Su Dueruote di marzo 2006 avevamo provato la carenata col motore 4 cilindri della R1: ecco com'era andata
Il tempo passa, anche per Dueruote. Il nostro archivio, accumulato nel corso dei 21 anni di storia che abbiamo alle spalle,diventa un modo per riscoprire quindi come eravamo, almeno dal punto di vista motociclistico. Sfogliando le pagine del giornale, ritroviamo quindi con piacere una delle novità di allora, la Yamaha FZ1, in versione naked e Fazer (ossia con le semicarene). Riscopriamola nel test scritto dal nostro allora collaboratore Alan Cathcart.
I festeggiamenti per il suo cinquantesimo anniversario sono appena terminati e la Yamaha continua la sua offensiva con la presentazione delle ultime novità viste in anteprima al Salone di Parigi 2005. Dopo le nuove R1, R6, MT-03 e XV1900 è infatti la volta delle FZ1 e FZ1 Fazer, presentate ufficialmente a Cape Province, in Sudafrica. Si tratta rispettivamente di una sofisticata naked e di una eclettica sport tourer, entrambe derivate dalla supersportiva di casa Yamaha: la R1. Nonostante lo stretto legame di parentela, queste due «sorelline» dimostrano di avere caratteri assai diversi.
«Ad essere sinceri, neanche noi immaginavamo che i modelli in questione fossero così differenti nella guida fino a quando non ne abbiamo collaudato i prototipi», rivela il capo progetto FZ1 Takashi Tominaga.
STESSA BASE CONCETTUALE
Nel dar vita alle FZ1 e FZ1 Fazer, Tominaga ha seguito la stessa filosofia precedentemente adottata dalla Yamaha nella definizione delle FZ6 (a loro volta derivate dalla R6), proponendo sia una versione provvista di semicarenatura sia una completamente nuda. Il quattro cilindri, pur mantenendo le stesse misure caratteristiche di quello della R1, ha una potenza di 150 CV a 11.000 giri (25 CV in meno rispetto alla maxi sportiva), mentre la coppia è rimasta la stessa (106 Nm), ma il regime corrispondente al suo valore massimo è sceso di 2.500 giri, a vantaggio di un più ampio arco di utilizzo.
Se paragoniamo dunque la «vecchia» FZS1000 a carburatori da 143 Cv e 208 Kg con la nuova versione a iniezione elettronica, che pesa 199 Kg (194 kg la nuda), il miglioramento dal punto di vista prestazionale è evidente.
Per raggiungere questo risultato sono stati impiegati gli stessi carter, gli stessi pistoni, cilindri e testate del motore della R1 2006, ottenendo così la medesima, proverbiale compattezza ed efficacia meccanica. Il rapporto di compressione è stato abbassato (11,5:1 contro i 12,4:1 della R1), mentre l'albero motore risulta più pesante, in modo da rendere più uniforme la spinta ai medi regimi.
La testata del quattro in linea di Iwata è rimasta inalterata, con cinque valvole per cilindro e corpi farfallati Mikuni da 45 mm, ognuno dei quali munito di un singolo iniettore e di due valvole a farfalla.
MUSCLE BIKE O TOURER?
Tanta potenza quindi; se si è alla ricerca di emozioni forti, è però necessario superare la soglia dei 6.000 giri, dal momento che al di sotto di questo valore il motore è fin troppo tranquillo. Evidentemente, il più basso rapporto di compressione, il profilo meno spinto delle camme e il TPS (Throttle Position Sensor) ne hanno addolcito il carattere fino a far diventare la FZ1 una piacevole commuter per il traffico cittadino, piuttosto che una streetfighter tutta muscoli. Per sentire la ruota anteriore alleggerirsi con decisione bisogna scalare un paio di marce e aspettare che la lancetta raggiunga la parte alta del contagiri.
