Moto & Scooter
HM CRE 250 e CRE 450 F
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Con pochi mirati ritocchi apportati dei tecnici del Team Jolly Zanardo Racing, il neozelandese Stefan Merriman ha vinto il Titolo Mondiale Enduro 250: a noi, la HM CRE 250 Iridata, ci ha letteralmente “stregato”.
di Eliano Riva
Gran campione e gran bravo ragazzo questo Stefan Merriman! Con la Honda CRE 250 distribuita in Italia dalla HM Moto s.p.a. e magistralmente gestita dal team Jolly Zanardo Racing, ha appena vinto il Mondiale Enduro 250 2T - il terzo in carriera - e lo scorso week end a Pontenizza (PC) s’è aggiudicato il Titolo Assoluto nel Campionato Italiano Enduro 2003 con tre gare d’anticipo.
Nonostante tutto questo, il neozelandese è uno che “non se la tira” neanche un po’! E com’è tradizione nel continente australe, da grande campione ci ha accolto nella sua “tana” come vecchi amici accomunati dalla medesima smisurata passione per le due ruote a motore, consentendoci di bistrattare, sotto l’occhio vigile del team manager Franco Mayr e di tutto lo staff tecnico Jolly Team, la sua moto da gara: la Honda CRE 250 2T Iridata.
Un’occasione quanto mai rara, resa ancor più ghiotta dalla presenza sul campo, un “fettucciato” da prova speciale allestito sul fianco di una collina dell’oltrepò pavese, anche della CRE 450 F 4T di Alex Zanni e che ci consente di riaffermare ancora una volta come nell’off road, per vincere e stravincere, non servono grandi alchimie tecniche e meccaniche e “pezzi ufficiali” e, chi ha “manico”, con una valida moto di produzione ben preparata e personalizzata, può diventare il “padrone del mondo”.
Merriman il Campione
Nato a Tauranga nel 1973, cittadina affacciata sull’Oceano Pacifico del sud e a nord della capitale neozelandese Wellington, ormai, Merriman non è più uno “sbarbatello”; non ha l’aspetto e neppure il fisico (altezza 165 cm) da Crocodile Dundee ma, il suo curriculum motociclistico sportivo a 360°, è da fare invidia a qualsiasi campione motociclistico di fama mondiale. Tanto per fare una sintesi del suo palmares sportivo, a beneficio di chi segue poco questa “sana” disciplina motociclistica; Merriman ha iniziato la carriera nell’89 vincendo il mondiale Trial Junior, per diventare uno dei protagonisti del massimo torneo iridato e del suo continente negli anni successivi. Dal 93 e restando nell’altro emisfero del globo, ha vinto con le supermotard e nel supercross nazionale e Australiano, mentre, sul puro asfalto dei circuiti, combattendo gomito a gomito anche con un tale di nome Troy Bayliss, ha conquistato due titoli Supersport.
L’indissolubile “matrimonio” di Merriman con l’Enduro, invece, risale al 96 con la conquista del campionato australiano, mentre, l’ingresso nell’olimpo di questa specialità motociclistica s’è concretizzato l’anno successivo nel corso del mondiale a squadre; la mitica Six Days. Trasferitosi, armi e bagagli nel vecchio continente già nel 98 e con residenza ufficiale a Londra, poi, ha conquistato praticamente tutto quello che c’era da vincere nella specialità a livello internazionale, in Italia e in Germania, sia con le 250 2T, sia con le 400 4T. Arrivati all’oggi ed entrando un po’ nel privato, Stefan è un po’ monello e un po’ zingaro ma, del tipo che, per il carattere schivo e la giovanile simpatia che irradia, sa diventare ovunque “il cocco di mamma” e aprire qualsiasi porta. Come “studente”, infatti, è abbastanza bravo ma da “zero in condotta”; in quasi 5 anni, ha imparato piuttosto bene l’italiano ma, in pubblico e per timore, non spiccica mai più di quattro parole. Adora la cucina di “Mamma Italia” (non stentiamo a crederlo) ma, se non volete rischiare la sua ira, non mettetegli sul tavolo un piatto di pasta con il sugo al tonno.
