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RC Moto, premi in aumento nel 2026: pesano i ricambi più cari. Ma i motociclisti restano fedeli alla compagnia

Marco Gentili
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RC Moto, premi in aumento nel 2026: pesano i ricambi più cari. Ma i motociclisti restano fedeli alla compagnia
RC Moto, premi in aumento nel 2026: pesano i ricambi più cari. Ma i motociclisti restano fedeli alla compagnia
RC Moto, premi in aumento nel 2026: pesano i ricambi più cari. Ma i motociclisti restano fedeli alla compagnia

L'analisi IVASS: nel 2026 i premi RC moto crescono più delle auto, spinti dai ricambi più cari e dal riallineamento dei costi tecnici dei sinistri

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Le assicurazioni per le due ruote tornano a salire. Dopo anni segnati da inflazione elevata e costi crescenti nella gestione dei sinistri, i dati di marzo 2026 mostrano un nuovo aumento dei premi RC per motocicli e ciclomotori. Una crescita più sostenuta rispetto a quella registrata per le auto e che trova una delle sue principali spiegazioni nell'aumento del prezzo dei pezzi di ricambio.  

Moto e scooter: quanto aumentano le polizze

Nel dettaglio, per i motocicli ad uso privato il premio medio (escluse le tasse, che pesano per un ulteriore 26%) ha raggiunto i 265 euro, in crescita del 3,9% rispetto ai 255 euro rilevati nel marzo 2025. La rilevazione riguarda circa 187 mila contratti. Anche il comparto dei ciclomotori registra un incremento: il premio medio è passato da 174 a 179 euro, con una variazione del +3,1% su base annua. Numeri che evidenziano una dinamica più accentuata rispetto a quella osservata nel mercato delle autovetture, dove l'incremento medio dei rinnovi si è fermato all'1,5%.  

Ricambi più costosi: il conto arriva anche alle assicurazioni

Dietro ai rincari c'è soprattutto l'aumento dei costi tecnici sostenuti dalle compagnie. Tra questi spicca il prezzo dei componenti necessari alle riparazioni. Tra il 2022 e il 2025, a fronte di un'inflazione generale cresciuta del 17,2%, il costo dei pezzi di ricambio è aumentato del 16,4%. A incidere sono stati anche i maggiori esborsi legati ai danni alla persona, rivalutati di oltre il 18% nello stesso periodo. Il trend non sembra essersi arrestato. Nel primo trimestre del 2026, infatti, l'indice dei prezzi dei ricambi mostra un ulteriore incremento dell'1,8%, superiore all'1,4% registrato dall'inflazione generale misurata dall'indice NIC. In altre parole, riparare un veicolo costa di più e le compagnie stanno progressivamente trasferendo questi maggiori oneri sui premi richiesti agli assicurati.  

Premi e inflazione: chi rincorre chi?

Se si guarda al medio periodo, emerge un quadro meno lineare di quanto si possa pensare. Tra il 2022 e il 2025, i premi RC Auto sono aumentati complessivamente di circa il 16%, quindi leggermente meno rispetto alla crescita del costo della vita (+17,2%). Le compagnie, almeno inizialmente, hanno assorbito parte delle pressioni inflazionistiche senza trasferirle integralmente ai clienti. Nel breve periodo, però, il rapporto si è invertito. Nei primi mesi del 2026 l'inflazione generale è salita dell'1,4%, mentre per l'intero portafoglio assicurativo si stima un aumento dei premi compreso tra il 2% e il 3%. Secondo gli operatori del settore, si tratta di un vero e proprio riallineamento temporale: i premi stanno recuperando oggi i maggiori costi accumulati negli anni precedenti, tra ricambi più cari e risarcimenti in aumento.  

Motociclisti fedeli: pochi cambiano compagnia

C'è poi un elemento che distingue il mercato delle due ruote da altri comparti assicurativi. I motociclisti italiani infatti si confermano clienti particolarmente fedeli alla propria compagnia. Nel 2016, il 74,3% degli assicurati non cambiava compagnia al momento del rinnovo. Oggi quella quota è scesa, ma solo leggermente, attestandosi al 70,4%. In pratica, oltre sette motociclisti su dieci continuano a rinnovare la polizza con lo stesso assicuratore, nonostante l'ampia disponibilità di comparatori online e offerte concorrenti. Una tendenza che può avere diverse spiegazioni: dalla percezione di ottenere condizioni soddisfacenti, alla volontà di evitare pratiche burocratiche, fino al timore di perdere servizi accessori consolidati nel tempo.

 

 

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