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Honda V3 Turbo: il boost c’è, ma solo quando serve
Nuovi brevetti rilasciati da Honda permettono di farsi un’idea più precisa sul funzionamento del futuro V3 a sovralimentazione elettrica "part-time", come ci aspettavamo
Il prototipo del motore V3 a Eicma 2024, il prototipo della supernaked V3R che lo porterà al debutto a Eicma 2025, e tutto lascia intendere che vedremo la Honda V3 e-turbo (che Honda chiama, in maniera più precisa, “e-compressor”) in versione definitiva a Eicma 2026, quindi fra poco meno di 5 mesi.
Mettendo insieme due elementi esotici come il frazionamento dispari su un motore a V e la sovralimentazione, per di più elettrica, Honda è riuscita nell’intento di riattrarsi addosso tutti i riflettori dopo un periodo di appannamento della sua immagine di leader tecnologico indiscusso, ormai fermo al peraltro notevole colpo del DCT, tuttora l’unica trasmissione a doppia frizione del mondo moto.
Del nuovo V3 si è detto tutto e il contrario di tutto: che è una meraviglia e che è inutile, che surclasserà la concorrenza e che non funzionerà. Si sa che la V tra le bancate è di 75° e quindi stretta, che la cilindrata è di circa 900 cc e che la potenza grazie alla sovralimentazione è a livello di un 1200, ovvero al top del mercato. Incontestabilmente è un esempio di bella meccanica e di innovazione, ma l’innovazione da sola non è mai abbastanza ad avere successo.