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Ancillotti: dai vicoli di Firenze al brevetto del monoammortizzatore che il mondo intero ha copiato

Redazione
dalla Redazione aggiornato il 17/02/2026 in Moto & Scooter

A Novegro diciassette moto raccontano vent'anni di storia del fuoristrada italiano: dal primo telaio proprio alle invenzioni che hanno cambiato la tecnica motociclistica mondiale

Nel 1967, in una piccola officina del quartiere fiorentino di San Frediano, gli Ancillotti iniziarono a trasformare le Beta Camoscio in moto da Regolarità per i giovani piloti toscani che chiedevano qualcosa di più delle moto disponibili. Era artigianato puro, ma con dentro una scintilla di genio. Quella scintilla li portò, nel giro di pochi anni, a costruire telai propri, brevettare soluzioni tecniche inedite e conquistare titoli nazionali.

Il primo grande salto arrivò con il cannotto di sterzo su rulli conici — primo brevetto ufficiale Ancillotti — che sostituiva le sfere allora universalmente usate. Poi, a fine anni '70, il colpo da maestro: il sistema Pull Shock, monoammortizzatore azionato non direttamente dal forcellone ma tramite un leveraggio che lo tirava, garantendo maggiore direzionalità e precisione. Un'invenzione che Ancillotti brevettò, ma che alla chiusura dell'azienda non fu rinnovata. Oggi quel sistema è patrimonio dell'industria motociclistica mondiale.

Scopriamo, con Roberto Ungaro e la guida tecnica di Andrea Freschi del Registro storico, l'epopea mitica della Ancillotti, in un video tutto da godere!

 

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