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Rimborsi autostrada, stavolta cambia tutto: ecco quando ti spettano davvero

Marco Gentili
di Marco Gentili aggiornato il 25/05/2026 in Attualità
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Cantieri, code e traffico bloccato: da giugno partono i rimborsi automatici in autostrada. Ecco come funzionano e come ottenerli

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Code interminabili per i cantieri, traffico fermo e pedaggi pagati per intero anche dopo ore passate in coda: per milioni di automobilisti italiani è sempre stata la normalità. Ora però qualcosa cambia davvero.

Dal 1° giugno 2026 entrerà infatti in vigore il nuovo sistema di rimborso automatico dei pedaggi autostradali introdotto dall’Autorità di regolazione dei trasporti (ART). Una novità importante perché, per la prima volta in Italia, gli utenti potranno ottenere un rimborso quando il servizio offerto dall’autostrada non sarà all’altezza di quanto pagato.

Il principio è semplice: se il viaggio viene penalizzato da cantieri, blocchi del traffico o disagi significativi, il pedaggio non può restare invariato. E il rimborso, in molti casi, scatterà automaticamente.

 

Quando scatta il rimborso

Le nuove regole distinguono tra disagi causati dai cantieri e blocchi del traffico dovuti a incidenti, maltempo o altri eventi straordinari.

Per i cantieri, il rimborso dipenderà dalla lunghezza del percorso e dal ritardo accumulato:

  • sotto i 30 km il rimborso potrà scattare indipendentemente dal ritardo;
  • tra 30 e 50 km serviranno almeno 10 minuti di ritardo;
  • oltre i 50 km il ritardo minimo sarà di 15 minuti.

Diverso invece il sistema previsto per il traffico completamente bloccato. In quel caso il rimborso crescerà in base al tempo perso:

  • 50% del pedaggio dopo almeno 60 minuti di blocco;
  • 75% oltre le due ore;
  • rimborso totale se il blocco supera le tre ore.

 

Come ottenere i soldi

La vera svolta sarà la gestione automatica. Tutti i concessionari dovranno aderire a un sistema unico che permetterà agli automobilisti di ricevere il rimborso direttamente tramite una App dedicata.

Chi non utilizza applicazioni o sistemi digitali potrà comunque fare richiesta attraverso i portali web dei concessionari o i numeri verdi dedicati.

Attenzione però alle esclusioni: niente rimborso per importi inferiori a 10 centesimi, per i cantieri d’emergenza legati a incidenti o eventi meteo eccezionali e, almeno nella prima fase, per i cantieri mobili.

 

La polemica sui pedaggi

Negli ultimi giorni si è discusso molto sul fatto che i concessionari possano recuperare parte dei costi dei rimborsi attraverso i pedaggi. L’ART però chiarisce che si tratta solo di una misura temporanea prevista per le concessioni già esistenti.

Il meccanismo sarà progressivamente ridotto fino a sparire del tutto entro il 2030. A regime, quindi, i rimborsi per i disagi causati dai cantieri non potranno più essere scaricati sugli automobilisti.

Per chi viaggia ogni giorno in autostrada, soprattutto pendolari e utenti abituali, è un cambiamento che potrebbe avere un impatto concreto. Perché dopo anni di proteste, il principio diventa finalmente nero su bianco: se il servizio peggiora, il pedaggio non può restare lo stesso.

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