Borile, la famiglia si allarga


di Lorenzo Cascioli venerdì, 20 febbraio 2015
È entrata in produzione la Multiuso 125, che affianca la nota 230. Costa 3.750 euro e viene prodotta all’interno del nuovo sito produttivo di Cinisello Balsamo (MI). In fase di progetto anche una cafe racer 300 che dovrebbe costare 5.000/6.000 euro



Ogni tanto ci ritroviamo a parlare di Borile, e ogni volta ci accorgiamo che fa un passo avanti. Per dirla in gergo calcistico, Borile concretizza… Rimane l’estro dell’artista, certo: l’Umberto che lavora nella sua tana a Vo’, nei Colli Euganei. Lui che salda, taglia, martella, sforna idee e moto speciali. Ma da qualche tempo Borile è più di un uomo. È un’azienda.
Alla fine del 2010 è stato affiancato dalla famiglia Bassi di Milano, impegnata dalla nautica al settore medico. E così il marchio Borile non è più soltanto attorniato da un alone di leggenda: è nata una rete per vendere le moto, si è organizzato un magazzino ricambi che in 24 ore spedisce in tutta Europa, ora c’è anche un nuovo sito per produrre la Multiuso 230, visto che le richieste aumentano. Si trova a Cinisello Balsamo, appena fuori Milano. Più comodo per la dogana, più comodo per tutto. Qui arrivano i telai, le ruote, i motori: tutto stoccato, bello in fila. E c’è un’isola produttiva dove due persone lavorano solo per il montaggio, assemblando una moto al giorno.

Per ora, perché se le richieste dovessero aumentare, lo spazio per altre isole produttive non manca. Al piano superiore, come in tutti i capannoni moderni, ci sono gli uffici: qui c’è la scrivania di Alberto Bassi, un ragazzo che da universitario sognava le moto di Umberto Borile e che ora gli fa quadrare i conti.
 

Ma parliamo di moto. La Multiuso 230, in vendita a 4.490 euro, è ormai una gran bella realtà. A dir poco strana nel look, è un oggetto capace di arrampicarsi dappertutto, quasi come un trial, senza negare qualche piccolo comfort per chi la vuole usare tutti i giorni. Una sella degna di tale nome e un avviamento elettrico, tanto per capirsi. Il telaio è un “tubone” in alluminio che ingloba serbatoio e cassa filtro, sorreggendo un motore quattro tempi monocilindrico che più semplice non si può.

La ciclistica presenta componenti interessanti, come la forcella Marzocchi da 40 mm, con piastre di sterzo in ergal, ricavate dal pieno. Ora arriva anche la Multiuso 125. Stesso concetto, stesso divertimento (l’abbiamo provata per un rapido giro cittadino ed è stato amore a prima vista). Costa 3.750 euro, il suo monocilindrico da 9 CV offre un’erogazione davvero dolce, anche più fluida rispetto ad altri 125 quattro tempi. La Multiuso è leggerissima (peso dichiarato di 78 kg) e gira in un fazzoletto. Non vediamo l’ora di saltarci addosso per un test più approfondito.

La Multiuso è la prima Borile prodotta in serie, cui presto si aggiungerà la B300 CR. Ci assicurano che sarà bellissima come la esclusiva B500 CR a cui si ispira… ma la 300 sarà una moto per tutti, spinta da un motore “civile” e con un prezzo attorno ai 5.000/6.000 euro. E la B450 Scrambler monocilindrica? Tasto dolente. Il progetto è al momento in stand-by, mentre si sta studiando una soluzione alternativa per il motore. Dall’accordo con Ducati per la fornitura dei gruppi termici del “due valvole” bolognese, infatti, si è passati alle vie legali. Con un comunicato stampa volutamente molto duro, Borile ha accusato Ducati di non aver rispettato gli impegni presi. Da Borgo Panigale hanno risposto per vie legali, ritenendo la comunicazione di Borile denigratoria, cosa poi confermata poi dal Tribunale di Bologna. Ma al di là del comunicato, da Borile vogliono che venga risarcito il danno per la mancata produzione della B450 Scrambler. Le vie legali continueranno.

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