Moto & Scooter
Anteprima: Ducati Monster S4Rs
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La naked di Borgo Panigale non va in soffitta, anzi si rinnova diventando ancora più potente, prendendo in prestito il motore dalla 999. La componentistica è di alto livello e le finiture sono degne di una special. Il prezzo è altrettanto speciale 14.
La distanza tra sella, pedane e manubrio è ideale e il pilota si sente la moto cucita addosso
Come una vecchia amica, la Monster non delude: passano gli anni è lei è sempre lì, con il suo feeling e la sua gratificante guida. La posizione in sella è sempre la stessa, assolutamente perfetta soprattutto per la grande sensazione di controllo.
Come una vecchia amica, la Monster non delude: passano gli anni è lei è sempre lì, con il suo feeling e la sua gratificante guida. La posizione in sella è sempre la stessa, assolutamente perfetta soprattutto per la grande sensazione di controllo.
Ci si sente realmente parte integrante del veicolo, quasi il pilota fosse stato progettato insieme alla ciclistica. E allora viene voglia di iniziare a danzare tra le curve. Ma prima ancora della ciclistica di questa micidiale S4Rs si apprezza l’esuberante propulsore, un vero portento quanto a coppia e prestazioni fornite.
La sua forza non conosce limite: l’erogazione è piatta, ma assolutamente travolgente fin dai bassi regimi. E in un attimo la lancetta del contagiri vola verso il limitatore che interviene a 10.500 giri circa. Nella guida non conviene comunque solleticarlo, visto che per ottenere il meglio basta cambiare 700, 800 giri prima. E quando diciamo “il meglio” significa una velocità letta sul tachimetro di oltre 250 km/h in fondo al breve rettilineo della pista di Ronda. In quinta…
La ciclistica ha convinto, anche se il freddo della mattina ha condizionato il rendimento dei pneumatici, mai realmente in temperatura. L’agilità della S4Rs è sorprendente, vola dentro le curve in maniera esemplare e altrettanto convincente è la stabilità alle massime inclinazioni, sia sui tratti lenti, sia su quelli da affrontare a gas spalancato. L’unico limite è emerso nei cambi di direzione affrontati a velocità elevata, dove una certa liquidità di sterzo macchia l’azione. Con l’alzarsi della temperatura questo problema si è però attenuato notevolmente: poi è bastato alleggerire la presa sul manubrio e curare un po’ di più la traiettoria perché ritrovassimo la Monster che conoscevamo.
Fantastici i freni, aggressivi ma anche modulabili, come si conviene a una proposta sportiva, e come sempre impegnativa da azionare la frizione. Ci aspettavamo invece qualcosa di più dal cambio, leggermente troppo duro negli innesti.
La sua forza non conosce limite: l’erogazione è piatta, ma assolutamente travolgente fin dai bassi regimi. E in un attimo la lancetta del contagiri vola verso il limitatore che interviene a 10.500 giri circa. Nella guida non conviene comunque solleticarlo, visto che per ottenere il meglio basta cambiare 700, 800 giri prima. E quando diciamo “il meglio” significa una velocità letta sul tachimetro di oltre 250 km/h in fondo al breve rettilineo della pista di Ronda. In quinta…
La ciclistica ha convinto, anche se il freddo della mattina ha condizionato il rendimento dei pneumatici, mai realmente in temperatura. L’agilità della S4Rs è sorprendente, vola dentro le curve in maniera esemplare e altrettanto convincente è la stabilità alle massime inclinazioni, sia sui tratti lenti, sia su quelli da affrontare a gas spalancato. L’unico limite è emerso nei cambi di direzione affrontati a velocità elevata, dove una certa liquidità di sterzo macchia l’azione. Con l’alzarsi della temperatura questo problema si è però attenuato notevolmente: poi è bastato alleggerire la presa sul manubrio e curare un po’ di più la traiettoria perché ritrovassimo la Monster che conoscevamo.
Fantastici i freni, aggressivi ma anche modulabili, come si conviene a una proposta sportiva, e come sempre impegnativa da azionare la frizione. Ci aspettavamo invece qualcosa di più dal cambio, leggermente troppo duro negli innesti.
Come è fatta
Le stagioni per la Monster sembrano non passare mai e la sua capacità di rinnovarsi nel corso di questi tredici anni pare averle regalato un elisir di lunga vita. La nuova S4Rs che avevamo visto in anteprima al Salone di Milano non stravolge la filosofia Monster, ma ne esalta i contenuti per offrire una naked dalle prestazioni elevate e dalle finiture molto curate che l'avvicinano ad una special, con la differenza che la potrete comprare a breve dai concessionari.
Il cuore della Monster è il potentissimo motore bicilindrico desmodromico Testastretta da 130 CV, la cui particolare architettura delle testate, a cui si abbina la nuova gestione elettronica del motore, garantisce un rendimento ottimale a ogni regime di rotazione. Viene adottata l’ultima versione a “coppa bassa” che assicura il corretto pescaggio dell'olio anche alle massime inclinazioni e in impennata. Il radiatore dell’acqua ha una nuova forma per permettere l’alloggiamento delle ventole dal design più elegante ed è protetto lateralmente da due cover in carbonio.