Sia chiaro: in alto, la potenza c'è e si sente, ma non è questo ciò che ci si aspetterebbe da una sport-tourer, né tanto meno da una nuda. La spinta è energica solo tra i 6.000 e i 12.500 giri (regime in corrispondenza del quale entra in funzione il limitatore), pertanto occorre un uso piuttosto frequente del cambio per sfruttare appieno il potenziale del mezzo. La FZ1 sfodera inoltre una frizione dalla buona funzionalità e un cambio ben spaziato: i primi quattro rapporti sono identici a quelli installati sulla R1, mentre gli ultimi due sono un po' più lunghi, per mantenere regimi non troppo elevati alle velocità di crociera.
Sulla Fazer questa soluzione si rivela azzeccata, dal momento che le permette di divorare chilometri in perfetta tranquillità senza sacrificare le doti di allungo puro.
MISSIONE MANEGGEVOLEZZA
Nel portare avanti la progettazione del telaio, Tominaga dice di aver puntato molto sulla distribuzione dei pesi piuttosto che sulla rigidità: «Molte naked in circolazione sono caratterizzate da un carico eccessivo sulla ruota posteriore che finisce col penalizzare la precisione e la maneggevolezza. Abbiamo lavorato in modo tale che la FZ1 avesse la stessa guidabilità della R1».
La posizione in sella è molto avanzata, così da trasferire ulteriore peso sulla ruota anteriore. Il senso di controllo che ne deriva è buono, così come la leva offerta dal manubrio, che scongiura precoci affaticamenti.
Il retrotreno della FZ1 è imperniato sul forcellone d'alluminio e sull'imponente pneumatico da 190/50 che assicura una buona impronta a terra in uscita di curva, ma non altrettanta comunicatività. Le capacità di inclinazione non creano problemi, se non per qualche sporadico contatto delle pedane con l'asfalto. Il comfort di marcia è invece parzialmente compromesso dall'eccessiva rigidità del mono (che, a tal proposito, fa sentire la mancanza della regolazione idraulica).
Anche la forcella Kayaba da 43 mm è un po' troppo brusca sulle asperità (non quanto l'unità posteriore, comunque). Questa presenta inoltre una diversa cartuccia idraulica per ogni stelo: in quello destro è infatti alloggiato il freno in estensione, mentre nel sinistro si trova quello in compressione.
PER TUTTI I GUSTI
Nonostante il settaggio piuttosto rigido, l'avantreno non dà origine a fenomeni di saltellamento; l'unico appunto va di nuovo allo scarso feeling offerto dall'anteriore Michelin Pilot Road. La FZ1 potrà comunque essere acquistata anche con le Dunlop D221. L'impianto frenante denota un comportamento buono, anche se un pizzico di mordente in più non avrebbe guastato. Nelle frenate decise si è infatti costretti ad esercitare una notevole pressione sulle leve; la Yamaha si giustifica dicendo che sui modelli destinati a un'utenza non troppo esperta preferisce scongiurare il rischio che si arrivi a bloccare la ruota anteriore o, peggio, a ribaltarsi in caso di «panic stop».
La natura polivalente della FZ1 è comunque sottolineata dalla disinvoltura con cui affronta i tratti di misto-stretto e dalla grande stabilità esibita sul veloce. In questi frangenti l'avantreno risulta sempre preciso e reattivo, trasmettendo al pilota lo stato di aderenza del pneumatico. Inoltre, il manubrio largo favorisce le manovre a bassa velocità e nel traffico la FZ1 si muove con scioltezza anche grazie alla frizione morbida e al motore pastoso. A tutto ciò si aggiunge anche la pressoché totale assenza di vibrazioni. Ottima, infine, la sistemazione del passeggero, soprattutto grazie ai maniglioni posti ai lati della sella ad esso dedicata.
Sia la FZ1 sia la FZ1 Fazer sono disponibili in tre colorazioni: nero, giallo e argento la prima e blu, rosso e di nuovo argento la seconda. Quest'ultima soluzione cromatica prevede il telaio anodizzato blu (per entrambe le versioni), mentre le altre varianti sfoggiano telaio e forcellone neri.
La Fazer è proposta a un prezzo di 10.790 euro, 500 in più di quanto serva per acquistare la FZ1, la versione senza carena.
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