Mercato
Il paradosso: perché l'impennata dei prezzi della benzina potrebbe essere un bene per il mercato moto
La guerra Usa-Iran fa impennare i prezzi di benzina e gasolio. Ma moto e scooter, con consumi ridotti e costi inferiori rispetto all'auto, potrebbero essere la risposta migliore per garantire la mobilità a chi rischia di non potersela permettere. Il 2026 sarà l'anno di un nuovo boom?
La guerra Usa-Iran ha innescato, come prevedibile, un'impennata nel prezzo degli idrocarburi. Al netto di quanto possa durare il conflitto, è evidente che nel 21° secolo le guerre sono legate - più che all'artiglieria e alla fanteria - al controllo delle materie prime e delle dinamiche dei loro prezzi.
In questo scenario globale, come sottolineato da una interessante analisi del Financial Times, l'Italia resta il Paese dell'Eurozona più vulnerabile da questo punto di vista. I motivi sono molti, e sono stati efficacemente sintetizzati da Federico Fubini sul Corriere della Sera. L'Italia è più dipendente della media dei Paesi europei dall’import di idrocarburi, e lo è da Paesi instabili o inaffidabili, che possono lasciarci a secco o ricattarci, compresi gli Stati Uniti. Infine, la quota delle rinnovabili nei consumi energetici è cresciuta meno che nella media europea.