I particolari progettati ex novo per questa versione sono: i carter modificati nella parte posteriore per permettere l’accoppiamento con il forcellone monobraccio, le cartelle copri cinghia in fibra di carbonio e il nuovo coperchio della testa.
Non passano inosservati i pezzi realizzati in fibra di carbonio come il parafango anteriore, ridisegnato appositamente per questa moto, le protezioni per il radiatore acqua, le cartelle copricinghia, i fianchetti laterali, i paracalori per i collettori secondari e per il silenziatore superiore
L’impianto elettrico, realizzato dalla Magneti Marelli, (la centralina è posizionata sopra la testata del cilindro posteriore e vi si accede facilmente alzando il serbatoio) consente di eliminare tutti i cablaggi a vista. Inoltre il minimo del motore viene gestito automaticamente con un motorino passo-passo che garantisce una messa a punto del minimo perfetta anche dopo molti km percorsi. La ciclistica si affida al classico telaio in tubi d’acciaio altoresistenziale. L’interasse è di 1.440 mm, l’avancorsa di 96 mm, e l’inclinazione del canotto di sterzo è di 24°.
Le sospensioni sono le raffinatissime Ohlins: la forcella è un upside-down da 43 mm interamente regolabile, come il mono con serbatoio piggy-back e ghiera del precarico molla realizzata in materiale plastico e carbonio per ridurre gli attriti durante le operazioni di regolazione. E’ possibile inoltre variare l’altezza del retrotreno mediante il classico puntone del sistema adottato dalla Ducati.
L’impianto frenante realizzato dalla Brembo adotta all’anteriore una pompa radiale abbinata a pinze a quattro pistoncini fissate con attacchi radiali al piedino della forcella; i due dischi flottanti sono da 320 mm. Al posteriore troviamo una pinza fissa a doppio pistoncino contrapposto che lavora un disco da 245 mm.
Il manubrio è in alluminio a sezione variabile: il diametro varia dai 22 mm nella zona delle manopole ai 28 mm in quella centrale, il tutto per ottenere il miglior rapporto peso/rigidezza.
I cerchi sono gli eleganti e leggerissimi Marchesini a 5 razze con inedito disegno a Y in lega d’alluminio.
L’impianto di scarico, (la nuova Ducati è conforme alla normativa euro 3) spicca sul lato destro della moto in posizione rialzata con la coppia di due terminali sovrapposti.
La S4Rs si riconosce anche per le tre grafiche inedite: il nuovo color perla con banda centrale rossa, abbinato a telaio rosso e cerchi bianchi; l’immancabile rosso Ducati con banda bianca, associato a telaio rosso e cerchi neri; il nero lucido con banda grigio chiaro, accostato a telaio nero e cerchi neri. Per tutte e tre le versioni il forcellone è verniciato in nero.
C’è infine una soluzione nuova, che può passare inosservata: il serbatoio, pur mantenendo la consueta forma, ha il fondo completamente ridisegnato, all’interno del quale è inserita una nuova e compattissima pompa benzina.
Il cuore della Monster è il potentissimo motore bicilindrico desmodromico Testastretta da 130 CV, la cui particolare architettura delle testate, a cui si abbina la nuova gestione elettronica del motore, garantisce un rendimento ottimale a ogni regime di rotazione. Viene adottata l’ultima versione a “coppa bassa” che assicura il corretto pescaggio dell'olio anche alle massime inclinazioni e in impennata. Il radiatore dell’acqua ha una nuova forma per permettere l’alloggiamento delle ventole dal design più elegante ed è protetto lateralmente da due cover in carbonio.
I particolari progettati ex novo per questa versione sono: i carter modificati nella parte posteriore per permettere l’accoppiamento con il forcellone monobraccio, le cartelle copri cinghia in fibra di carbonio e il nuovo coperchio della testa.
Non passano inosservati i pezzi realizzati in fibra di carbonio come il parafango anteriore, ridisegnato appositamente per questa moto, le protezioni per il radiatore acqua, le cartelle copricinghia, i fianchetti laterali, i paracalori per i collettori secondari e per il silenziatore superiore
L’impianto elettrico, realizzato dalla Magneti Marelli, (la centralina è posizionata sopra la testata del cilindro posteriore e vi si accede facilmente alzando il serbatoio) consente di eliminare tutti i cablaggi a vista. Inoltre il minimo del motore viene gestito automaticamente con un motorino passo-passo che garantisce una messa a punto del minimo perfetta anche dopo molti km percorsi. La ciclistica si affida al classico telaio in tubi d’acciaio altoresistenziale. L’interasse è di 1.440 mm, l’avancorsa di 96 mm, e l’inclinazione del canotto di sterzo è di 24°.