Quanto è lunga in termini di tempo una sua giornata tipo, poi, non lo sappiamo ma, oltre a divertirsi e ad allenarsi anche con moto da trial, gli piace la bici da corsa, la mountainbike e la palestra e, tanto per non rischiare d’annoiarsi, “nel tempo libero” non disdegna nemmeno il nuoto, lo squash e lo sci. Per completare il quadro del simpatico personaggio, poi, l’inverno lo trascorre a Piacenza, dove c’è la sede operativa e logistica del Team Jolly Zanardo Racing ma, quando le giornate s’allungano e iniziano le gare, aggancia la roulotte al furgone officina e “via”; gli piace vivere “on the road” in giro per l’Europa, per allenarsi nelle località più favorevoli e – lo aggiungiamo noi – per divertirsi a fare il turista.
La CRE 250 Iridata
Diciamolo, su una moto Campione del Mondo, in generale ci si attende sempre di trovare “roba pregiata” e proveniente dai più segreti meandri del reparto esperienze e progettazione della Casa Madre. In realtà, tranne che in alcuni ristretti settori delle competizioni motociclistiche, è una supposizioneche non coincide quasi mai con i fatti e nell’enduro, dove conta più il “manico” della cavalleria e dove le moto di serie sono sempre al top della scala tecnica e produttiva, è la normalità. Lo dimostra ancora una volta la Honda CRE 250 di Merriman che, rispetto alla moto commercializzata dalla HM ad un prezzo di 7740 Euro f.f., evidenzia soltanto “trucchi” e personalizzazioni dettate dalla sensibilità ed esperienza del pilota e dei suoi meccanici. La “cura” predisposta dal Team Jolly Zanardo Racing per garantire a Merriman l’arma vincente, infatti, è sintetizzabile in un’accurata rivisitazione della moto in funzione delle caratteristiche fisiche e di guida del pilota e, alla TRS, una struttura che affianca “la squadra” e dedicata ai clienti, con un costo di circa 2000 Euro è disponibile per tutti.
Il telaio e le componenti fondamentali della ciclistica e della meccanica della CRE 250 Jolly Team, infatti, sono assolutamente le stesse della moto di serie. Iniziando l’elenco della “messa a punto” della moto dalle sospensioni; per adattare la CRE 250 alle caratteristiche fisiche di Merriman e al suo stile di guida sempre in piedi sulle pedane, l’ammortizzatore posteriore è stato abbassato di 15 mm per migliorare la trazione e ridurre l’altezza della sella, mentre, per riequilibrare l’assetto e facilitare la gestione dell’avantreno, la forcella è stata sfilata verso l’alto e il manubrio, grazie a più rigide piastre di sterzo ricavate dal pieno e con diversi supporti, è stato rialzato d’alcuni centimetri. In tema di ciclistica, invece, le modifiche riguardano soltanto l’impianto frenante che, Mister Merriman, desidera meno aggressivo e crossistico dello standard nell’intervento. Davanti, infatti, il disco di serie è stato sostituito con uno di tipo a “margherita”, mentre dietro, andando decisamente controcorrente, c’è un tradizionale disco “pieno”.
Per quanto concerne la meccanica, poi, quasi tutto è originale Honda ma, non manca la classica “chicca”. Il gruppo alimentazione, cambio e frizione sono standard ma, per ottimizzare le prestazioni della Honda 250 in funzione dell’utilizzo enduro, testa e cilindro sono perfezionati e il pistone di serie è sostituito da un Vertex realizzato su specifiche Zanardo Racing e che offre maggiore compressione, mentre, per quanto concerne lo scarico, a un’espansione ridisegnata, corrisponde il silenziatore si serie. Il sistema d’accensione, invece, è completamente diverso e gestito da una centralina programmabile che agisce anche sul comportamento della valvola di scarico e che permette al pilota di scegliere, secondo il tipo di percorso e tramite un pulsante sul manubrio, tra due tipi di mappatura e d’erogazione della potenza e coppia del propulsore. I gusti di Merriman in questo senso? Una mappatura “soft” per i trasferimenti e i percorsi molto difficili e un’altra che offre una risposta più vigorosa e pronta al richiamo dell’acceleratore nelle prove speciali dove, il neozelandese, in curva lascia “correre” molto la moto e utilizza sempre una marcia più “alta” degli altri.
La CRE450 F
Ancora più deludente, per chi si aspetta di scoprire soluzioni tecniche fantascientifiche su una moto “ufficiale”, si è rivelata la CRE 450 F di Zanni che, nell’esame tecnico, è risultata talmente vicina alla moto di serie, da non lasciare adito a scuse a chi, in gara, poi “prende la paga” e mangia sempre un sacco di polvere.
