Motonline

Cerca

Seguici con

ADV

Royal Enfield UKTC, dove nasce la strategia globale del brand

SFOGLIA LA GALLERY

40 nazionalità nel polo del motorismo inglese: siamo stati nel centro che ha messo il turbo alla crescita di Royal Enfield, reduce da un anno record in cui per la prima volta ha superato il milione di unità prodotte

Google Aggiungi Dueruote ai preferiti su Google

Sappiamo tutti che Royal Enfield, costruttore antichissimo (fondato nel 1901, compie 125 anni di storia) è oggi indiano ma ha in Inghilterra un centro stile. O forse di ricerca. O non dei consulenti, come altri hanno in Italia? Come tutti questi centri, l'UKTC (United Kingdom Technical Centre) ha sempre mantenuto un’aura di relativo mistero.

Lo abbiamo potuto visitare in una giornata inaspettatamente torrida, visto che siamo nel centro dell’Inghilterra, scoprendo una realtà piuttosto unica. Prendiamo ad esempio CFMOTO, che si appoggia ai pur bravissimi designer (e ormai anche ingegneri) di Modena 40, o Benelli e Morini che hanno per stile e sviluppo strutture attive in Italia; si tratta in entrambi i casi di poche decine di persone, che possono influenzare in maniera anche decisa la produzione in Cina, ma restano appendici un po’ lontane dal cuore dei processi produttivi.

Royal Enfield UKTC, dove nasce la strategia globale del brand
Quanto vale la tua moto? Scoprilo ora con le quotazioni di Dueruote! Scopri

Bruntingthorpe, il cuore tecnologico europeo del marchio

A Bruntingthorpe, invece, Royal Enfield ha oggi 140 persone che si occupano unicamente di R&D, affiancando le 400 a Chennai. L’integrazione è totale, e a parte il fuso orario, le funzioni sono suddivise tra India e Inghilterra quasi senza soluzione di continuità. L’UKTC si occupa di analizzare la concorrenza (abbiamo visto decine di moto di altri brand, un’Eicma in miniatura), sviluppare le linee, costruire prototipi per i quali c’è qualunque tecnologia, dalla stampa 3D alla lavorazione dell’alluminio e anche la laminazione del carbonio, fare collaudi, calibrare motori al banco, studiare le vibrazioni.

È insomma un centro completo, costruito con investimenti importanti e protratti negli anni e con una precisa strategia: all’inizio della sua storia acquisire competenze, integrando consulenti esterni: prima Harris, gli specialisti di prototipi e moto ad alte prestazioni attivi anche in MotoGP, e poi lo studio di design di Mark Wells, che oggi è il responsabile di UKTC. Attorno a questo nucleo iniziale il centro è cresciuto con l’obiettivo di attrarre i migliori talenti che non avrebbero gradito andare a vivere in India: e così oggi a Bruntingthorpe sono rappresentate oltre 40 nazionalità, dal Canada al Costarica compresi ovviamente molti italiani. Al vertice dello sviluppo tecnico, per dire, ci sono stati negli ultimi anni un indiano, un italiano e un inglese.

Royal Enfield UKTC, dove nasce la strategia globale del brand

La Formula 1 Valley e la strategia di lungo termine di Royal Enfield

Non vorremmo abusare della parola “strategia”, ma la visione strategica è quello che sta facendo la differenza tra le migliori aziende cinesi e indiane e le europee, e UKTC è stato costruito strategicamente nel polo di Bruntingthorpe, ex centro di sviluppo di aerei militari nella Seconda Guerra Mondiale perfetto per le opportunità di test e poco lontano da Triumph, Norton, Jaguar Land Rover – altro esempio di rilancio rispettoso e di successo da parte indiana di una nobile inglese decaduta – e dalla “Formula 1 Valley”, dove ha sede gran parte dei team di F1. È evidente che tra indotto e travaso di tecnici, trovare qui competenze e tecnologie anche molto avanzate non è difficile.

E se non si trovano qui vicino, Royal Enfield non si fa problemi: a fine 2022 ha investito 50 milioni in quote di Stark Future, la startup spagnola che sta rivoluzionando l’approccio alle elettriche: e la tecnologia Stark si è già vista sul prototipo della Himalayan elettrica, la Him-e (affettuosamente soprannominata dai tecnici inglesi “Flying Goat”) vista qualche mese fa.

Questa visione tecnica di lungo termine si accompagna a una visione commerciale altrettanto articolata. Se CFMOTO è la più europea per mentalità tra le aziende cinesi, Royal Enfield lo è tra quelle indiane: non si limita a lavorare sul prodotto – cosa che peraltro sta facendo benissimo – ma lo fa anche sulla propria immagine: recupero di modelli storici, articolatissime linee di accessori e abbigliamento, lanci internazionali suggestivi ed eventi dedicati di grande respiro, come l’Himalayan Base Camp che a settembre raccoglierà a 3.500 metri di quota appassionati di tutti gli action sport per rimarcare l’appeal del brand tra i giovani attivi, oltre che tra i modaioli.

Royal Enfield UKTC, dove nasce la strategia globale del brand

L’Europa è la base, ma l’obiettivo è il mondo

Una mentalità che è insomma più inglese che indiana per quanto riguarda il marketing – o che per meglio dire mescola i punti di forza di entrambe. Dagli inglesi sembra arrivare anche la visione globale di chi ha interessi in tutto il mondo: le Royal Enfield sono pensate per i mercati più diversi, con un taglio il più possibile universale ma un marketing dedicato, fondamentale per avere successo nelle vendite. E così con gli stessi modelli non solo la Casa è cresciuta a dismisura in madrepatria e in Europa, ma in pochi anni ha sfondato anche in Brasile e in Nigeria, e poche settimane fa ha annunciato di aver (largamente) superato, per la prima volta nella sua storia, il traguardo del milione di moto prodotte.

Royal Enfield non ha oggi una tecnologia a livello di BMW o Ducati, ma il processo di avvicinamento è in corso. Considerando che l’azienda indiana non vuole posizionarsi nella fascia delle altissime prestazioni, di questa tecnologia non ha nemmeno bisogno: ma quel che serve sa perfettamente come procurarselo. Studia i motociclisti di ogni parte del globo, è attenta ai desideri dei giovani, punta ad attrarre talenti da tutto il mondo e ha una base produttiva enorme.

Le Royal Enfield nascono in un certo senso nel cloud, sospeso e completamente integrato tra India e Inghilterra; vengono testate nel caldo polveroso dell’India e nel freddo umido inglese. E gli indiani sono un concorrente temibile per tutti, perché se non corrono come i cinesi, studiano attentamente ogni loro passo per muoversi con coerenza in una precisa direzione. L'opposto delle aziende italiane, caratterizzate da un "caos creativo" che, con concorrenti come questo, potrebbe non bastare più.

Royal Enfield UKTC, dove nasce la strategia globale del brand

Per inserire un commento devi essere registrato ed effettuare il login.

ADV
ADV

Correlate

ADV
ADV

Annunci usato