Moto & Scooter

Ancillotti: dai vicoli di Firenze al brevetto del monoammortizzatore che il mondo intero ha copiato

Redazione
Condividi

A Novegro diciassette moto raccontano vent'anni di storia del fuoristrada italiano: dal primo telaio proprio alle invenzioni che hanno cambiato la tecnica motociclistica mondiale

Nel 1967, in una piccola officina del quartiere fiorentino di San Frediano, gli Ancillotti iniziarono a trasformare le Beta Camoscio in moto da Regolarità per i giovani piloti toscani che chiedevano qualcosa di più delle moto disponibili. Era artigianato puro, ma con dentro una scintilla di genio. Quella scintilla li portò, nel giro di pochi anni, a costruire telai propri, brevettare soluzioni tecniche inedite e conquistare titoli nazionali. Il primo grande salto arrivò con il cannotto di sterzo su rulli conici — primo brevetto ufficiale Ancillotti — che sostituiva le sfere allora universalmente usate. Poi, a fine anni '70, il colpo da maestro: il sistema Pull Shock, monoammortizzatore azionato non direttamente dal forcellone ma tramite un leveraggio che lo tirava, garantendo maggiore direzionalità e precisione. Un'invenzione che Ancillotti brevettò, ma che alla chiusura dell'azienda non fu rinnovata. Oggi quel sistema è patrimonio dell'industria motociclistica mondiale. Scopriamo, con Roberto Ungaro e la guida tecnica di Andrea Freschi del Registro storico, l'epopea mitica della Ancillotti, in un video tutto da godere!  

Editoriale Domus Spa Via G. Mazzocchi, 1/3 20089 Rozzano (Mi) - Codice fiscale, partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese di Milano n. 07835550158
R.E.A. di Milano n. 1186124 - Capitale sociale versato € 5.000.000,00 - Tutti i Diritti Riservati - Privacy - Informativa Cookie completa - Gestione Cookies - Lic. SIAE n. 4653/I/908