FMI: nessun pilota con licenza italiana alle gare stradali


dalla Redazione venerdì, 5 gennaio 2018
I nuovi termini assicurativi stabiliti dalla Federmoto con Unipol non prevedono la copertura in caso di road races. I piloti italiani che vorranno partecipare al Tourist Trophy o ad altre competizioni su strada dovranno farlo con la licenza di un altro Paese



Il prossimo Tourist Trophy sarà il primo senza piloti italiani. O, almeno, senza licenza italiana. Infatti la FMI ha comunicato che non rilascerà il nulla osta a nessun pilota che farà richiesta di partecipare a una road race. In seguito al nuovo accordo raggiunto da Fmi e Unipol, infatti, che ha portato condizioni più vantaggiose agli atleti, sono state escluse dalla copertura infortuni e RC le partecipazioni a tutte le manifestazioni di velocità su strada all’estero, anche se codificate sui calendari internazionali FIME e FIM.

Serve una licenza straniera

“I piloti che volessero comunque partecipare a tali manifestazioni – dice la Federazione - saranno pertanto obbligati a procurarsi autonomamente il titolo di partecipazione presso l’organizzatore locale, consapevoli che in nessun caso la FMI potrà essere ritenuta responsabile delle conseguenze della loro partecipazione alle gare in questione”. Un problema in più per atleti come Stefano Bonetti o Alex Polita che, per continuare a correre, dovranno correre con una licenza rilasciata da una Federazione motociclistica con maglie più larghe della nostra (come quella croata).

Paton: “A fianco di Bonetti”

Una mossa, quella della federazone, che non cambia i piani di Paton, unica casa made in Italy coinvolta nel TT: “Saremo estremamente felici di poter far correre il pilota con licenza del suo paese di nascita, noi che facciamo della nostra italianità un vanto, ma saremo altresì disposti a fornire a Bonetti una Paton S1-R Lightweight ufficiale anche con licenza estera”, si legge in una nota.