosella
2 caschi demi-jet, 1 vano retroscudo con serratura

Colori disponibili

Verde

ABBIGLIAMENTO UTILZZATO
Casco Tucano Urbano El'Jet 1300 (€ 149), giacca Tucano Urbano Pol (€ 165), guanti Tucano Urbano MRK Pro (€ 54,90), pantaloni Tucano Urbano Gins (€ 95), Scarpe TCX Street Ace WP (€ 139).