Il Telaio e le sospensioni, infatti, sono assolutamente originali e alle seconde, oltre al setting base scelto dal pilota in tema di taratura, è stata fatta soltanto un’accurata messa punto delle parti in movimento per enfatizzare al massimo la scorrevolezza di funzionamento. Diversi, come per la CRE 250, al contrario sono i dischi freno; qui entrambe a “margherita” e calibrati, all’opposto di Merriman, per offrire una mordenza immediata, aggressiva e di tipo assolutamente crossistico.
In tema di meccanica, il monocilindrico 4T, di “birra” ne ha già a sufficienza per qualsiasi pilota e, in questo caso, le uniche modifiche apportate dai tecnici del Team, riguardano l’adozione di una centralina elettronica a mappatura variabile analoga quella della 250 e l’utilizzo del dispositivo antisaltellamento STM alla frizione che, in frenata, riduce le perdite di contatto della ruota motrice con il terreno e la “nefasta” eventualità di spegnimento del motore.
In sella
Accomodarsi in sella ad una moto Campione del Mondo, indipendentemente dall’estrazione specialistica, suscita sempre grande emozione e, il responso di un “test”, ovviamente può risultarne influenzato ma, sarà che il “primo amore non si scorda mai” (le enduro 2T) o chissà altro, la Honda CRE 250 2T di Stefan Merriman ci ha davvero stregato. Il primo approccio, infatti, con il manubrio posizionato ad un’altezza fuori del comune e da moto d’altri tempi, lascia piuttosto perplessi e se si guida seduti, non è certamente il massimo per la migliore gestione della moto. Per superare “l’ostacolo”, però, con la Titolata CRE 250 è stato sufficiente percorrere poche centinaia di metri.
La taratura non eccessivamente rigida delle sospensioni e un avantreno che va sempre li, esattamente dove vuoi e non ha mai reazioni “nervose” in frenata e accelerazione, infatti, sanno mettere nelle condizioni ideali per sfruttare al meglio il potenziale della moto e divertirsi alla grande nella guida anche chi, l’Alloro Iridato non l’ha mai vinto e non lo vincerà mai. Freni dall’intervento molto progressivo e facili da utilizzare a fondo anche nelle situazioni di “panico” e una trazione che, sul terreno secco e polveroso del fettucciato dove si è svolto il test, si è rivelata sempre eccellente anche in situazione di marcata contropendenza, fanno il resto e, le lunghe derapate controllate nell’accelerazione in uscita di curva, diventano presto un gustoso gioco alla portata anche per chi, di questo sport non è professionista. In termini di performance meccaniche, poi, il 2T della CRE di personalità ne ha da vendere e, se non ci si lascia prendere eccessivamente dall’euforia generata dalla gran cavalleria disponibile (oltre 59 CV), la soddisfazione che sa elargire nella guida è davvero superlativa: specialmente con il “magico pulsante” in posizione full power dove, pur restando sempre ben gestibile, spinge subito con l’energia di un “toro”.
Complessivamente più abbordabile da tutti, grazie ad un propulsore fantastico per fluidità d’erogazione della potenza e della coppia offerta dal propulsore a qualsiasi regime ma, più “bizzosa” nel comportamento e più impegnativa da sfruttare a fondo, causa il maggior peso e la configurazione del reparto sospensioni e freni assolutamente aggressiva e crossistica scelta da Zanni, invece, ci è apparsa la CRE 450 F.
Dati tecnici
HM CRE 250
Motore: a 2 tempi, monocilindrico con raffreddamento a liquido, alesaggio e corsa 66,4x72 mm, cilindrata 249,3 cc, rapporto di compressione 8,5:1. Alimentazione: lamellare con carburatore Mikuni TMX11C 38 mm, capacità serbatoio 7,7 litri. Accensione: elettronica CDI digitale. Avviamento: a kick starter
Trasmissione: primaria a ingranaggi a denti diritti, frizione multidisco in bagno d’olio con comando meccanico, cambio a 5 marce, finale a catena.
Ciclistica: telaio a doppio trave perimetrale d’lluminio, inclinazione asse di sterzo n.d., avancorsa n.d. Sospensione anteriore: forcella ultraregolabile Showa rovesciata, steli di 47 mm, escursione 315 mm. Sospensione posteriore: progressiva Prolink, con ammortizzatore oleopneumatico Showa ultraregolabile, escursione ruota 319 mm. Ruote: anteriore in lega leggera, pneumatico 90/90-21”, posteriore in lega leggera, pneumatico 140/80-18”. Freni: anteriore a disco da 240 mm, pinze a 2 pistoncini, posteriore a disco da 240 mm, pinza a pistoncino singolo.
