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Alla conquista del mondo con 3.000 euro in tasca: l'incredibile ascesa di Zhang Xue

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“From zero to hero” in meno di due anni: la vittoria in WorldSSP ha reso Zhang Xue una vera superstar in patria: simbolo di speranza per i giovani cinesi e guardato con favore dal governo. Purché non si esageri...

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Dopo decenni di austerità e nonostante le tante restrizioni alla circolazione delle due ruote a motore, la Cina si è scoperta appassionata di moto. Al punto che succedono cose impensabili anche da noi, come ad esempio i raduni quasi quotidiani di fan provenienti da ogni parte del Paese che si formano davanti alla sede di ZXMoto (nome completo Chongqing Zhang Xue Motorcycle Industry), in una zona industriale a circa 30 chilometri a nord dal centro di Chongqing.

Per molti di loro, Zhang è motivo di orgoglio nazionale: un modello da seguire che ha saputo affermarsi su scala globale. È anche questo un segno della Cina di oggi, dove gli imprenditori sono superstar famose quanto attori e sportivi. Tanto per capirci, è come se negli anni di Valentino Rossi in 125 e 250, ogni giorno ci fosse gente a Noale che aspettava un autografo da Ivano Beggio: fantascienza.

A Chongqing invece va così. Dipendenti di un'azienda farmaceutica dell'Hebei che si ripromettono “di imparare bene lo spirito imprenditoriale di Zhang e conquistare anche noi il primo posto con i nostri prodotti futuri", studenti dell'Henan che si dichiarano ispirati da Zhang, gente veramente da tutta la Cina in caccia di selfie e motivazione.

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Chi è Zhang Xue: il Soichiro Honda cinese

Noi italiani amiamo le personalità forti e anticonvenzionali, e Zhang è diventato subito popolare anche da noi per la sua storia romantica e apparentemente lontana da quella dei colossi asiatici senza volto. Nato nel 1987 in un povero villaggio della provincia dell'Hunan, Xue è stato cresciuto dalla nonna dopo il divorzio dei genitori. A 14 anni, la folgorazione: prova una moto e decide che quella sarà la sua vita. Non studia, ma inizia subito a lavorare come apprendista meccanico in un'officina di riparazioni. Tenta anche la carriera da pilota, ma infortuni e mancanza di fondi lo fermano e deve tornare a impiegarsi come tecnico in una Casa motociclistica cinese, facendo esperienza nello sviluppo di motori e componenti.

La svolta arriva nel 2013: Zhang si sposa e si trasferisce con la moglie a Chongqing, la capitale della moto cinese. Ha in tasca 20.000 yuan (circa 3.000 euro) e i ricambi per 30 moto, e avvia un'attività di modifica e riparazione. Quattro anni dopo è co-fondatore di Kove, che arriva a sfornare 30.000 unità l'anno. Ma Zhang Xue è come Soichiro Honda: nato per fare da solo. E così, dopo dissidi interni sulla strategia, lascia Kove a fine 2023 e ad aprile 2024 fonda sempre a Chongqing una nuova società, questa volta tutta sua e che porta il suo nome.

Chongqing non è l’unico polo cinese della moto, ma è il più grande per volumi prodotti. L’area, nata inizialmente per l’industria bellica, dagli Anni 80 ha riconvertito parte di quelle tecnologie all'uso civile, moto comprese. Le collaborazioni con Honda e Yamaha hanno contribuito a costruire una solida filiera produttiva locale, e proprio come in Giappone, Italia e Inghilterra il territorio collinare ha favorito una vivace cultura delle due ruote, alimentata anche da influssi giapponesi come "Initial D", il manga sulle corse in montagna da cui tanti ristoranti locali, punti di ritrovo per i motociclisti, riprendono il nome "Fujiwara Tofu Shop".

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Veni, vidi, vici: l’avventura ZXMoto in Supersport

Zhang resta un appassionato di corse, e come aveva già fatto per Kove punta tutto su leggerezza e prestazioni. In breve tempo sviluppa una ampia gamma di motori e di modelli, tra cui la 820RR, spinta da un tre cilindri leggero ed evoluto col quale Xue punta a correre in Supersport, l’anticamera della Superbike.

L’esordio di ZXMoto nel Mondiale WorldSSP, con il team italiano Evanbros è a dir poco clamoroso: a Portimao, a marzo, arriva già la prima vittoria, subito celebrata dalla stampa cinese come la fine del monopolio delle Case giapponesi ed europee — Yamaha e Ducati su tutti. Valentin Debise e la 820RR-RS raccolgono altre vittorie nelle gare successive, restando in lizza per il titolo.

Per i cinesi, che fin da piccoli imparano che la Cina è il Paese più ricco e felice del mondo, il successo di ZXMoto è una rivelazione e ha un impatto mediatico enorme: nei tre giorni successivi alla vittoria di Portimao Il profilo Douyin (la versione cinese di TikTok) di Zang Xue ha guadagnato 1,33 milioni di follower, e i punti vendita ZXMoto in tutta la Cina sono diventati meta di pellegrinaggio per i giovani appassionati.

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Il più grande pericolo per Zhang Xue è… Zang Xue

I motivi di questa popolarità sono molti. La storia di Zhang è anche il segno che si può avere successo con la passione e l’impegno, senza necessariamente seguire i percorsi ossessivamente predeterminati dal governo cinese. Una cosa che a noi sembra normale, ma che in Asia non lo è affatto visto che lì si può fare carriera solo se si frequentano le scuole migliori, cui si accede con esami durissimi e una selezione da incubo tra milioni di candidati. 

Come è già avvenuto anche in Corea e Giappone, altri Paesi con elevata pressione sui giovani studenti, molti cedono a questa pressione. C'è chi punta al “posto fisso” nel pubblico e chi rinuncia a ogni ambizione e si chiude in casa, vivendo letteralmente sul letto e sul divano (la generazione degli “sdraiati”, come li chiamano). Il tasso di disoccupazione giovanile (16-24 anni) si aggira a un preoccupantissimo, per il governo centrale cinese, 16% - non in linea con il Paese più ricco e felice del mondo.

Per recuperare qualcuno, una decina di anni fa Pechino ha promosso la “imprenditoria di massa” cercando di sostenere le startup e la “open innovation”, ma dopo il Covid la spinta si è affievolita. Per questo i media cinesi cavalcano la storia di Zhang, un esempio perfetto e spontaneo che sembra poter riaccendere tra i giovani la voglia di rischiare, e che viene per così dire “illuminato dall’alto”.

Zhang piace agli italiani perché è un po’ come noi: esuberante, intraprendente e un po’ ribelle. Tratti che affascinano anche i suoi connazionali, per i quali essere intraprendenti e ribelli è anche un po’ pericoloso: ne sa qualcosa Jack Ma, l’esuberante fondatore di Alibaba improvvisamente e forzosamente “ridimensionato” dal potente Partito Comunista Cinese all’apice della sua potenza. Zhang Xue è molto lontano dalla dimensione e dalla popolarità di Ma, ma essere troppo popolari in Cina ha le sue controindicazioni che sono forse, oggi, l’unica cosa che potrebbe fermare la corsa di Zhang e della sua ZXMoto.

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