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Moto & Scooter

Yamaha Nouvo 115

È piccolo, inoffensivo, ma in Asia farà il botto. In terre dove in fatto di due ruote la Vespa Primavera è il massimo del tecnologico, il nuovo ruote alte di Iwata è destinato a dominare il mercato

di Fabio Cormio



No, non è un errore di battitura. Si chiama Nouvo davvero, con un nome che ricalca (un po’ maldestramente) il francese nouveau. In effetti come novità è consistente, soprattutto in relazione al mercato cui è destinato. In Malesia, Indonesia, Tailandia, e negli altri paesi dell’Asia orientale dove sarà venduto, lo scooter Yamaha rappresenterà una vera e propria rivoluzione, un mezzo utilitario moderno ma economico che si propone di sostituire in massa gli obsoleti e rumorosi due tempi che ancora la fanno da padroni sulla scena motociclistica dell’Est.



Come faranno infatti Daelim, Bajaj e simili a competere con un prodotto completamente nuovo per design e meccanica, pensato appositamente per le esigenze di quel pubblico? Basic quanto basta a tenere contenuto il prezzo finale, ma dotato di trasmissione automatica, freno a disco anteriore e soprattutto un bel motore Yamaha quattro tempi da 115 centimetri cubi, il Nouvo è la risposta giapponese alla domanda di mezzi a due ruote che nel Sudest asiatico è in crescita vertiginosa: dai due milioni e 200 mila unità immatricolate nel 1999 si è passati nel 2001 a tre milioni e quattrocentomila, e le previsioni indicano incrementi ancora maggiori.



Il motore che adotta il Nouvo è un quattro tempi raffreddato ad aria con distribuzione monoalbero, abbinato alla (per noi) consueta trasmissione variabile continua, in grado di erogare una potenza di circa otto cavalli e mezzo. La cilindrata di 115 cc, cui gli Europei sono poco abituati, è invece tra le più richieste in Asia per scooter e soprattutto ciclomotori, che là ancora vanno per la maggiore. Il Nouvo è infatti una sorta di ibrido tra le due categorie. Ha ruote strette (70/90 all’anteriore e 80/90 al posteriore) e dal diametro di sedici pollici, con coperture scelte, dice la Yamaha, dopo aver esaminato la condizione del terreno in quelle regioni asiatiche.



Ma i motivi che probabilmente faranno il successo del nuovo prodotto dei tre diapason sono essenzialmente 2: prima di tutto dovrebbe avere una frenata quantomeno decente, garantita dal disco anteriore da 220 mm e dal tamburo posteriore da 130. Ma soprattutto il Nouvo si impegna a non assordare conducente e sventurati passanti, grazie ad uno scarico particolarmente efficiente. A ciò si aggiunga il vano sottosella capace di contenere un casco integrale (in quanti lo usano in Indonesia?) e la strumentazione completa di indicatore del livello benzina. Ebbene, se questo Nouvo rappresenta il primo passo di un concreto avvicinamento del mercato asiatico a quello occidentale, potremmo concludere che la globalizzazione marcia (anche) su due ruote.

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