Dimensioni e peso: interasse 1491 mm, lunghezza 2190 mm, larghezza n.d., altezza sella 950 mm. Peso a secco 98,5 kg.
Prestazioni: potenza 59 CV (43,4 kw) a 8500 giri., coppia 51 Nm a 8000 giri.
HM CRE 450 F Motore: a 4 tempi, monocilindrico con raffreddamento a liquido, alesaggio e corsa 96x62,1 mm, cilindrata 449,4 cc, rapporto di compressione 11,5:1. Distribuzione: monoalbero a camme in testa e 4 valvole. Alimentazione: carburatore Keihin FCR 40 mm, capacità serbatoio 7,5 litri. Accensione: elettronica CDI digitale. Avviamento: a kick starter
Trasmissione: primaria a ingranaggi a denti diritti, frizione multidisco in bagno d’olio con comando meccanico, cambio a 5 marce, finale a catena.
Ciclistica: telaio a doppio trave perimetrale d’alluminio, inclinazione asse di sterzo n.d., avancorsa n.d. Sospensione anteriore: forcella ultraregolabile Showa rovesciata, steli di 47 mm, escursione 315 mm. Sospensione posteriore: progressiva Prolink, con ammortizzatore oleopneumatico Showa ultraregolabile, escursione ruota 314 mm. Ruote: anteriore in lega leggera, pneumatico 80/100-21”, posteriore in lega leggera, pneumatico 140/80-18”. Freni: anteriore a disco da 240 mm, pinze a 2 pistoncini, posteriore a disco da 240 mm, pinza a pistoncino singolo.
Dimensioni e peso: interasse 1486 mm, lunghezza 2186 mm, larghezza n.d., altezza sella 953 mm. Peso a secco 104,5 kg.
Prestazioni: potenza 45,6 CV (33,5 kw) a 9250 giri., coppia 38 Nm a 7000 giri.
Trasmissione: primaria a ingranaggi a denti diritti, frizione multidisco in bagno d’olio con comando meccanico, cambio a 5 marce, finale a catena.
Ciclistica: telaio a doppio trave perimetrale d’lluminio, inclinazione asse di sterzo n.d., avancorsa n.d. Sospensione anteriore: forcella ultraregolabile Showa rovesciata, steli di 47 mm, escursione 315 mm. Sospensione posteriore: progressiva Prolink, con ammortizzatore oleopneumatico Showa ultraregolabile, escursione ruota 319 mm. Ruote: anteriore in lega leggera, pneumatico 90/90-21”, posteriore in lega leggera, pneumatico 140/80-18”. Freni: anteriore a disco da 240 mm, pinze a 2 pistoncini, posteriore a disco da 240 mm, pinza a pistoncino singolo.
Dimensioni e peso: interasse 1491 mm, lunghezza 2190 mm, larghezza n.d., altezza sella 950 mm. Peso a secco 98,5 kg.
Prestazioni: potenza 59 CV (43,4 kw) a 8500 giri., coppia 51 Nm a 8000 giri.
HM CRE 450 F Motore: a 4 tempi, monocilindrico con raffreddamento a liquido, alesaggio e corsa 96x62,1 mm, cilindrata 449,4 cc, rapporto di compressione 11,5:1. Distribuzione: monoalbero a camme in testa e 4 valvole. Alimentazione: carburatore Keihin FCR 40 mm, capacità serbatoio 7,5 litri. Accensione: elettronica CDI digitale. Avviamento: a kick starter
Trasmissione: primaria a ingranaggi a denti diritti, frizione multidisco in bagno d’olio con comando meccanico, cambio a 5 marce, finale a catena.
Ciclistica: telaio a doppio trave perimetrale d’alluminio, inclinazione asse di sterzo n.d., avancorsa n.d. Sospensione anteriore: forcella ultraregolabile Showa rovesciata, steli di 47 mm, escursione 315 mm. Sospensione posteriore: progressiva Prolink, con ammortizzatore oleopneumatico Showa ultraregolabile, escursione ruota 314 mm. Ruote: anteriore in lega leggera, pneumatico 80/100-21”, posteriore in lega leggera, pneumatico 140/80-18”. Freni: anteriore a disco da 240 mm, pinze a 2 pistoncini, posteriore a disco da 240 mm, pinza a pistoncino singolo.
Dimensioni e peso: interasse 1486 mm, lunghezza 2186 mm, larghezza n.d., altezza sella 953 mm. Peso a secco 104,5 kg.
Prestazioni: potenza 45,6 CV (33,5 kw) a 9250 giri., coppia 38 Nm a 7000 giri.