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Mercato Italia 2016-2025: Chi sale sul podio e chi finisce "fuori giri"

Marco Gentili
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Mercato Italia 2016-2025: Chi sale sul podio e chi finisce "fuori giri"
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Dal boom di Voge e CFMoto alla frenata di Benelli, passando per il dominio di Honda: ecco chi ha guadagnato e chi ha perso terreno nel mercato italiano delle due ruote tra il 2016 e il 2025

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In dieci anni il mondo delle due ruote è cambiato radicalmente. Se nel 2016 le immatricolazioni oltre i 50 cc si fermavano a quota 193.966, il 2025 (pur in lieve flessione rispetto al record  del 2024) chiude a 331.566 unità. Una crescita superiore al 70% che racconta un mercato molto diverso da quello di un decennio fa: l'invasione asiatica non è più una previsione ma una realtà consolidata, i marchi tradizionali devono difendersi e gli italiani hanno modificato profondamente le proprie preferenze d'acquisto. Analizzando la serie storica dei dati di vendita pubblicati da Unrae (l'Unione nazionale rappresentanti veicoli esteri), che è fonte certa e universalmente riconosciuta, possiamo dare un quadro completo e di lungo periodo sulle tendenze del mercato moto e scooter.  

I 10 marchi che sono cresciuti di più

In testa non c'è partita. Honda resta la regina incontrastata del mercato italiano. Dai 42.045 veicoli del 2016 agli 85.184 del 2025: oltre 43.000 unità in più e volumi praticamente raddoppiati. Nessun altro marchio è riuscito a crescere con la stessa continuità. La vera notizia del decennio, però, arriva dall'Asia. E soprattutto da quei marchi che nel 2016 non esistevano nemmeno sul mercato italiano. Voge è passata da zero a 18.340 immatricolazioni. Il dato è ancora più sorprendente se si considera che il marchio è arrivato ufficialmente in Italia soltanto nel 2020. In appena cinque stagioni è diventato uno dei protagonisti assoluti del mercato. Cresce benissimo anche SYM: con +16.575 unità è diventato un colosso da oltre 21.000 veicoli immatricolati all'anno. Al quarto posto della classifica dei brand che sono cresciuti di più c'è Zontes: partito da zero, è arrivato a 7.565 immatricolazioni nel 2025.  Molto bene anche CFMoto: nel 2016, in Italia, veniva immatricolato il primo veicolo. Nel 2025 sono stati 7.399.  Il vento dell'oriente soffia forte anche con QJ Motor, passata dai 298 veicoli del 2023 ai 5.949 dell'anno scorso. Settima piazza tra i brand in maggiore crescita per Royal Enfield, capace di passare dai 424 pezzi immatricolati nel 2016 ai 6.210 del 2025 (dopo il record di 7.704 del 2024). Ottava piazza per Kawasaki, capace di passare dai 5.717 pezzi immatricolati nel 2016 ai 10.417 dello scorso anno, con una crescita tendenziale di 4.700 unità in un decennio. Bene anche BMW, cresciuta di 4.502 unità (dalle 12.258 del 2016 alle 16.760 del 2025) e Piaggio, che cresce di 4.359 unità (erano 31.055 nel 2016, hanno toccato il record delle 41.508 nel 2024 e si sono fermate a 35.414 nel 2025).  

I 10 marchi che perdono quota

Sul fronte opposto, il decennio non ha sorriso a tutti. Il caso più evidente è quello di KTM, che tra i marchi di primo piano registra la contrazione più marcata, passando da 6.385 immatricolazioni nel 2016 a 3.833 nel 2025. Una flessione significativa che coinvolge anche Husqvarna, segno delle difficoltà attraversate negli ultimi anni dall'universo legato alla Casa austriaca. Anche Suzuki esce ridimensionata dal confronto con dieci anni fa. La Casa di Hamamatsu, che nel 2016 superava le 4.800 unità, oggi si ferma poco sopra quota 2.500. Non va meglio a Harley-Davidson, che negli ultimi 10 anni ha venduto una media di 3.911 unità, passando dai 4.842 del 2016, fino al picco dei 5.370 del 2017 e al punto più basso dei 2.633 del 2025. Tra i marchi che hanno visto ridursi il proprio peso specifico ci sono anche Peugeot, che negli anni ha progressivamente perso terreno nel comparto scooter, e MV Agusta, realtà prestigiosa e fortemente orientata all'esclusività. Più netta ancora la parabola di alcuni costruttori che avevano vissuto momenti di forte visibilità nella seconda metà degli anni Dieci. LML, che aveva costruito il proprio successo sulle eredi della Vespa d'ispirazione indiana, è completamente uscita di scena, mentre Mash, dopo un iniziale exploit nel segmento delle moto retrò accessibili, è ormai diventata una presenza quasi marginale nelle statistiche di mercato.  

Il caso Benelli

Merita un capitolo a parte Benelli. Osservando il solo confronto tra 2024 e 2025 si potrebbe parlare di un crollo: dalle 13.522 immatricolazioni del record storico alle 3.264 dell'ultimo anno. Ma il dato va contestualizzato, considerando anche che nel 2016 Benelli valeva appena 1.399 pezzi immatricolati. Più di qualsiasi altro costruttore presente sul mercato italiano, Benelli - capace di aprire il terreno ad altri newcomer con modelli di grandissimo successo come la TRK 502 - ha sofferto il passaggio alla normativa Euro 5+. Per questo il dato 2025 va letto con prudenza: potrebbe rappresentare una fase di transizione tecnica e industriale più che una reale perdita di attrattività del marchio. I prossimi due anni diranno se si tratta di un incidente di percorso o dell'inizio di una nuova fase.  

Che cosa ci dicono questi 10 anni?

Il mercato italiano delle due ruote è oggi molto più grande rispetto a dieci anni fa, ma anche molto più competitivo. Da una parte restano intoccabili i grandi riferimenti come Honda e BMW, capaci di difendere le proprie posizioni grazie a gamma, rete e immagine. Dall'altra emerge con forza una nuova generazione di costruttori asiatici che ha saputo conquistare il pubblico italiano con prodotti sempre più maturi e competitivi.  

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