Le sospensioni sono le raffinatissime Ohlins: la forcella è un upside-down da 43 mm interamente regolabile, come il mono con serbatoio piggy-back e ghiera del precarico molla realizzata in materiale plastico e carbonio per ridurre gli attriti durante le operazioni di regolazione. E’ possibile inoltre variare l’altezza del retrotreno mediante il classico puntone del sistema adottato dalla Ducati.
L’impianto frenante realizzato dalla Brembo adotta all’anteriore una pompa radiale abbinata a pinze a quattro pistoncini fissate con attacchi radiali al piedino della forcella; i due dischi flottanti sono da 320 mm. Al posteriore troviamo una pinza fissa a doppio pistoncino contrapposto che lavora un disco da 245 mm.
Il manubrio è in alluminio a sezione variabile: il diametro varia dai 22 mm nella zona delle manopole ai 28 mm in quella centrale, il tutto per ottenere il miglior rapporto peso/rigidezza.
I cerchi sono gli eleganti e leggerissimi Marchesini a 5 razze con inedito disegno a Y in lega d’alluminio.
L’impianto di scarico, (la nuova Ducati è conforme alla normativa euro 3) spicca sul lato destro della moto in posizione rialzata con la coppia di due terminali sovrapposti.
La S4Rs si riconosce anche per le tre grafiche inedite: il nuovo color perla con banda centrale rossa, abbinato a telaio rosso e cerchi bianchi; l’immancabile rosso Ducati con banda bianca, associato a telaio rosso e cerchi neri; il nero lucido con banda grigio chiaro, accostato a telaio nero e cerchi neri. Per tutte e tre le versioni il forcellone è verniciato in nero.
C’è infine una soluzione nuova, che può passare inosservata: il serbatoio, pur mantenendo la consueta forma, ha il fondo completamente ridisegnato, all’interno del quale è inserita una nuova e compattissima pompa benzina.
Dati tecnici
Motore: bicilindrico a L, distribuzione desmodromica 4 valvole per cilindro, raffreddamento a liquido. Cilindrata 998 cc Alesaggio x Corsa 100 x 63,5 mm. Rapporto di compressione 11,4:1. Potenza 95,7 kW - 130 CV a 9500 giri/min .Coppia 103,9 Nm - 10,6 Kgm a 7500 giri/min .Alimentazione Iniezione elettronica Marelli, corpo farfallato 50 mm. Scarico 2 silenziatori in alluminio. Omologazioni Euro 3
Trasmissione: cambio 6 marce, trasmissione primaria Ingranaggi a denti dritti; Rapporto 1,84, Trasmissione secondaria catena;pignone 15; corona 43, frizione multidisco a secco con comando idraulico.
Ciclistica: telaio a traliccio in tubi di acciaio, interasse 1440 mm, inclinazione cannotto 24°, sospensione anteriore forcella Ohlins a steli rovesciati da 43 mm con TiN, completamente regolabile, escursione ruota anteriore 130 mm, ruota anteriore lega leggera a 5 razze ad Y 3,50 x 17, pneumatico anteriore 120/70 ZR 17 sospensione posteriore progressiva con monoammortizzatore Ohlins completamente regolabile con serbatoio piggy back. Forcellone monobraccio in alluminio, escursione ruota posteriore 148 mm, ruota posteriore lega leggera a 5 razze ad Y 5,50 x 17, pneumatico posteriore 180/55 ZR 17, freno anteriore 2 dischi da 320 mm, pinza radiale a 4 pistoncini e 4 pastiglie, freno posteriore disco da 245 mm, pinza a 2 pistoncini Capacità serbatoio benzina 14 l (di cui 3 l di riserva)
Dimensioni e peso: peso a secco 177 Kg ,altezza sella 805 mm, altezza max 1222 mm, lunghezza max 2121 mm.
Ciclistica: telaio a traliccio in tubi di acciaio, interasse 1440 mm, inclinazione cannotto 24°, sospensione anteriore forcella Ohlins a steli rovesciati da 43 mm con TiN, completamente regolabile, escursione ruota anteriore 130 mm, ruota anteriore lega leggera a 5 razze ad Y 3,50 x 17, pneumatico anteriore 120/70 ZR 17 sospensione posteriore progressiva con monoammortizzatore Ohlins completamente regolabile con serbatoio piggy back. Forcellone monobraccio in alluminio, escursione ruota posteriore 148 mm, ruota posteriore lega leggera a 5 razze ad Y 5,50 x 17, pneumatico posteriore 180/55 ZR 17, freno anteriore 2 dischi da 320 mm, pinza radiale a 4 pistoncini e 4 pastiglie, freno posteriore disco da 245 mm, pinza a 2 pistoncini Capacità serbatoio benzina 14 l (di cui 3 l di riserva)
Dimensioni e peso: peso a secco 177 Kg ,altezza sella 805 mm, altezza max 1222 mm, lunghezza max 2121 mm.
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