Il nuovo Rapporto ETSC fotografa una realtà che preoccupa ogni motociclista
Il Rapporto ETSC 2026 evidenzia ritardi italiani, più feriti gravi e nuove richieste UE su revisioni, ABS e sicurezza moto
È un quadro a tinte chiaroscure quello che emerge dal 20° Rapporto Road Safety Performance Index (PIN) firmato dall'ETSC (European Transport Safety Council). Se l’Europa nel suo complesso fatica a tenere il passo verso l'obiettivo del dimezzamento dei decessi entro il 2030, la situazione in Italia appare particolarmente critica, specialmente per quanto riguarda gli infortuni gravi.
Italia: decessi in calo lento, ma aumentano i feriti gravi
I dati provvisori per il 2025 indicano che in Italia hanno perso la vita 2.897 persone sulle strade. Sebbene si registri una riduzione del 4,4% rispetto al 2024, il confronto a lungo termine è impietoso: dal 2019 il calo è stato solo dell’8,7%, ben lontano dal 31% necessario per centrare i target europei.
Il dato più allarmante riguarda però i feriti gravi (MAIS3+), ovvero coloro che riportano lesioni con conseguenze permanenti o lunghi ricoveri. In controtendenza rispetto alla media UE, l'Italia ha visto un aumento del 5,2% di questi infortuni nel decennio 2015-2025. Sebbene questo numero includa tutti gli utenti della strada, il rapporto sottolinea come la sottostima degli infortuni nei verbali di polizia sia molto più marcata proprio per i motociclisti rispetto agli occupanti di auto.
Il caso Slovenia: raddoppiati i motociclisti uccisi
Il rapporto accende un faro sulla Slovenia, un Paese spesso meta dei tour dei motociclisti italiani. Nel 2025, la sicurezza dei centauri è crollata: sono stati 30 i motociclisti uccisi, più del doppio rispetto ai 14 dell'anno precedente. Luglio è risultato il mese più nero dell'ultimo decennio, con la velocità eccessiva, l'uso di alcol e le manovre rischiose come principali cause dei sinistri.
Revisioni, ABS e ADAS: cosa chiede l'Europa
Sul fronte normativo, l’ETSC sta spingendo per aggiornamenti significativi che toccheranno da vicino ogni motociclista. La Commissione UE propone di rendere obbligatorie le revisioni per le moto sopra i 125 cc. Tuttavia, l'ETSC critica questa scelta come troppo debole, chiedendo che tutti i motocicli e ciclomotori, inclusi i 50 cc e i 125 cc, siano soggetti a revisione periodica senza eccezioni (cosa che già avviene in Italia).
Si preme inoltre per rendere l'ABS obbligatorio su tutti i motocicli e per avviare studi sulla sua introduzione obbligatoria anche sui ciclomotori.
Una richiesta fondamentale per la nostra sicurezza passiva riguarda i sistemi di assistenza delle auto (come la frenata automatica d'emergenza), che devono essere aggiornati per rilevare correttamente i motociclisti sulla carreggiata.
Obiettivi 2030: l'esempio di Austria e Norvegia
Mentre l'Italia punta genericamente a ridurre del 50% morti e feriti gravi entro il 2030, altri Paesi fissano target molto specifici per le due ruote. L'Austria punta al 100% di uso del casco e al 95% di utilizzo di abbigliamento protettivo (giacche, pantaloni e guanti tecnici) nelle aree extraurbane. La Norvegia si è invece posta l'ambizioso obiettivo di ridurre del 30% il rischio di morte o lesione grave per ogni chilometro percorso su moto e ciclomotori.
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